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Hupac acquisisce il 44% dell’interporto di Novara

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Il 9 aprile 2019 la finanziaria della Regione Piemonte ha aggiudicato a Combiconnect il pacchetto azionario in suo possesso e quello di Sito nella società Cim, che gestisce il principale interporto piemontese. In futuro, la società svizzera potrebbe acquisire la maggioranza assoluta con le quote di Comune e Provincia.


Novara interporto altoIl più importante interporto piemontese e uno dei principali nodi del corridoio che collega Genova con Rotterdam entra nella sfera di Hupac, che lo aggiungerà così al principale terminal intermodale lombardo, quello di Gallarate-Busto Arsizio, controllando gli hub del trasporto ferroviario intermodale dell'Italia nord-occidentale. L'occasione è stata la gara indetta da Finpiemonte Partecipazioni, la società finanziaria della Regione Piemonte che ha il 30.06% della Cim, la società che gestisce l'Interporto di Novara. Il bando prevedeva la cessione dell'intera quota di Finpiemonte e di quella del 13,80% in mano alla Sito, società che gestisce l'interporto di Orbassano (Torino) e che a sua volta è partecipata da Finpiemonte. In tutto, quindi, la gara prevedeva la cessione del 43,86% del Cim.
La prima scadenza per le offerte era l'11 marzo 2019, poi prorogata all'8 aprile, con una base d'asta di 17,4 milioni di euro. L'unica offerta giunta a Finpiemonte porta la firma di Combiconnect, società controllata dalla svizzera Hupac, che ha offerto 17,5 milioni di euro per l'intero pacchetto azionario in vendita. Nei prossimi giorni si concluderà la cessione con l'aggiudicazione definitiva. La stessa Hupac è già azionista del Cim, con una quota del 4,41%, che però non le basta per raggiungere il 51% insieme con Combiconnect.
Resta però ancora aperta la cessione delle quote del Cim appartenenti al Comune e alla Provincia di Novara che detengono, rispettivamente il 16,88% e il 3,64% delle azioni. Le due amministrazioni hanno esercitato il diritto di recesso, che impone l'acquisto delle loro azioni da parte della società partecipata, ossia il Cim stesso. Ma il prezzo stabilito dal Comune e dalla Provincia è contestato dal Cim e quindi la decisione sulla cifra è passata a un perito nominato dal Tribunale. Una volta che il perito stabilirà il valore delle azioni, che sarà insindacabile, l'amministratore delegato del Cim chiederà ai soci se sono interessati all'acquisto e il diritto è proporzionale alle quote detenute.
Ciò significa che l'azionista di maggioranza, ossia Combiconnect, potrà acquistare un altro venti percento e diventare quindi azionista di maggioranza assoluta ed è probabile che lo faccia, altrimenti non avrebbe senso l'acquisito delle azioni in mano alla Regione. Gli altri principali azionisti del Cim sono la società autostradale Satap, controllata dal Gruppo Gavio - che ha il 24,31% e che prima dell'ingresso di Combiconnect era il secondo azionista subito dopo Finpiemonte - il Banco Bpm di Milano con il 13,80%, Banca Intesa Sanpaolo con il 3,65%, Plc con il 2,65% e l'Associazione Industriali di Novara con il 2,55%.
Finpiemonte ha anche indetto un bando di gara per la cessione delle sue azioni nell'Interporto di Rivalta Terminal Europa, pari al 4,73% del capitale, con un prezzo di base di 504mila euro, che è scaduto il 20 marzo senza alcuna offerta. Quindi, la finanziaria dovrà decidere se tenere le azioni o proseguire la vendita. Non è invece prevista alcuna azione per la quota del Sito, dove Finpiemonte ha la maggioranza della azioni (52,74%), mentre le altre quote sono divise tra Socotras e Mercitalia Logistics.

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