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    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

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    Enilive Austria ha aperto a St. Marienkirchen bei Schärding, lungo l'autostrada A8 Innkreis, il primo parcheggio per veicoli industriali del Paese certificato Gold secondo lo standard Sstpa. La struttura da 74 posti rientra in un progetto dell'Unione Europea per l'ammodernamento di cinque aree di sosta tra Austria, Italia e Germania.

    Corte Suprema di Panama annulla la concessione dei terminal container a Hutchison

    • La Corte Suprema di Panama ha dichiarato incostituzionali i contratti che dal 1997 affidavano a Panama Ports Company, controllata da CK Hutchison, la gestione dei terminal di Balboa e Cristóbal. La sentenza annulla anche il rinnovo del 2021, aprendo una fase di gestione transitoria e una futura gara pubblica.
    • La decisione colpisce direttamente la vendita globale degli asset portuali di Hutchison, valutata 22,8 miliardi di dollari, già ostacolata dalle pressioni della Cina. L’uscita dei porti panamensi potrebbe ridisegnare l’operazione con BlackRock e Msc, riducendo il peso degli assetti più sensibili.
    • Il caso assume una rilevanza geopolitica ampia. Gli Stati Uniti accolgono la sentenza come un rafforzamento della sicurezza del Canale, mentre Pechino denuncia pressioni politiche. Panama punta a garantire continuità operativa e tutela occupazionale, riaffermando il controllo pubblico su infrastrutture strategiche.

    La decisione della Corte Suprema di Panama è arrivata nella serata del 29 gennaio 2026 e ha segnato una svolta nella gestione di due dei principali nodi logistici dell’America Latina. I giudici hanno dichiarato incostituzionale la Legge numero 5 del 1997, che aveva approvato la concessione a Panama Ports Company – controllata da CK Hutchison di Hong Kong - per lo sviluppo e la gestione dei terminal container di Balboa, sul versante pacifico, e Cristóbal, sul versante atlantico del Canale di Panama. Con la stessa pronuncia è stato annullato anche il rinnovo automatico del 2021, che aveva esteso la concessione per ulteriori 25 anni senza una nuova gara.

    Secondo la Corte, la normativa e i contratti collegati attribuivano all’operatore privato vantaggi ritenuti incompatibili con la Costituzione, incidendo sull’interesse pubblico e sulla corretta gestione di beni strategici dello Stato. La sentenza si fonda anche sugli esiti dell’audit condotto dal Controllore Generale Anel Flores, che ha stimato mancate entrate per lo Stato pari a circa 1,2 miliardi di dollari dal 1997, cui si aggiungerebbero ulteriori 300 milioni di dollari legati al rinnovo del 2021, per pagamenti non effettuati ed esenzioni considerate eccessive. Panama Ports Company ha ricordato di avere investito nei due terminal 1,8 miliardi di dollari in ventotto anni, aggiungendo che la decisione è priva di fondamento giuridico e si è riservata ricorsi internazionali.

    L’impatto operativo immediato riguarda due terminal centrali per il sistema logistico panamense e regionale. Balboa rappresenta il principale hub di trasbordo container dell’America Latina, con una capacità annua di circa 3 milioni di teu, mentre Cristóbal supera i 2 milioni di teu. Nel 2025 l’intero sistema portuale del Paese ha movimentato 9,9 milioni di teu, in crescita del 3,6% su base annua. Per evitare interruzioni dell’operatività dei due terminal, il presidente José Raúl Mulino ha disposto una gestione transitoria affidata ad Apm Terminals (Gruppo Maersk), affiancata da una squadra tecnica coordinata da Alberto Alemán Zubieta, già amministratore del Canale di Panama.

    La sentenza incide direttamente anche sulla complessa operazione di dismissione globale avviata da CK Hutchison. Nel marzo 2025 il gruppo aveva raggiunto un accordo preliminare con un consorzio guidato da BlackRock e Mediterranean Shipping Company per la vendita di 43 porti in 23 Paesi, per un valore complessivo di 22,8 miliardi di dollari, pari a circa 21,1 miliardi di euro. I porti di Balboa e Cristóbal rientravano nel perimetro dell’operazione attraverso la cessione del 90% di Panama Ports Company.

    Già prima della pronuncia della Corte, la transazione era rallentata dalle pressioni della Cina, che chiedeva l’ingresso di Cosco Shipping come investitore strategico con diritti rafforzati sino a un controllo maggioritario. La cancellazione delle concessioni panamensi elimina dal pacchetto uno degli assetti più sensibili dal punto di vista politico. Secondo analisti finanziari, i terminal panamensi incidono per circa il 5% sull’Ebitda complessivo della divisione portuale di Hutchison, elemento che potrebbe favorire una ristrutturazione dell’operazione, separando Panama dagli altri assetti globali.

    Sul piano geopolitico, la decisione si può leggere come un rafforzamento della posizione statunitense nel controllo indiretto delle infrastrutture attorno al Canale. Washington ha accolto positivamente la sentenza, sottolineando la rilevanza strategica di una via d’acqua attraverso cui transita circa il 5% del commercio marittimo mondiale e una quota stimata intorno al 40% del traffico container statunitense. Esponenti dell’amministrazione e del Congresso hanno parlato di un passo a tutela della sicurezza nazionale e della neutralità del Canale.

    Di segno opposto la reazione di Pechino e del governo della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong. Il ministero degli Esteri cinese ha denunciato l’uso di pressioni politiche e ha annunciato l’intenzione di tutelare gli interessi delle imprese cinesi. Da Hong Kong è arrivata una dura presa di posizione contro quella che viene definita un’interferenza esterna che mina la certezza giuridica per gli investitori.

    A Panama, il Governo ha cercato di mantenere un profilo pragmatico. Mulino ha garantito la continuità delle attività portuali e l’avvio di una nuova gara pubblica per una concessione di lungo periodo, con condizioni definite più favorevoli per lo Stato. Particolare attenzione è stata posta al fronte dell’occupazione: i sindacati dei lavoratori di Balboa e Cristóbal hanno chiesto garanzie per circa 5.000 addetti, ottenendo l’impegno formale del Governo a evitare licenziamenti nella fase di transizione.

    Nel quadro più ampio, la vicenda s’inserisce nel rilancio dei piani infrastrutturali panamensi. L’Autorità del Canale ha avviato un processo competitivo per lo sviluppo di nuovi terminal container, con l’obiettivo di portare la capacità complessiva del Paese fino a 16 milioni di teu annui entro la fine del decennio, rafforzando il ruolo di Panama come piattaforma logistica globale.

    Nel complesso, l’annullamento delle concessioni a CK Hutchison combina elementi giuridici, economici e strategici. La sentenza ridefinisce i rapporti tra Stato e operatori privati, incide su una delle maggiori operazioni mondiali nel settore portuale e conferma come il controllo delle infrastrutture logistiche, in particolare attorno al Canale di Panama, sia sempre più intrecciato agli equilibri geopolitici internazionali. Nel breve periodo, bisogna vedere se e come quest’azione sbloccherà la vendita degli assetti portuali di CK Hutchison, mentre sul medio-lungo periodo come influirà sulla presenza cinese nell’America Latina. A tale proposito, ricordiamo che la cinese Cosco gestisce il nuovo grande terminal peruviano di Chancay, che potrebbe essere il prossimo obiettivo delle pressioni statunitensi nell’area.

    M.L.

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