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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • La Golden Week frena i noli container

    La Golden Week frena i noli container

    Il World Container Index di Drewry scende del 2% a 4.351 dollari per feu, trascinato dal calo sul transpacifico e sull'Asia-Europa durante le festività cinesi. Sulla rotta verso il Nord Europa i noli container arretrano per la tredicesima settimana consecutiva, mentre Genova resta stabile.

Autotrasporto

  • Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Agli Stati Generali di Roma le associazioni rappresentate nel Comitato Centrale per l'Albo degli autotrasportatori hanno firmato un documento unitario che chiede controlli di regolarità estesi al fisco, lettera di vettura elettronica obbligatoria anche nei trasporti nazionali, più flessibilità sui tempi di guida e una Cqc più semplice.

    Nel 2026 sparirà il livello 6J del Ccnl trasporto e logistica

    Il rinnovo del Ccnl Logistica, Trasporto Merce e Spedizione firmato il 6 dicembre 2024 introduce una modifica strutturale alla classificazione del personale, stabilendo l’eliminazione definitiva del livello 6J a partire dal 31 dicembre 2025. La misura riguarda l’intero perimetro contrattuale del settore e coinvolge tutte le imprese e i lavoratori regolati dal contratto collettivo nazionale sottoscritto dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti e dalle principali associazioni datoriali, tra cui Confetra, Assologistica e Confcooperative.

    Alla data del 31 dicembre 2025 il livello 6J, introdotto come livello di ingresso per il personale privo di esperienza, cesserà di esistere e tutto il personale in forza inquadrato a tale livello passerà automaticamente al sesto livello ordinario. Il passaggio avverrà in modo generalizzato e senza condizioni, indipendentemente dall’anzianità maturata nel livello junior o dal tempo residuo che sarebbe stato necessario per il passaggio secondo la disciplina previgente.

    Secondo quanto chiarito da Confetra in una circolare di gennaio 2025, il meccanismo di transizione non richiede alcun adempimento aggiuntivo da parte delle aziende e non è subordinato a valutazioni individuali o a verifiche di professionalità. La cancellazione del livello 6J produce effetti diretti e immediati sull’inquadramento e sul trattamento economico dei lavoratori interessati, determinando un riallineamento automatico al livello di ingresso standard previsto dal contratto.

    Prima del rinnovo del 2024, il livello 6J era caratterizzato da una permanenza temporanea, al termine della quale era previsto il passaggio al sesto livello. Nel corso degli anni, la durata di questa fase era stata progressivamente ridotta, passando da ventiquattro mesi per le assunzioni antecedenti al 2019 a diciotto mesi e poi a dodici mesi per i lavoratori assunti dal 1° gennaio 2020, con una disciplina differenziata per gli apprendisti. L’eliminazione del livello junior supera definitivamente questo impianto, rimuovendo il concetto stesso di salario di ingresso all’interno del contratto nazionale.

    Sul piano retributivo, l’impatto è quantificabile in modo preciso sulla base delle tabelle economiche in vigore dal 1° gennaio 2025. Il minimo tabellare del livello 6J è pari a 1.464,53 euro, cui si aggiunge l’Elemento professionale d’area di 23,33 euro, per un totale di 1.487,86 euro. Il sesto livello ordinario prevede invece un minimo tabellare di 1.592,38 euro, con il medesimo importo di Elemento professionale d’area, per un totale di 1.615,71 euro. Il differenziale è quindi pari a 127,85 euro mensili, che su tredici mensilità corrisponde a circa 1.662 euro lordi annui per lavoratore.

    Le ricadute economiche non si limitano alla retribuzione diretta. Le tabelle del costo medio orario del lavoro pubblicate dal ministero del lavoro con Decreto direttoriale del 19 dicembre 2025, elaborate sulla base del Ccnl rinnovato, evidenziano per il sesto livello un costo medio orario di 22,14 euro nel gennaio 2025, destinato ad aumentare progressivamente nel corso della vigenza contrattuale. Questo dato assume particolare rilevanza nei contesti di appalto pubblico e privato, in quanto utilizzato come parametro di congruità ai sensi del Codice dei contratti pubblici.

    Dal punto di vista contrattuale, l’eliminazione del livello 6J rappresenta uno degli elementi qualificanti del rinnovo. Le organizzazioni sindacali hanno più volte sottolineato come la misura risponda all’obiettivo di contrastare il lavoro povero e di rafforzare la dignità retributiva fin dall’ingresso nel settore. Nei materiali di illustrazione dell’accordo diffusi da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, la cancellazione del salario di ingresso viene indicata come un passaggio centrale per la valorizzazione delle professionalità operative, in un comparto caratterizzato da elevata intensità di lavoro e da un ruolo strategico nelle catene logistiche.

    Dal lato datoriale, le associazioni firmatarie hanno riconosciuto il valore dell’intervento, pur evidenziando le criticità legate all’aumento dei costi per le imprese, in particolare per quelle che operano con margini ridotti e con un elevata rotazione del personale. In diverse comunicazioni associative viene segnalato come l’eliminazione del livello junior comporti un incremento immediato del costo dei nuovi inserimenti, incidendo sulle fasi di avviamento e formazione del personale privo di esperienza.

    La scelta di fissare al 31 dicembre 2025 il termine ultimo di vigenza del livello 6J risponde all’esigenza di garantire un periodo transitorio sufficientemente ampio, consentendo alle aziende di adeguare la propria programmazione occupazionale e ai lavoratori di conoscere con anticipo gli effetti sul proprio inquadramento. La data è stata oggetto di chiarimenti successivi alla firma, a seguito di alcune comunicazioni sindacali iniziali che indicavano termini anticipati, poi ricondotti in modo univoco alla scadenza di fine 2025.

    L’eliminazione del 6J si inserisce in un rinnovo contrattuale di ampia portata, che interviene su oltre un terzo dell’articolato del Ccnl. Accanto alla revisione della classificazione del personale, l’accordo ha introdotto aumenti retributivi distribuiti in più rate fino al 2027, una nuova struttura dell’Elemento professionale d’area, l’aggiornamento dei profili professionali in relazione ai processi di digitalizzazione e automazione e modifiche rilevanti in materia di orario di lavoro, sicurezza e organizzazione delle attività. Il contratto interessa circa un milione di addetti lungo l’intera filiera della logistica, del trasporto merci e delle spedizioni.

    Antonio Illariuzzi

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