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  • Il 2019 è peggior anno del cargo aereo del decennio

    Il 2019 è peggior anno del cargo aereo del decennio

    Le rilevazioni della Iata sul trasporto aereo delle merci del 2019 mostrano che è stato il peggiore anno dal 2009, quando scoppiò la crisi macroeconomica da cui il settore è emerso lentamente. Un’eventuale ripresa quest’anno potrebbe essere ostacolata dall’epidemia di coronavirus.

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Anche gli spedizionieri lanciano allarme liquidità

Dopo gli autotrasportatori e gli operatori della logistica, anche gli spedizionieri lanciano l’allarme sulla mancanza di liquidità che può portare alla sospensione dell’attività di molti operatori: “Senza condizioni normative e finanziarie adeguate, rischiamo il blocco del sistema logistico”, ha dichiarato il 3 aprile 2020 la presidente di Fedespedi, Silvia Moretto. La presidente aggiunge che “anche in questa congiuntura eccezionale di sospensione delle attività non essenziali – prorogata con un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio fino al 13 aprile – la supply chain continua con senso di responsabilità a lavorare al servizio dell’economia del Paese in base a quanto disposto dai decreti governativi, ma non può sostenere interamente gli oneri del lockdown. Siamo riconosciuti tra le attività essenziali ma non ci sono le condizioni per poter garantire il nostro servizio”.

L’associazione degli spedizionieri chiede che l’attività dei magazzini sia permessa a tutte le imprese, anche a quelle che hanno fermato le linee produttive, per evitare la congestione di container negli hub portuali e aeroportuali. “Se raggiungiamo il livello di saturazione scatteranno ulteriori oneri a carico della merce”, prosegue Moretto. “A questo si aggiunge la preoccupazione per la crisi di liquidità finanziaria che ha già gravi conseguenze sui bilanci aziendali. Le imprese clienti chiedono dilazioni di pagamento e delle scadenze che noi non possiamo accordare. Siamo operatori della logistica e non istituzioni di credito e non possiamo lavorare senza essere remunerati”.

Moretto cita una previsione del Centro Studi Confetra, secondo cui nel 2020 si prevede una riduzione delle merci movimentate del 20-25%, con la possibilità di crediti insoluti di oltre 2,5 miliardi di euro. “Il nostro è un settore labour intensive che impiega 50mila addetti: le aziende devono, innanzitutto, essere in grado di pagare il lavoro delle persone, che continuano ad alimentare ogni giorno la circolazione delle merci nel nostro sistema Paese”. Quindi, “è assolutamente necessario che le imprese nostre clienti paghino i servizi che hanno attivato con noi e che abbiamo portato a termine anche in questa congiuntura eccezionale, come previsto e nelle condizioni richieste dalle disposizioni governative”.

L’intervento della presidente di Fedespedi si conclude con un duplice appello: “alle nostre imprese clienti per invitarle a non scaricare sul nostro comparto gli oneri del lockdown, consapevoli della difficoltà che questa emergenza comporta per tutto il tessuto economico del Paese. Chiediamo al Governo, inoltre, di fornire al settore tutte le garanzie operative e finanziarie perché le imprese possano proseguire la propria attività”.

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