Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, attraverso la Compagnia di Pomezia, ha chiuso il 17 luglio 2026 un'indagine su un sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore della logistica, condotta su delega della Procura della Repubblica di Velletri che ha coordinato l'intera attività. Al termine degli accertamenti sono stati segnalati alla procura veliterna 23 persone e 11 società, chiamate a rispondere, a vario titolo, dei reati di emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti d'imposta e somministrazione fraudolenta di manodopera.
Il meccanismo ricostruito dagli investigatori si basava su undici società "serbatoio", prive di una struttura organizzativa autonoma ma intestatarie dei rapporti di lavoro solo in modo formale. I lavoratori risultavano dipendenti di questi soggetti, mentre la gestione sostanziale delle prestazioni sarebbe stata riconducibile a un consorzio capofila: questa dissociazione tra titolarità formale e conduzione effettiva dei rapporti, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe inciso sulla posizione giuridica ed economica dei lavoratori coinvolti. I rapporti tra la capofila e le società aderenti erano regolati da contratti di appalto ritenuti privi dei requisiti sostanziali, sui quali si sarebbe innestato un sistema di fatturazione per operazioni inesistenti per abbattere il carico fiscale e contributivo.
Gli inquirenti hanno censito tra il 2020 e il 2022 oltre 1.800 lavoratori in condizioni irregolari, che riguardavano sia la corretta qualificazione dei rapporti di lavoro, sia il rispetto degli obblighi contributivi e assistenziali. L'ammontare complessivo delle fatture ritenute fittizie supera i 35 milioni di euro, a fronte di un'evasione dell'Iva stimata in oltre 10 milioni. I finanzieri hanno anche rilevato un'indebita compensazione di crediti d'imposta inesistenti per oltre 1,7 milioni di euro. Gli esiti dell'indagine sono stati trasmessi anche all'Inps, che ha rideterminato i contributi previdenziali evasi analizzando il flusso Uniemens delle società consorziate - lo strumento con cui i datori di lavoro comunicano periodicamente all'ente i dati retributivi e contributivi dei lavoratori - irrogando sanzioni per oltre 7 milioni di euro. L’indagine ha toccato anche i committenti delle società di logistica indagate - supermercati, ipermercati e discount – che hanno beneficiato indirettamente delle irregolarità. Quindi anche a loro è stato contestato il totale degli importi ricostruiti.







































































