Cin Tirrenia ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 42 dipendenti amministrativi, sulla quale si è svolto il 29 aprile 2026 un confronto con Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che però non ha prodotto soluzioni alternative e le parti si sono aggiornate al 14 maggio. La misura riguarda l’organico amministrativo, concentrato soprattutto tra Napoli e altre sedi, e arriva dopo la riduzione della flotta e la scelta di affidare alla controllante Moby la gestione operativa e commerciale delle due navi rimaste.
La procedura segna un passaggio ulteriore nella crisi di Cin Tirrenia, iniziata dopo la privatizzazione del 2012. In quell’anno lo Stato cedette le attività della Tirrenia pubblica alla Compagnia Italiana di Navigazione, controllata da Vincenzo Onorato, per 380 milioni di euro. Il perimetro comprendeva navi, personale e rotte, mentre l’amministrazione straordinaria pubblica rimase gravata da circa 800 milioni di euro di debiti. 180 milioni di euro del prezzo di vendita dovevano essere versati in rate fino al 2025, ma quel debito non fu saldato integralmente. La crisi finanziaria del gruppo Onorato si aggravò dal 2019, dopo l’acquisizione completa di Tirrenia. L’indebitamento indicato per Cin era di circa 316 milioni di euro, poi cresciuto fino a una fascia compresa tra 640 e 700 milioni di euro considerando insieme Moby e Cin. Nel 2022 il gruppo presentò un concordato preventivo in continuità per evitare il fallimento. L’omologa del Tribunale di Milano fu accompagnata dall’ingresso di Msc al 49% e da un apporto di capitale di 150 milioni di euro.
Il risanamento finanziario è passato anche dalla cessione di unità navali. Tra il 2025 e il 2026 furono vendute cinque navi: Moby Ale Due, Moby Aki, Moby Wonder, Tirrenia Janas e Tirrenia Athara. La flotta Tirrenia, che nel 2012 comprendeva 18 unità acquisite con la privatizzazione, si è ridotta fino alle sole due ro-pax Raffaele Rubattino e Vincenzo Florio. Entrambe erano originariamente di proprietà Moby e sono state utilizzate con marchio Tirrenia sulla rotta Civitavecchia-Olbia. Il ridimensionamento della flotta ha inciso anche sulla rete dei collegamenti. Il 25 novembre 2025 venne soppressa la storica rotta Napoli-Palermo, attiva dagli anni Trenta e Quaranta del Novecento. La chiusura della linea ha lasciato centinaia di marittimi senza prospettive definite. Per il Raffaele Rubattino era stata ipotizzata anche la demolizione, mentre il Vincenzo Florio sarebbe stato destinato ad altre tratte della rete Moby.
Il fronte amministrativo era già stato interessato da tensioni nel 2020, quando l’azienda annunciò la delocalizzazione al Nord di 60 impiegati tra funzioni amministrative e commerciali. I sindacati definirono quell’operazione come "licenziamenti mascherati", anche per l’età media dei lavoratori coinvolti e per l’impatto personale di un trasferimento ritenuto difficilmente sostenibile. L’attuale procedura per 42 amministrativi nasce dalla riduzione dei beni aziendali e dalla riorganizzazione delle attività residue. Con due sole navi ancora legate al marchio Tirrenia e con la gestione operativa e commerciale affidata a Moby, Cin considera non più necessaria una struttura amministrativa autonoma. La vertenza riguarda quindi non solo un esubero di personale, ma anche la perdita dell’ultimo presidio organizzativo separato di quella che fu la principale compagnia marittima nazionale.




































































