Secondo l’aggiornamento del World Container Index diffuso da Drewry il 30 aprile 2026, i noli del trasporto marittimo globale di container chiudono aprile con un nuovo arretramento dei noli. L’indice composito Wci è sceso dell’uno percento, attestandosi a 2.216 dollari per container da 40 piedi. È la terza flessione settimanale consecutiva e conferma un raffreddamento che riguarda le principali direttrici Est-Ovest. Il dato arriva in una fase in cui i costi operativi restano esposti alle tensioni geopolitiche nello stretto di Hormuz e all’aumento del carburante. Tuttavia, questi fattori non stanno sostenendo i noli come avvenuto in altri momenti d’instabilità. La ragione principale indicata dalla relazione è l’eccesso di stiva disponibile, che riduce il potere tariffario delle compagnie di navigazione e limita i tentativi di rialzo strutturale.
Sulla rotta Asia-Europa il segnale resta debole. I noli da Shanghai verso Genova sono scesi dell’1%, a 3.039 dollari per feu. Anche Shanghai-Rotterdam ha registrato una flessione dell’1%, con una tariffa di 2.127 dollari per Feu. Il confronto annuo mostra però una dinamica non uniforme: Genova resta sopra del 5%, mentre Rotterdam risulta inferiore del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La risposta delle compagnie passa dalla gestione della capacità. Per maggio è prevista una riduzione della capacità effettiva del 3% verso il Nord Europa e del 10% verso il Mediterraneo, attraverso cancellazioni di partenze già programmate. La scelta punta a ridurre la pressione competitiva in una fase in cui la domanda non assorbe pienamente l’offerta disponibile. Drewry prevede una possibile stabilizzazione nella prima settimana di maggio, proprio per effetto dei tagli alla capacità.
La direttrice transpacifica presenta invece una dinamica diversa. I noli da Shanghai verso New York sono diminuiti del 2%, a 3.483 dollari per feu, circa 3.239 euro, mentre quelli verso Los Angeles sono rimasti stabili a 2.930 dollari per feu, circa 2.725 euro. La debolezza del mercato a pronti convive però con l’annuncio di nuovi oneri accessori dal 1° maggio 2026. Drewry indica in particolare le iniziative di Msc e Cma Cgm. Msc porterà il sovrapprezzo di emergenza per il carburante sulla rotta tra Asia e costa orientale degli Stati Uniti a 644 dollari per feu. Cma Cgm introdurrà invece un sovrapprezzo di alta stagione di 2.000 dollari per feu. Questi interventi possono generare un rimbalzo tecnico dei noli nella settimana successiva, senza che ciò implichi necessariamente una ripresa dei volumi.
Il contrasto tra noli a pronti in calo e nuovi sovrapprezzi è il punto centrale dell’andamento di fine aprile. Le compagnie sembrano agire più sulla difesa del ricavo unitario che su una domanda in accelerazione. In un mercato con capacità abbondante, i sovrapprezzi possono sostenere temporaneamente le tariffe applicate, ma restano esposti alla capacità dei caricatori di rinviare le spedizioni, negoziare condizioni alternative o sfruttare la concorrenza tra servizi. Il quadro operativo resta condizionato anche dallo stretto di Hormuz.
Tra le rotte rilevate, la Rotterdam-Shanghai mostra un movimento opposto: il nolo è aumentato dell’1%, a 616 dollari per feu, con una crescita annua del 33%. Il valore assoluto resta molto inferiore rispetto alle tratte export dall’Asia, ma il dato evidenzia una maggiore variabilità sui flussi di ritorno e una diversa composizione degli equilibri commerciali. Nel medio periodo, l’ingresso in servizio di nuove portacontainer resta il principale limite ai rialzi. La disponibilità di capacità aggiuntiva consente ai caricatori di operare in un contesto meno teso rispetto alle fasi di forte congestione, mentre obbliga le compagnie a calibrare cancellazioni di partenze, frequenze e sovrapprezzi.








































































