L'Its Marco Polo Academy, insieme alla Venice Maritime School (Vemars), ha riunito lunedì 13 luglio a Venezia i principali protagonisti della logistica portuale e intermodale in occasione dell'evento "Le nuove rotte per l'innovazione", durante il quale ha comunicato i primi risultati di un'indagine sui fabbisogni professionali del territorio rivolta alle aziende che collaborano con l'ente di formazione. L'incontro, ospitato nella sede dell'Accademia Logistica & Mare all'interno della zona portuale di Santa Marta, ha visto la partecipazione di rappresentanti del Governo, della Regione Veneto, del Comune di Venezia, di Confindustria, Confitarma, Assiterminal e delle principali aziende della filiera, riunite attorno al tema del ruolo strategico delle competenze nello sviluppo del sistema economico.
Il questionario, tuttora attivo, è stato distribuito alle circa trecento aziende del territorio che collaborano con l'Its Marco Polo e punta a individuare i profili professionali più richiesti dal mercato, verificando il grado di corrispondenza tra i percorsi formativi e le reali esigenze occupazionali del comparto. I risultati costituiranno la base per la progettazione della futura offerta didattica.
Per il 52,4% delle aziende del settore logistica e gestione dei trasporti le competenze dimostrate dagli studenti durante il tirocinio risultano molto o abbastanza adeguate alle attività svolte; il restante 47,6% le giudica parzialmente adeguate, mentre nessuna azienda ha selezionato le opzioni "poco" o "per nulla adeguate". Tra i contenuti da potenziare per facilitare l'inserimento lavorativo, le imprese segnalano l'intelligenza artificiale, la geografia italiana, le certificazioni, i processi aziendali, le bolle doganali e i documenti di trasporto, la gestione del magazzino e le capacità relazionali. Per quanto riguarda i comportamenti, la gestione dello stress e dei picchi di lavoro raccoglie il consenso del 66,7% delle aziende, mentre il lavoro di squadra si ferma al 61,9%.
Le aziende chiedono soprattutto dimestichezza con strumenti digitali, inclusi i pacchetti d’intelligenza artificiale, e con i software gestionali applicati ai processi logistici e doganali. Emergono invece carenze diffuse su proattività, curiosità e gestione del tempo, oltre che su capacità pratiche, adattamento, competenze relazionali e analisi dei dati; a pesare, secondo quanto raccolto dal questionario, resta anche un pregiudizio diffuso sul porto come luogo privo di tecnologia e innovazione.
Sulla durata ideale del tirocinio le opinioni si dividono: il 38,1% delle aziende preferirebbe un periodo superiore ai cinque mesi, il 33,3% tra quattro e cinque, il 28,6% fino a tre. Le probabilità di assunzione entro dodici mesi dal termine del percorso restano invece alte per la grande maggioranza delle imprese interpellate: il 90,5% le definisce alte o molto alte, contro un 9,5% che le giudica basse.
"È la prima volta che organizziamo un confronto di questo livello, mettendo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori della logistica e della mobilità delle merci", ha dichiarato il presidente dell'Its Marco Polo Academy, Damaso Zanardo, sottolineando come i porti stiano evolvendo in hub strategici delle materie prime e come l'intelligenza artificiale sia destinata a ridisegnare molti processi produttivi. Per Zanardo il porto di Venezia ha davanti a sé un'occasione di sviluppo per il territorio e per l'occupazione, e la formazione "non può più inseguire il cambiamento" ma deve "anticiparlo insieme al mondo economico".
Per il vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l'Industria del Turismo, Leopoldo Destro, "la competitività della logistica si misura sempre più sulla qualità delle competenze": digitalizzazione, intelligenza artificiale e automazione richiedono infatti figure professionali sempre più preparate, a fronte di un divario tra domanda e offerta che secondo Unioncamere e il ministero del Lavoro porterà la filiera della mobilità e della logistica ad avere bisogno di circa 150.500 nuovi occupati tra il 2025 e il 2029. A fronte di un fabbisogno annuo compreso tra 8.700 e 9.800 diplomati negli indirizzi tecnici di trasporti e logistica, rileva Destro, l'offerta si ferma a circa 3.900 giovani.
Il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto, ha osservato che il dialogo tra istituzioni, sistema della formazione, università e imprese va rafforzato perché i percorsi restino allineati alle esigenze del mercato del lavoro, ricordando che investire nelle persone significa investire nella competitività del settore. Assiterminal, per voce del suo direttore generale Alessandro Ferrari, ha ricordato l'avvio del primo Executive Master in management dei terminal portuali e la proroga fino al 2027 del cosiddetto bonus portuale - lo strumento di finanziamento pubblico per la formazione e l'implementazione dei sistemi di gestione - oltre alle collaborazioni costanti tra aziende e Its per avvicinare i giovani al settore.
"Gli operatori del porto necessitano di personale specializzato, di giovani capaci, che abbiano il desiderio di intraprendere una carriera in questo mondo", ha aggiunto il presidente della Venice Port Community, Davide Calderan, descrivendo il ruolo dell'Its Marco Polo come parte di un ecosistema "win-win" capace di preparare i futuri lavoratori del porto e di generare crescita economica sul territorio.
Attivo da 11 anni, l'Its Marco Polo Academy ha diplomato 90 studenti nel 2025 e conta oggi dieci corsi e cinque percorsi 4+2 in collaborazione con istituti del territorio veneto. Nello stesso anno è stata aperta a Portogruaro una nuova sede per il corso di Logistics Manager, già attivo a Venezia, Treviso e Rovigo, ed è partito a Mestre il corso di Produzione e Manutenzione dei Mezzi di Trasporto. Da ottobre 2026 inizierà anche il corso di Commissario di Bordo, che si affiancherà ai già consolidati percorsi per Ufficiali di Coperta e Ufficiali di Macchina.


































































