Il trasporto marittimo dei container sta attraversando una fase di surriscaldamento precoce. Nella settimana del 14 maggio 2026, il Drewry World Container Index composito ha segnato un incremento del 12% su base settimanale, portandosi a 2.553 dollari per container da 40 piedi. L'accelerazione interessa in misura nettamente superiore le rotte di esportazione dall'Asia verso i mercati occidentali, mentre i corridoi transatlantici e le rotte di ritorno restano sostanzialmente stabili.
Il balzo più consistente si registra sulla direttrice Shanghai-Genova, dove i noli hanno raggiunto 3.701 dollari per feu, con un incremento del 20% in sette giorni. La tratta Shanghai-Rotterdam ha guadagnato l'11%, attestandosi a 2.413 dollari, mentre quella verso la costa orientale degli Stati Uniti, Shanghai-New York, ha toccato i 4.252 dollari con un rialzo del 14%. La costa occidentale americana, sulla tratta Shanghai-Los Angeles, ha registrato una crescita del 10%, a 3.357 dollari. Per confronto, le rotte transatlantiche mostrano incrementi assai più contenuti: New York-Rotterdam a 1.030 dollari e Rotterdam-New York a 2.388 dollari, a conferma che lo shock tariffario è circoscritto al quadrante asiatico e alle direttrici colpite dalle perturbazioni in Medio Oriente.
Alla base di questa fiammata concorrono fattori sia strutturali sia congiunturali. Sul fronte dell'offerta, i principali vettori stanno applicando in modo aggressivo una combinazione di supplementi: Emergency Fuel Surcharge (Efs), Peak Season Surcharge (Pss) e General Rate Increase (Gri). A titolo di esempio, Yang Ming Line ha annunciato un Gri di 2mila dollari per feu a partire dal 15 maggio 2026. A questi strumenti tariffari si aggiunge una gestione rigida della capacità: nella sola prossima settimana sono previsti sette "blank sailing" sulla rotta transpacifica, vale a dire sette partenze annullate, una manovra che riduce l'offerta disponibile e sostiene le tariffe verso l'alto.
Sul fronte della domanda, i caricatori stanno anticipando massicciamente le prenotazioni rispetto al tradizionale calendario della stagione di picco estiva. Il timore principale è legato al perdurare della crisi nel Mar Rosso e all'instabilità attorno allo Stretto di Hormuz, nel contesto delle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran. Le deviazioni delle navi via Capo di Buona Speranza, rese necessarie dall'insicurezza del transito a Suez, allungano i tempi di percorrenza e riducono la capacità effettiva disponibile sul mercato. Questa combinazione spinge le imprese a garantirsi gli spazi di stiva con largo anticipo, alimentando ulteriormente la pressione sulle prenotazioni.
L'analisi delle singole rotte rivela uno squilibrio strutturale tra le direttrici di esportazione asiatica e quelle di ritorno. Mentre Shanghai-Genova vola a 3.701 dollari, la tratta inversa Los Angeles-Shanghai è sostanzialmente ferma a 791 dollari, con variazione nulla su base settimanale. Anche Rotterdam-Shanghai cresce in misura marginale, con un +2% a 644 dollari. Questo divario conferma che la pressione della domanda è interamente concentrata sull'export cinese verso i mercati di consumo occidentali, mentre il riposizionamento dei vuoti avviene a tariffe irrisorie.
Vale la pena segnalare un'anomalia sul dato annuo della tratta Shanghai-New York. Nonostante il balzo settimanale del 14%, la variazione su base annua si mantiene in territorio negativo (-2%), il che indica che, un anno fa, le tariffe su questa specifica rotta partivano da una base considerevolmente più elevata rispetto alle altre tratte, le quali mostrano invece variazioni annuali positive e a doppia cifra: Rotterdam-Shanghai, ad esempio, segna un +41% su base annua.
Secondo le previsioni di Drewry, i noli sono destinati a proseguire la loro corsa nelle prossime settimane, sostenuti dal rimbalzo della domanda e dall'aumento dei costi energetici che incidono sul prezzo del carburante bunker. L'incertezza geopolitica offre inoltre alle compagnie di navigazione una giustificazione solida per mantenere le politiche tariffarie restrittive, con tassi Fak più rigidi e nuovi Gri già annunciati.
Per le imprese che gestiscono supply chain dipendenti dall'import asiatico, il quadro impone una revisione dei piani di budget logistici per il secondo e terzo trimestre 2026. Il rischio di rolled cargo, ovvero di container lasciati a terra per mancanza di spazio, è elevato in questa fase, tanto sulla rotta transpacifica quanto su quella Asia-Europa. La scelta tra contratti a lungo termine, se ancora accessibili a condizioni sostenibili, e tariffe spot in rapida ascesa richiederà un'attenzione crescente nella gestione degli acquisti di trasporto.









































































