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Cronaca

  • Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    La Polizia Locale di Monfalcone ha fermato un autoarticolato immatricolato in Croazia che trasportava resina liquida soggetta all'Adr che aveva gli estintori scaduti da tempo. Sanzioni per oltre 400 euro, mentre Prefettura e Motorizzazione stabiliranno da due a sei mesi di sospensione della patente.

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  • Grimaldi affronta le sfide con nuove navi e rotte

    Grimaldi affronta le sfide con nuove navi e rotte

    All'apertura della ventisettesima Euromed Convention di Pula, Emanuele Grimaldi ha annunciato i progetti di due nuove generazioni di navi con-ro e multipurpose, un investimento da 1,5 miliardi di dollari in nove ro-pax a metanolo e trenta navi schierate sulle linee da e per l'Asia.

    Prosegue l’assalto all’oro verde sulle strade pugliesi

    Illustrazione: TrasportoEuropa IA
    • La Puglia, in particolare la provincia di Barletta-Andria-Trani, è colpita da una sequenza di rapine armate ai danni di autocisterne cariche di olio di oliva. Gli episodi si sono concentrati lungo strade regionali e provinciali, con sequestri temporanei degli autisti e bottini fino a 500.000 euro.
    • Le indagini hanno ricostruito una modalità operativa strutturata: le bande, composte da più soggetti armati, utilizzano auto di grossa cilindrata, disturbatori Gps e basi logistiche per trasferire rapidamente il carico, colpendo mezzi isolati su percorsi prevedibili.
    • Alla base del fenomeno c’è il forte aumento del valore dell’olio extravergine nel 2025, con quotazioni fino a 9,5 euro al chilogrammo, unito alle criticità del sistema di trasporto su gomma nelle aree rurali. La combinazione rende l’olio una merce ad alta redditività e facile ricettazione.

    All’inizio di febbraio 2026, un autoarticolato carico di olio alimentare che stava viaggiando su una strada in zona di Andria, in Puglia, è stato affiancato da un’autovettura con più persone a bordo. Gli occupanti hanno intimato all’autista di fermarsi e di scendere dal mezzo, esplodendo un colpo di pistola, che non ha colpito né l’autista né il veicolo. Una pesante intimidazione per “convincere” l’autista a consegnare veicolo e carico ai rapinatori. Ma il caso ha voluto che nella zona stesse passando una pattuglia della Polizia Stradale, che si è accorta dell’azione ed è intervenuta. Alla sua vista i rapinatori hanno iniziato una fuga, inseguiti per alcuni chilometri dalla pattuglia, riuscendo poi a far perdere le tracce.

    Il carico del camion era composto da circa 120 quintali di olio alimentare di vario tipo, per un valore economico stimato in oltre 60mila euro. Un quantitativo rilevante, che conferma l’interesse crescente della criminalità organizzata verso questo tipo di alimento, che si può facilmente vendere nel mercato nero a un costo elevato. L’obiettivo più ambito è l’olio d’oliva, che è stato definito “oro verde” per il costo al dettaglio che ha raggiunto. E la Puglia, che produce un’elevata quantità di olio d’oliva, è diventata l’epicentro degli assalti ai camion che lo trasportano.

    Nei soli ultimi mesi, tra l’autunno 2025 e l’inverno successivo, sono avvenuti diversi attacchi agli autocarri. Il primo episodio emblematico dell’ultimo periodo risale al 30 novembre 2025, quando un camion carico di olio extravergine venne assaltato lungo la Strada Regionale 6, nei pressi di Canosa di Puglia. L’autotrasportatore, affiancato da un’auto con più persone armate, fu sequestrato e liberato solo dopo alcune ore nel Foggiano. Scomparve invece il carico, dal valore stimato di 300mila euro. Pochi giorni dopo, il 10 dicembre 2025, un corriere fu intercettato sulla Strada Statale 16 all’altezza di Barletta e costretto a deviare su viabilità secondaria, lungo la Strada Provinciale 3, prima di essere rilasciato in campagna.

    La cronologia prosegue nel 2026: nella notte tra il 6 e il 7 gennaio le cronache riportano l’assalto a un’autocisterna che trasportava circa 500 quintali di olio extravergine nella zona tra Castel del Monte e l’Alta Murgia. Anche in questo caso il conducente fu sequestrato, bendato e abbandonato a distanza di decine di chilometri, mentre il mezzo venne ritrovato vuoto nell’area di Cerignola. È seguito poi l’episodio di febbraio, che abbiamo già descritto.

    La ripetitività degli schemi conferma che non si tratta di episodi isolati, ma di un’attività pianificata che sfrutta specifiche caratteristiche del trasporto dell’olio. I veicoli colpiti sono quasi sempre camion cisterna o mezzi pesanti dedicati, spesso condotti da un solo autista, impegnati su percorsi regionali e provinciali che collegano frantoi, depositi e centri di imbottigliamento. Si tratta di tratte funzionali alla logistica olearia, ma meno presidiate rispetto alla rete autostradale e quindi più esposte a intercettazioni violente.

    Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani hanno ricostruito l’organizzazione delle bande. I gruppi sono composti in genere da quattro o più persone, con ruoli definiti: chi individua il bersaglio, chi blocca il mezzo, chi guida il camion sottratto e chi gestisce il trasferimento del carico. Nell’operazione “Long Vehicle”, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, è emersa una struttura stabile e gerarchica, con basi logistiche utilizzate per lo svuotamento rapido delle cisterne.

    La fase più critica della rapina è l’intercettazione del camion in movimento, come mostra il fallito assalto di febbraio. Le auto dei rapinatori affiancano il veicolo, costringendo l’autista a fermarsi sotto la minaccia delle armi. In alcuni casi vengono utilizzati lampeggianti per simulare posti di controllo o jammer per disturbare i sistemi di localizzazione satellitare. Una volta isolato il mezzo, l’autista è trasferito su un’altra vettura e il camion condotto in un’area prestabilita, dove il carico è travasato su altri veicoli o stoccato temporaneamente.

    Queste modalità evidenziano una conoscenza approfondita della logistica del settore. I rapinatori conoscono tempi, volumi e destinazioni dei trasporti, oltre al valore dei carichi. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, le informazioni possono giungere da osservazioni dirette lungo le strade, ma anche da una conoscenza indiretta delle abitudini operative delle aziende, come finestre orarie ricorrenti e itinerari fissi.

    Come abbiamo detto, il motivo principale che rende l’olio di oliva un obiettivo così ricercato è il suo valore economico. Nel 2025 le quotazioni dell’olio extravergine di alta qualità hanno raggiunto livelli elevati, tra 7 e 9,5 euro al chilogrammo, secondo la Borsa Merci di Bari. Un’autocisterna può trasportare decine di tonnellate, trasformando un singolo assalto in un bottino da centinaia di migliaia di euro. A differenza di altre merci, l’olio è relativamente facile da ricollocare sul mercato illecito, soprattutto in un contesto caratterizzato da forti flussi di importazione e da una filiera lunga e complessa. A tale proposito, l’elevata importazione di olio d’oliva (stimata in mezzo miliardo di chili nel 2025) crea un mercato opaco in cui prosperano trafficanti e pratiche illegali.

    I rapinatori colpiscono il trasporto su gomma perché l’anello più esposto della filiera logistica. Le strade provinciali e regionali della Puglia attraversano aree agricole estese, con bassa densità abitativa e tempi di intervento più lunghi in caso di emergenza. Gli autotrasportatori operano spesso in solitudine e con margini limitati per modificare i percorsi, rendendo prevedibili i movimenti dei camion. E le associazioni di categoria hanno più volte segnalato queste criticità, sottolineando come la sicurezza del trasporto sia diventata un fattore determinante per l’intera filiera.

    Accanto alle rapine tradizionali, sta emergendo una modalità diversa, già vista in altri settori merceologici, basata sulla sottrazione d’identità digitali di aziende di trasporto. Nel gennaio 2026 la Polizia ha arrestato tre persone accusate di aver prelevato un carico di olio imbottigliato per un valore vicino a 500mila euro, presentandosi con documentazione e credenziali falsificate. L’episodio evidenzia come le vulnerabilità non riguardino solo la sicurezza fisica dei mezzi, ma anche i processi documentali e informatici della logistica, che devono quindi essere rinforzati.

    Insomma, sta aumentando la pressione criminale sull’oro verde, che si concentra, con armi fisiche o digitali, sull’autotrasporto. Le Forze dell’ordine stanno aumentando i controlli e ottengono successi investigativi, però è fondamentale la collaborazione dei vettori, soprattutto quelli che operano nelle aree più a rischio. In concreto, è richiesta una maggiore attenzione alla pianificazione dei viaggi, usando gli accorgimenti che vengono già attuati nel trasporto delle merci ad alto valore.

    M.L.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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