Le tensioni geopolitiche nel Golfo stanno già producendo effetti diretti sulle filiere tecnologiche italiane, con un impatto crescente su costi, tempi di consegna e continuità degli approvvigionamenti. A evidenziarlo è la fondazione Anie Confindustria, sulla base dei primi risultati di una ricerca condotta su oltre duecento imprese associate, che segnala punti critici diffusi lungo l’intera catena produttiva. Secondo i dati raccolti, il 57% delle aziende registra un aumento dei costi di trasporto e il 53% un incremento delle materie prime, mentre circa il 74% segnala ritardi nelle consegne. Dinamiche che incidono direttamente sull’operatività quotidiana, in particolare nei cantieri, dove la programmazione risulta più complessa e soggetta a continui aggiustamenti.
Le tensioni più marcate si concentrano nella filiera petrolchimica, dove gli aumenti possono raggiungere il 30% dei costi complessivi delle lavorazioni. Tra i materiali maggiormente colpiti rientrano conglomerati bituminosi e asfalti, calcestruzzi e materiali per ripristini, oltre ad altri prodotti e semilavorati legati al ciclo del petrolio. A questi si aggiunge la dinamica delle termoplastiche, utilizzate in ambito infrastrutturale ed elettronico, che registrano rincari superiori al 30%, contribuendo ad ampliare la pressione sui margini delle imprese. Sul fronte logistico, l’incremento dei costi di trasporto si accompagna a un allungamento dei tempi di consegna, con effetti a catena sull’organizzazione delle attività. Le imprese segnalano difficoltà nel garantire continuità nelle forniture e stabilità nelle condizioni economiche, elementi che rendono più incerta la gestione dei contratti in essere e la pianificazione delle commesse.
Diverso il quadro della filiera elettronica, dove al momento non emergono criticità rilevanti nella disponibilità di materiali strategici, incluso l’elio. Secondo quanto riportato da Anie Confindustria, la diversificazione dei canali di approvvigionamento e le scorte disponibili hanno finora contenuto gli effetti delle tensioni internazionali, pur in presenza di un aumento dei costi logistici e di tempi di consegna più lunghi.
In risposta a questo contesto, Anie Confindustria ha avviato un confronto con i committenti per individuare soluzioni in grado di preservare l’equilibrio contrattuale e garantire la continuità operativa dei cantieri. Come dichiarato dal presidente Vincenzo de Martino, l’obiettivo è applicare i principi previsti dalla normativa vigente per eventi straordinari e imprevedibili, al fine di gestire l’impatto delle attuali criticità.
Resta tuttavia centrale, secondo l’associazione, la necessità di un intervento del Governo. Sempre secondo de Martino, il solo confronto tra le parti non appare sufficiente a garantire la tenuta dei comparti industriali e la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche per il Paese. In questo quadro, la prosecuzione degli interventi programmati in condizioni economiche sostenibili viene indicata come una priorità per l’intero sistema produttivo.





































































