Tata Motors ha completato il 30 ottobre 2026 l'acquisizione dell'89,42% del capitale d'Iveco e il 3 novembre 2026 i vertici dei due gruppi hanno presentato a Torino il futuro della nuova realtà. Torino rimane il cuore d'Iveco Group, ma il perimetro industriale e commerciale dell'azienda si allarga a una dimensione globale. La conferenza stampa, in collegamento da Torino, si è tenuta nello stand Iveco di Ecomondo e questa è stata la prima uscita pubblica del costruttore nella nuova veste di società del gruppo indiano. È stata anche la prima per i nuovi vertici: N. Chandrasekaran, chairman di Tata Sons, Tata Motors e Iveco Group, e Girish Wagh, managing director e Ceo di Tata Motors. Olof Persson resta Ceo d'Iveco Group.
Chandrasekaran, Wagh e Persson hanno delineato una strategia fondata sulla complementarità delle due organizzazioni, sulla continuità industriale e sulla possibilità di accelerare lo sviluppo tecnologico e l'espansione internazionale. Complementarità è la parola che i tre dirigenti hanno ripetuto più volte e che Chandrasekaran ha spiegato così: "Due organizzazioni forti e di successo, unite da valori condivisi, un impegno comune per la mobilità sostenibile e l'ambizione di plasmare il futuro del trasporto commerciale, si sono unite per creare un'impresa di mobilità commerciale veramente globale". Egli ha aggiunto che “investiremo nel lungo termine", indicando nella condivisione di competenze, tecnologie e capacità produttive il principale valore dell'operazione. L'obiettivo è costruire un'impresa capace di sviluppare una mobilità commerciale più sicura, intelligente, connessa e sostenibile, facendo circolare conoscenze e soluzioni dall'India all'Europa e viceversa.
Wagh ha parlato di un'opportunità convincente per creare maggior valore per i clienti e le parti interessate: "I nostri portafogli, le capacità e i punti di forza geografici complementari forniscono una solida base per la crescita, garantendo al contempo la continuità fin dal primo giorno per clienti, rivenditori e partner". L'ambizione, ha aggiunto, è costruire un'impresa più forte combinando i punti di forza nell'ingegneria, nelle nuove tecnologie, nell'approvvigionamento, nella distribuzione e nelle reti dei clienti, per accelerare l'innovazione, ampliare la portata e portare soluzioni avanzate ai clienti in modo più rapido e competitivo. Tata Motors e Iveco Group inizieranno quindi a collaborare a 360 gradi, uniti da un'ambizione condivisa per la crescita e la mobilità verde.
La rassicurazione più importante per il sistema produttivo italiano riguarda il mantenimento della sede d'Iveco Group a Torino. Il gruppo conserverà l'identità dei propri marchi, delle persone e della presenza industriale, mentre Tata sosterrà la strategia e i piani d'investimento già definiti da Iveco e le due organizzazioni lavoreranno per valorizzare le rispettive competenze. "Non si tratta di un esercizio di consolidamento", ha puntualizzato Chandrasekaran, sottolineando l'importanza di rispettare le specificità dei mercati, le competenze locali e le esigenze dei clienti. Una precisazione che allontana, almeno nelle intenzioni, il rischio di una semplice razionalizzazione della struttura europea. Resta tuttavia prematuro definire nel dettaglio il futuro dei singoli stabilimenti.
La nuova realtà si colloca al quarto posto mondiale tra i costruttori di veicoli industriali, con ricavi combinati di circa 21 miliardi di euro, oltre 590mila veicoli venduti, più di 73mila dipendenti e una presenza in oltre 130 Paesi. La struttura comprende 27 siti produttivi, 25 centri di ricerca e sviluppo e una rete di circa 9.300 punti vendita e assistenza. La complementarità è evidente: Tata dispone di una posizione consolidata in India e nei mercati emergenti, mentre Iveco porta in dote una forte presenza europea e latinoamericana, oltre alle competenze di Fpt Industrial nei sistemi di propulsione.
Tra le opportunità allo studio c’è l'introduzione in India di alcuni modelli Iveco, inizialmente attraverso assemblaggio Skd e successiva localizzazione. Parallelamente, i prodotti Tata potranno trovare nuovi sbocchi nei mercati presidiati da Iveco, a partire dall'America Latina. Per Persson l'ingresso in Tata rappresenta "una giornata storica" e l'avvio di un nuovo capitolo per marchi, persone e patrimonio industriale. Il dirigente ha sottolineato la solidità del partner indiano e la comune visione di lungo periodo, con l'obiettivo di trasformare le opportunità in progetti e prodotti.
La priorità immediata resta garantire continuità a clienti, concessionari, fornitori e partner. Nel medio periodo, la sfida sarà tradurre la maggiore scala industriale in innovazione, competitività e crescita. Il piano comune dovrà chiarire come saranno condivise le tecnologie, quali prodotti nasceranno dall'integrazione e dove si concentreranno gli investimenti. Per Torino, e per l'industria italiana dei veicoli industriali, è qui che si misurerà il valore concreto della nuova alleanza.
Massimiliano Barberis





































































