L’autostrada A33 Asti-Cuneo è entrata in piena operatività il 20 aprile 2026 con l’apertura al traffico della configurazione definitiva a quattro corsie nel tratto tra Cherasco e lo svincolo di Alba Ovest, nel territorio di Roddi. L’intervento completa il collegamento tra le province di Asti e Cuneo, lungo circa 90 chilometri complessivi, di cui 70 chilometri autostradali, con connessioni dirette alle direttrici A21 Torino-Piacenza-Brescia e A6 Torino-Savona. Il completamento dell’opera arriva al termine di un percorso avviato con l’apertura del primo tratto nell’aprile 2023 e proseguito con l’entrata in esercizio dell’intera autostrada in modalità cantiere nel dicembre 2025.
Il pagamento del pedaggio avviene senza caselli, usando il sistema a flusso libero (Free Flow). L’attivazione del pedaggio sull’intera tratta Bra/Marene-Roddi è prevista dal 4 maggio, per agevolare la mobilità durante i ponti festivi di fine aprile e inizio maggio. Restano gratuite la tangenziale di Alba e il tratto Asti-Isola d’Asti per gli spostamenti locali, così come l’accesso all’ospedale di Verduno tramite il portale dedicato. Le tariffe per l’intero percorso tra Bra/Marene e Asti sono fissate in 4,74 euro per i veicoli di Classe 1, 5,91 euro per la Classe 2, 9,62 euro per la Classe 3 e 14,38 euro per la Classe 4. Sono inoltre previste agevolazioni fino al 31 dicembre 2026: uno sconto del 25% per nuovi contratti di telepedaggio e del 20% per gli utenti che attivano il Conto Targa.
Il 20 aprile 2026 è una data che conclude una lunga vicenda. L’autostrada A33 Asti-Cuneo nasce come progetto negli anni Ottanta e arriva al completamento dopo oltre trent’anni di percorso politico-amministrativo, cantieri discontinui, revisioni progettuali e soluzioni di finanza pubblica molto controverse. Una prima concessione viene definita all’inizio degli anni Novanta, ma il finanziamento dell’opera si consolida solo con la Legge numero 295 del 3 agosto 1998, che inserisce il collegamento tra le opere da finanziare. Nel 2000 un protocollo d’intesa tra Presidenza del Consiglio e Regione Piemonte ribadisce il valore strategico dell’infrastruttura, mentre con la delibera Cipe numero 121 del 21 dicembre 2001 l’A33 è inserita tra le infrastrutture strategiche della cosiddetta Legge Obiettivo, all’interno del corridoio plurimodale padano e della rete E74.
Nel frattempo i lavori procedono per lotti e con tempi più lunghi rispetto alle attese iniziali. Per dare stabilità alla gestione, il 23 marzo 2006 viene costituita la società di progetto Autostrada Asti-Cuneo Spa, parte del gruppo Astm. Nel 2007 Anas e la concessionaria firmano la convenzione per la realizzazione degli ultimi otto lotti e per la gestione dell’intera tratta, convenzione che diventa efficace nel 2008 dopo la registrazione alla Corte dei Conti.
Tra la seconda metà degli anni Duemila e i primi anni Dieci sono aperti progressivamente vari tratti, soprattutto nella parte Asti-Alba e nel Cuneese, ma l’opera resta incompleta nel segmento più delicato tra Alba e Cherasco. Nel febbraio 2012 entra in funzione il tratto Sant’Albano Stura-Castelletto Stura insieme alla tangenziale gratuita di Cuneo, ma l’infrastruttura continua a presentarsi come un sistema non ancora continuo. Proprio il nodo Alba-Cherasco diventa il simbolo dell’incompiuta: tra il 2012 e il 2020 i cantieri restano sostanzialmente fermi tra ricorsi, problemi autorizzativi, discussioni sulle varianti di tracciato, conflitti sulla copertura finanziaria e contestazioni sui costi cresciuti nel tempo.
Lo sblocco arriva nel 2020 con le delibere Cipe numero 13 e 14, che approvano un meccanismo di cross financing tra concessioni e legano il completamento della A33 alle condizioni della concessione A4 Torino-Milano, garantendo la copertura economica degli ultimi lotti. Si tratta di una scelta molto discussa sul piano politico e tecnico, ma decisiva per rendere sostenibile il progetto e superare l’impasse degli anni precedenti. In questa fase Regione Piemonte e Governo confermano il valore strategico dell’autostrada sia per l’accessibilità industriale sia per i flussi turistici verso Langhe, Roero e montagna cuneese.
Dal 2021 gli interventi riprendono con maggiore continuità, fino all’entrata in esercizio, il 30 dicembre 2025, del lotto Cherasco-Alba ovest che chiude la continuità del collegamento complessivo tra Asti e Cuneo. Alla vigilia del 2026 la A33 diventa così percorribile senza interruzioni dopo circa 34 anni dall’ideazione. Nel dibattito nazionale, la vicenda viene spesso richiamata come un caso emblematico di opera di estensione relativamente contenuta ma ad alta complessità amministrativa e finanziaria, segnata da una forte distanza tra tempi annunciati e tempi reali.
La realizzazione finale è stata possibile anche grazie a uno schema di cross financing approvato dall’Unione Europea, che ha consentito di superare la fase di stallo amministrativo e finanziario. Il progetto ha coinvolto oltre 1.200 operatori, 15 aziende e 130 fornitori. I lavori dei lotti conclusivi, per un’estensione di circa 9,8 chilometri, sono stati avviati nel giugno 2021 e terminati nell’aprile 2026. I tempi di realizzazione risultano inferiori rispetto al crono-programma iniziale: 19 mesi per il lotto II.6a, contro 30 previsti, e 23 mesi per il lotto II.6b, contro 30 previsti.






























































