Si è riunito il 19 marzo 2026 il Comitato Trasportatori Siciliani, che ha affrontato una serie di problemi che interessano l’autotrasporto nell’isola e, più in generale, i collegamenti marittimi con il resto del Paese. Al centro dell’assemblea, le incertezze sui meccanismi di sostegno al trasporto combinato e l’aumento dei costi operativi, in un contesto già condizionato dalla condizione di insularità. Tra i principali temi emersi, il Sea Modal Shift (ossia il contributo al trasporto combinato strada-mare), per il quale il Comitato ha richiesto chiarimenti urgenti sia sui tempi dei pagamenti, sia sui criteri di calcolo adottati. La mancanza d’informazioni puntuali su questi aspetti incide sulla programmazione economica delle imprese di autotrasporto che utilizzano le tratte marittime come parte integrante delle proprie catene logistiche.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda il sistema Ets. Il contributo continua a essere corrisposto agli armatori, che lo trasferiscono al ministero dell’Ambiente, senza che sia noto l’impiego effettivo delle risorse raccolte. Il Comitato ribadisce la richiesta di destinare tali fondi al ministero dei Trasporti, con l’obiettivo di rafforzare le dotazioni finanziarie del Sea Modal Shift e sostenere in modo più diretto il settore. A ciò si aggiunge l’incertezza normativa legata all’ipotesi di introduzione dell’Ets2 a partire dal 2028, emersa da fonti giornalistiche ma non ancora accompagnata da comunicazioni ufficiali. Secondo il Comitato, l’eventuale estensione del sistema comporterebbe effetti rilevanti sui bilanci delle imprese di autotrasporto, in assenza di misure compensative o di un quadro regolatorio definito.
L’ aumento del costo dei carburanti ha effetti diretti sulle tariffe dei traghettamenti da e per Sicilia e Sardegna. Le imprese che operano in queste aree risultano particolarmente esposte agli aumenti, che si sommano agli oneri legati all’Ets, amplificando l’impatto complessivo sui costi d’esercizio. Il Comitato evidenzia come, nonostante l’intervento del Governo sul caro gasolio attraverso il Decreto Legge 33/2026, non siano state adottate misure specifiche per contenere il costo degli imbarchi, direttamente influenzato dall’andamento dei carburanti.
Alla luce delle questioni emerse, il Comitato Trasportatori Siciliani ha deciso l’invio di una richiesta formale di incontro al Governo nazionale, finalizzata a ottenere chiarimenti e a conoscere le iniziative che si intendono adottare per il settore. In assenza di riscontri, è stato inoltre proclamato un fermo dei servizi di autotrasporto, con presidi previsti presso i principali porti siciliani. L’interruzione delle attività è programmata dalle 00.01 del 14 aprile 2026 alle 24.00 del 18 aprile 2026 e sarà accompagnata da manifestazioni nei porti dell’isola, con possibili ripercussioni sui flussi logistici da e verso la Sicilia.








































































