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Cauto ottimismo dagli spedizionieri genovesi


Dopo un 2018 da dimenticare, Spediporto mostra segnali di fiducia nell'anno in corso, grazie allo sviluppo della Belt and Road, all'accordo bilaterale con la Svizzera, aagli stanziamenti pubblici e all'istituzione della Zona Logistica Semplificata. Questi sono i punti trattati durante l'assemblea generale di Spediporto, aperta dal presidente Alessandro Pitto con il ricordo delle 43 vittime del Ponte Morandi. E proprio questo evento ha avuto una ripercussione pesante anche sui traffici del porto di Genova: -0,5% rispetto al 2017, ma in realtà ben di più se si considera che il primo semestre 2018 aveva registrato un aumento del 6% rispetto al precedente anno. "Tuttavia i dati dei primi due mesi del 2019 sono in crescita e occorre essere cauti, non vedremo una crescita a due cifre percentuali ma ad una sola cifra penso sia fattibile" ha affermato Pitto.
L'associazione ribadisce l'importanza del nuovo layout della logistica portuale: per ambire a maggiori quote di traffico occorre migliorare l'Hinterland Connectivity, ossia la possibilità di collegarsi al più ampio raggio di mercati nazionali ed internazionali, al centro di una filiera che includa tutti i processi logistici: infrastrutture, sistemi informatici, Zona Logistica Semplificata. E dopo la tragedia del 14 agosto la ricostruzione della Valpolcevera dovrà trasformarla in asse di connessione con i retroporti, mentre la strada della Superba, attivata in tempi record per dare un'alternativa al tratto autostradale crollato, permetterà al porto di estendersi fino all'aeroporto di Genova. Con questa nuova visione Genova riacquisterebbe quella centralità strategica, da sempre riconosciutale, all'interno della Belt and Road Initiative. Già oggi il rapporto con la Cina, con il suo miliardo di euro al giorno di scambi commerciali, rappresenta un'opportunità di crescita irrinunciabile.
Il secondo punto fondamentale della relazione di Pitto riguarda la professione degli spedizionieri: "Il nostro futuro si giocherà sulla capacità che avremo di trasformarci in service & data providers della logistica. Lo spedizioniere oggi più che mai è il ponte che unisce il mondo dell'industria al mondo della logistica, l'unico in grado di gestire milioni di file e data all'anno. Trasformare i nostri servizi, aggiornandoli e integrandoli costantemente, essere alleati dei nostri partner e dei nostri clienti per eliminare i costi legati alle inefficienze e fare emergere il vero valore della logistica, sarà la nostra sfida".
Il mercato cinese è stato protagonista di molti interventi. Per Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, "sulla Via della Seta saremo protagonisti non sudditi, siamo sempre stati indipendenti da Roma figuriamoci se non lo saremo da Pechino. Abbiamo investimenti per un miliardo di euro destinati al porto, dalla nuova diga al terminal di Calata Bettolo, Genova sarà una locomotiva di traino e non un vagone che segue". Di Cina ha parlato anche Marco Bucci, sindaco del capoluogo ligure: "Vogliamo lavorare con i migliori al mondo, se oggi sono i cinesi, ben vengano i cinesi, si sceglie non dove uno è nato ma dove c'è capacità".
Il sindaco ha rilevato la priorità per la linea Genova-Rotterdam, definita "un treno che non possiamo perdere". In primo piano anche i collegamenti con il retroporto: "50 o 60 chilometri sono pochissimi per i porti nelle altre parti del mondo, lo devono diventare anche per noi". Bucci conclude auspicando distensione fra città e porto: "Alcune volte è difficile gestire la convivenza come a Prà per i problemi causati dal rumore; si risolve solo in un modo, dialogando". Condivide Paolo Emilio Signorini, presidente Autorità di Sistema Portuale: "La litigiosità è un fatto nazionale fra le classi imprenditoriali, forse a Genova lo è un po' troppo ma è una fra le città più belle del mondo e deve convivere con spazi molto ristretti, stiamo lavorando per dare al porto e alla città le infrastrutture che servono ".

Mara Gambetta

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