La Polizia Stradale di Modena ha denunciato per minaccia aggravata un camionista di 42 anni, ritenuto responsabile di aver estratto una pistola ed esploso un colpo verso la carreggiata al culmine di una lite con un collega. L'episodio risale al 6 agosto 2026, al chilometro 180 nord dell'autostrada A1, e l'uomo è stato rintracciato e denunciato a piede libero dalla Sottosezione di Modena Nord. Secondo la ricostruzione degli agenti, la lite tra i due camionisti sarebbe sorta per una discussione legata alla circolazione, poi il 42enne avrebbe minacciato il collega estraendo l'arma e sparando in direzione della carreggiata, per allontanarsi infine sul suo camion prima dell'arrivo della Polstrada.
Subito dopo l’episodio, una pattuglia della Sottosezione della Polizia Stradale di Modena Nord è stata inviata dalla Centrale Operativa sul posto a causa di una segnalazione e gli agenti hanno trovato sul posto solo uno dei due uomini coinvolti, che ha riferito il diverbio con l'altro conducente e la successiva minaccia con l'arma. L'attività investigativa ha permesso d’intercettare il veicolo del presunto responsabile in un parcheggio aziendale nel Veronese, dove l'uomo è stato trovato in possesso della pistola scacciacani in metallo, con tappo rosso e caricatore inserito, oltre a una custodia con più di 40 cartucce, tutto sequestrato.
L’accusa al camionista si basa sull'articolo 612 del Codice Penale, che qualifica come aggravata la minaccia commessa "con armi", categoria che, secondo giurisprudenza consolidata, comprende anche gli strumenti che riproducono armi da fuoco, come le scacciacani, quando utilizzati per intimidire. Il reato prevede pena fino a un anno di reclusione ed è procedibile d'ufficio. Resta distinto il tema del porto dello strumento fuori dall'abitazione: infatti, la detenzione di una scacciacani in metallo con tappo rosso in casa non richiede denuncia, ma portarla all'esterno senza un giustificato motivo configura una contravvenzione punita, ai sensi dell'articolo 4 della Legge 110/1975, con l'arresto da sei mesi a due anni e un'ammenda da 1.000 a 10mila euro. Non è escluso, alla luce di precedenti analoghi, che alla denuncia per minaccia aggravata possano aggiungersi ulteriori addebiti proprio per il porto illegittimo, anche dell'arma giocattolo.
L'episodio rientra in un fenomeno nazionale in crescita. Nel 2025 l'Osservatorio Asaps-Sapidata ha registrato 227 aggressioni gravi legate a liti tra automobilisti in Italia, con 9 morti e 274 feriti, 102 dei quali (37,2%) con lesioni molto gravi: un aumento netto rispetto ai 183 episodi rilevati nel 2024. La Lombardia si colloca al secondo posto per numero di casi con 38 episodi, dietro la Campania (39), mentre l'Emilia-Romagna, dove è avvenuto il fatto di Modena, è quinta a pari merito con la Puglia, con 17 casi ciascuna.
Non è neppure la prima volta che il tratto modenese dell'A1 è teatro di episodi simili: nel 2023 la Polizia Stradale di Modena Nord fermò e denunciò due giovani automobilisti che avevano sparato con una scacciacani ed esploso colpi in aria lungo lo stesso tratto, lanciando anche oggetti contro altre vetture. Le tensioni tra autotrasportatori possono avere esiti più gravi: nell'ottobre 2025 una lite scoppiata in un'area di sosta per mezzi pesanti a Bolzano Sud è degenerata nell'omicidio del camionista romeno Ionut Marius Cal, 32 anni, accoltellato da un collega connazionale di 47 anni poi fermato dagli investigatori.
































































