Il Tribunale delle Attività Economiche di Lione ha accolto giovedì 2 luglio la richiesta di apertura di una procedura di redressement judiciaire presentata da Lamberet Sas, lo storico carrozziere francese di veicoli industriali refrigerati. Il periodo di osservazione dura sei mesi e ha lo scopo di garantire la continuità produttiva in attesa di una soluzione industriale. Il redressement judiciaire è la procedura concorsuale francese destinata alle imprese in difficoltà ma ancora in attività, e consente di proseguire la produzione mentre viene elaborato un piano di risanamento sotto la supervisione di amministratori nominati dal tribunale: un istituto che nel diritto italiano trova un corrispondente nel concordato con continuità aziendale.
L'azienda, attiva da oltre novant'anni nel trasporto a temperatura controllata, impiega circa mille dipendenti. Secondo quanto comunicato dalla stessa società, gli stabilimenti continueranno a produrre e gli ordini in portafoglio - definito dalla società ancora consistente - saranno regolarmente evasi. Il Comitato Sociale ed Economico ha espresso parere favorevole all'apertura della procedura, un passaggio che secondo la ricostruzione dell'azienda riflette la volontà condivisa di salvaguardare occupazione e continuità industriale. Alla guida di Lamberet dal luglio 2025, dopo aver sostituito Cyril Abegg, c’è l'amministratore delegato Stefano Chmielewski, che fu chiamato proprio con il mandato di un riequilibrio finanziario. “La decisione della Corte non rappresenta una fine, ma uno strumento al servizio del nostro progetto industriale”, ha dichiarato. “La nostra priorità rimane preservare l'azienda, proteggere i posti di lavoro, valorizzare le nostre competenze e creare le condizioni per un futuro sostenibile”. Nei prossimi sei mesi il lavoro degli amministratori nominati dal tribunale di Lione sarà determinante per definire il percorso di Lamberet. L'azienda ha assicurato che manterrà un dialogo costante con dipendenti, clienti, fornitori e partner commerciali sull'evoluzione della procedura.
Il caso Lamberet non è isolato nel comparto della carrozzeria industriale francese: anche Durisotti e Aubineau Constructeur hanno recentemente avviato procedure di redressement judiciaire, segnale di una fragilità che attraversa l'intero segmento dei carrozzieri frigoriferi. Il quadro più ampio del trasporto e della logistica francesi, del resto, mostra tensioni crescenti: secondo i dati Altares, nel primo trimestre 2026 il settore ha registrato 857 procedure di insolvenza, in aumento del 12,9% su base annua. Il trasporto merci su strada, preso singolarmente, presenta però un andamento meno lineare, con le crisi in calo del 5,3% (443 casi): a spingere il dato complessivo è soprattutto il segmento interurbano - quello in cui opera anche Lamberet come fornitore di veicoli - cresciuto del 12%, mentre il trasporto di prossimità ha beneficiato di un miglioramento del 17%.
Tra le cause più citate del deterioramento c'è lo shock energetico legato alle tensioni in Medio Oriente: dalla fine di febbraio il gasolio professionale è salito di circa il 40%, con il prezzo medio arrivato a 2,30 euro al litro a metà aprile, superando i livelli record del 2022. Il carburante, che già incide per oltre un quinto sui costi di esercizio di un autoarticolato, si è tradotto in un aggravio del 9% sulla spesa operativa complessiva. Il governo francese ha introdotto il 30 marzo un aiuto d'urgenza di 20 centesimi al litro per le piccole e medie imprese del trasporto, poi prorogato a maggio, giudicato tuttavia insufficiente dalle federazioni di settore come l'Otre, che a fine marzo ha organizzato blocchi e rallentamenti su alcune tratte autostradali. Tra i casi più importanti dei mesi scorsi figurano anche la liquidazione giudiziale di Ziegler France, disposta il 31 marzo dal tribunale di commercio di Lille e riguardante circa 1.500 dipendenti, e il caso di Pedretti Distribution, azienda savoiarda con 390 dipendenti collocata in redressement judiciaire nel dicembre 2025, convertita in liquidazione giudiziale il 16 marzo 2026.
Massimiliano Barberis











































































