Anche se è del tutto lecito domandarsi quale impatto concreto possa avere una mozione regionale, occorre comunque cogliere il senso politico di quella approvata all’unanimità il 5 maggio 2026 dal Consiglio Regionale della Lombardia. L’organismo legislativo lombardo, con la mozione 489, si è espresso a favore del completamento del progetto AlpTransit, la ferrovia transalpina, asse fondamentale tra Piemonte e Lombardia con l’Europa centro settentrionale attraverso la Svizzera.
Oltretutto non si tratta di una semplice dichiarazione di sostegno, in quanto il documento prevede una chiara assunzione di responsabilità e impegna la Giunta regionale ad attivarsi nelle sedi istituzionali opportune “affinché il completamento di AlpTransit e il potenziamento delle linee di accesso meridionali alle gallerie di base del Lötschberg, del Gottardo e del Ceneri, con il superamento dei colli di bottiglia infrastrutturali ancora esistenti lungo l’asse sud, continuino a costituire una priorità strategica per la Lombardia, per il sistema infrastrutturale nazionale e per i collegamenti europei”.
L’attenzione della Lombardia rilancia quindi l’interesse per il potenziamento dei collegamenti ferroviari con l’Europa, primo fra tutti il corridoio Ten-T Mare del Nord-Reno-Mediterraneo che collega Rotterdam a Genova, sull’asse transalpino del Gottardo e del Lötschberg/Sempione. La portata di questa decisione non va sottovalutata alla luce di quello che invece è l’approccio a livello nazionale che è sempre stato piuttosto distaccato, e lo dimostrano tutti i documenti di programmazione, compresi i piani di Rfi, dove non si è mai andati oltre le ipotesi di limitati progetti di potenziamento sulla rete esistente, escludendo investimenti per nuove linee ad alta capacità.
La decisione della Lombardia non è passata inosservata al di là delle Alpi e in particolare all’associazione Pro Gottardo-Ferrovia d’Europa, nata nel 2016 per promuovere il completamento della trasversale di base del Gottardo e che nel 2025 ha promosso la costituzione dell’Alleanza sud delle Alpi, legislativa e transfrontaliera, alla quale hanno aderito oltre alla Lombardia, il Piemonte, la Liguria e il Canton Ticino.
Secondo la Pro Gottardo la decisione della Lombardia giunge in un momento decisivo per il futuro dei trasporti attraverso le Alpi e per il completamento degli accessi a nord e a sud delle gallerie di base, in particolare per la tratta ticinese tra Biasca e Chiasso, con le circonvallazioni di Bellinzona e di Lugano. A breve il Consiglio Federale svizzero, vale a dire l’organo esecutivo del Governo elvetico, discuterà il “messaggio” sui progetti di ampliamento delle infrastrutture ferroviarie per i prossimi vent’anni, che porterà a una decisione finale prevista nel 2027. Questo “messaggio” dovrà delineare anche gli sviluppi a lungo termine, quindi oltre il 2045. Per Italia e Svizzera è quindi l’occasione per mettere insieme gli sforzi e marciare uniti verso questa meta.
La Pro Gottardo ricorda che per ragioni finanziarie, ma soprattutto per il prevalere d’interessi regionali, per non dire campanilistici, il completamento degli accessi alla ferrovia transalpina, benché previsto dalla Legge, attualmente non è inserito nella pianificazione delle infrastrutture ferroviarie. Occorre quindi sfruttare l’opportunità offerta dal dibattito appena avviato per far valere le ragioni del Sud delle Alpi che hanno una portata non solo regionale, ma europea. Il sostegno della Lombardia potrà quindi essere una carta decisiva, osserva ancora l’associazione svizzera, a patto che anche il Canton Ticino sia in grado, con il mandato unanime del parlamento cantonale, di assumere le proprie responsabilità e con la necessaria determinazione portare avanti a livello nazionale le istanze transfrontaliere.
Piermario Curti Sacchi







































































