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    Prime indicazioni per l’autotrasporto dopo la Brexit

    A poco più di un mese dall’uscita effettiva della Gran Bretagna dall’Unione Europea – alla scadenza del periodo transitorio – non è stato ancora raggiunto un accordo tra Bruxelles e Londra. Proseguono i colloqui, ma il 25 novembre la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha ammesso di non sapere se si raggiungerà un’intesa, aggiungendo che “si sono fatti progressi, abbiamo delineato un possibile testo definitivo. Faremo tutto il possibile per trovare un accordo. Siamo disposti ad essere creativi ma non a mettere a rischio il mercato unico".

    Intanto il trasporto si sta organizzando per affrontare anche una Brexit senza accordo e si sta muovendo anche il Governo britannico. Un primo passo è la redazione di un manuale operativo sul trasporto merci da parte dei tre ministeri interessati, ossia Commercio, Dogane e Trasporti. Sul sito web del Governo è disponibile la prima versione, che comprende tutti gli aspetti delle importazioni ed esportazioni dalla Gran Bretagna.

    Uno dei punti più importanti, ossia quello delle autorizzazioni per l’autotrasporto, non è però ancora chiaro, perché dipende dall’esito delle trattative. In caso di mancato accordo entrerà in vigore il sistema delle autorizzazioni internazionali Cemt. Però il termine per entrare nella graduatoria è scaduto il 30 ottobre 2020 e comunque è molto probabile che questa soluzione non sia sufficiente per l’intero flusso di veicoli industriali attraverso la Manica.

    Un altro aspetto importante riguarda i documenti degli autisti e dei veicoli. Fino al 30 settembre 2021 i cittadini comunitari potranno usare ancora la carta d’identità per entrare in Gran Bretagna, poi sarà necessario il passaporto. Sarà invece necessaria da gennaio la patente di guida internazionale, salvo accordi per il riconoscimento reciproco delle patenti. Non sappiamo invece se la Gran Bretagna richiederà la Carta di qualificazione del conducente o un documento analogo. Per l’assicurazione dei veicoli, Londra riconoscerà la carta verde o altre prove del pagamento della Rca.

    Il manuale prescrive che prima di entrare in territorio britannico l’autista dovrà avere tutte le informazioni e i documenti doganali previsti. Non bisogna scordare che senza accordi, dal 1° gennaio la Gran Bretagna sarà a tutti gli effetti un Paese extra-comunitario, per il quale valgono dazi e documenti doganali sulla merce. È previsto un periodo transitorio di sei mesi con requisiti diversi per le merci controllate e le merci non controllate.

    Per le merci controllate che rientrano nell’apposito elenco (come per esempio quelle sottoposte ad accisa come tabacco e bevande alcoliche) dal 1° gennaio 2021 Londra chiederà dichiarazioni doganali e il Movement Reference Number. Per le merci non controllate, il trasportatore deve avere il numero di registrazione e identificazione dell'operatore economico (Eori) dell’importatore (che ha sei mesi per presentare la dichiarazione doganale e pagare il dazio).

    Per il trasporto delle merci in Gran Bretagna, dal 1° luglio 2021 i trasportatori dovranno fornire le dichiarazioni di importazione S&S (per le quali occorre il numero Eori) alle Autorità britanniche prima dell’arrivo. Ciò sarà fatto tramite dichiarazioni sommarie di entrata (Ens), che comprendono informazioni sul destinatario, sulle merci, sul tipo di trasporto e sull’orario di arrivo. Chi usa l’Eurotunnel dovrà presentare le dichiarazioni S&S un’ora prima dell’arrivo a Coquelles, per i traghetti due ore prima dell’arrivo.

    Quando uscirà dal territorio dell’Unione Europea, l’autista dovrà avere per ogni spedizione la prova della dichiarazione doganale fatta dagli importatori o dagli esportatori. Tale prova è formata da un Movement Reference Number o da un numero Eori. Dovrà avere anche la dichiarazione di esportazione UE Mrn. Quando entrerà in Gran Bretagna, l’autista dovrà mostrare il Movement Reference Number o l’Eori di ogni spedizione. Le Autorità britanniche svolgeranno controlli a campione sulla presenza di tali documenti.

    Un altro aspetto importante sottolineato dal manuale è quello dell’immigrazione clandestina. Gli autisti prima di entrare in Gran Bretagna dovranno mettere in sicurezza i veicoli per impedire l'accesso di persone nel vano di carico. Se le Autorità troveranno immigrati erogheranno una multa di duemila sterline per ogni persona irregolare a bordo.

    I veicoli industriali in uscita dalla Gran Bretagna dovranno avere letteralmente il semaforo verde prima d'imbarcarsi sul traghetto o sul treno. La movimentazione dei veicoli in uscita sarà gestita dal sistema Gvms (che sarà attivo per le importazioni dall’Unione Europea dal 1° luglio 2021). Una piattaforma telematica dedicata fornirà all’autista tre segnali: verde, che consentirà l'accesso al porto perché la documentazione è in regola; ambra, che permetterà l’accesso al porto dopo il completamento delle procedure doganali; rosso, che impedisce l’accesso al porto perché manca parte o tutta la documentazione della merce.

    Questa è solo una parte della complessa procedura per il passaggio delle merci tra Unione Europea e Gran Bretagna. Inoltre potrà mutare sulla base degli accordi che potrebbero sorgere tra Bruxelles e Londra. È perciò importante consultare periodicamente il manuale del Governo britannico, che è pubblicato e aggiornato all’indirizzo web https://www.gov.uk/topic/business-tax/import-export

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