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  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionale denuncia attese fino a sei ore per l'imbarco a Tremestieri e al Porto Storico di Messina durante l'esodo estivo. Non è un caso isolato: il problema si trascina da anni, tra proteste, esposti e promesse rimaste in gran parte sulla carta.

    Protesta degli agenti marittimi di Taranto

    Il porto di Taranto a breve tornerà ad acquisire una certa importanza sullo scacchiere internazionale delle linee container e del traffico di rinfuse liquide. Questa non può che essere una buona notizia, ma alcuni operatori locali vorrebbero poter beneficiare il più possibile dell’indotto che sarà generato. Cosa che, secondo Raccomar Taranto, sarebbe invece a rischio.

    Con una lettera aperta alle istituzioni locali (e non solo) l’associazione degli agenti raccomandatari marittimi del porto di Taranto lamenta il fatto che, dopo aver profuso per anni “il proprio impegno e dato supporto a tutte le attività poste in essere da questa Autorità di Sistema Portuale […], ora che i massicci investimenti infrastrutturali del porto possono creare valore per gli operatori tarantini e finalmente si scorge una ripresa dei traffici assistiamo, nostro malgrado, a un film già visto”.

    Il timore è quello di una sorta di “invasione” sul territorio locale di gruppi e realtà aziendali provenienti da altre città intenzionate quindi a bypassare gli agenti locali. La lettera inviata da Raccomar Taranto denuncia il fatto che “operatori di altre città siano pronti a raccogliere i frutti del lavoro e dei sacrifici della comunità portuale senza che i locali vengano minimamente coinvolti in alcun modo. Estromessi, di fatto, nel nostro porto in una logica coloniale che si ripropone sempre uguale. Non possiamo assistere inermi a un pericoloso ritorno al passato”. Per questo la missiva si conclude invocando la massima attenzione sulla questione da parte di tutte le istituzioni “affinché non venga svilita e umiliata la professionalità dei raccomandatari marittimi tarantini, anima propulsore delle attività portuali”.

    Nella lettera non si fanno nomi ma non è un mistero che in città, in vista del ritorno di una prima linea container al San Cataldo Container Terminal da fine luglio, siano sbarcate come agenti diretti di Hapag Lloyd e di Cma Cgm rispettivamente Saimare (da Genova) e Titi Shipping (da Brindisi). Così come l’estensione del pontile petroli collegato con la raffineria Eni di Tempa Rossa abbia portato con sé l’agente generale Italnoli di Fiumicino, che a quanto pare si appoggia però all’agenzia locale Navalsud (collegata al Gruppo Campostano di Savona).

    Marco Caffio, presidente (in scadenza fra pochi mesi) di Raccomar Taranto, afferma: “Posso capire che fra compagnia di navigazione e agente generale ci siano dei rapporti di fiducia ma io, ad esempio, quando opero in altri porti italiani mi rivolgono sempre alle realtà locali e molti lo hanno fatto qui nel nostro porto. In passato gli agenti marittimi tarantini hanno però sofferto molto il fatto di non essere coinvolti con incarichi di sub-agenzia (ad esempio per lungo tempo è avvenuto con l’Ilva) e anche per questo negli ultimi anni sono stati fatti investimenti, soprattutto in personale e in tecnologia, consorziandosi anche in Ionian Shipping Consortium per dare al mercato servizi adeguati. L’appello ora è quello di poter lavorare almeno una parte significativa dei nuovi traffici che arriveranno”.

    Quanto significativa il presidente Caffio lo esplicita chiaramente: “Almeno il 50% del lavoro generato dal porto dovrebbe rimanere sul territorio”. Se così non sarà gli agenti di Taranto sostengono che non sarà riconosciuto il proprio valore professionale e si dicono pronti a vendere cara la pelle.

    Nicola Capuzzo

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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