I noli medi mondiali del trasporto aereo di merci sono scesi per la seconda settimana consecutiva a inizio luglio 2026, complice anche il calo dei prezzi del petrolio, secondo i dati settimanali diffusi da WorldAcd Market Data relativi alla settimana 27 (29 giugno-5 luglio 2026). La tariffa media mondiale ha ceduto l'1% su base settimanale, scendendo a 3,13 dollari al chilo, dopo il calo del 2% della settimana precedente, sulla base di un mix di tariffe a contratto e tariffe spot.
Nello stesso periodo i volumi mondiali hanno segnato una flessione del 2% rispetto alla settimana precedente, dopo il calo dell'1% della settimana ancora precedente. A pesare è soprattutto la festività dell'Independence Day negli Stati Uniti, che ha fatto crollare i volumi nordamericani del 10%, seguiti da un calo del 7% in America centrale e meridionale (Csa), area anch'essa condizionata dalle celebrazioni del vicino settentrionale. La contrazione settimanale del 2% nei volumi mondiali risulta comunque comparabile al calo del 3% registrato nella stessa settimana dello scorso anno. Il peso tassabile complessivo resta invece superiore del 4% su base annua, trainato da un incremento dell'8% dalle origini dell'Asia Pacifico, calcolato su oltre 500mila transazioni settimanali monitorate da WorldAcd.
Le tariffe spot medie mondiali sono scese del 2% a 3,62 dollari al chilo nella settimana 27, con flessioni del 4% da Europa e Nord America e cali del 2% dall'Asia Pacifico, dove il valore si è attestato a 5,03 dollari al chilo, e dall'America centrale e meridionale. Su base annua, tuttavia, le tariffe spot restano superiori del 37% a livello globale, con punte del 46% dal Medio Oriente e Asia meridionale (Mesa) e dal Nord America, del 42% dall'Africa e del 37% dall'Asia Pacifico.
Nelle rotte asiatiche, la tratta Hong Kong-Europa ha segnato un crollo del 12% nei volumi settimanali, il terzo calo consecutivo dopo le flessioni del 7% e del 2% delle due settimane precedenti. La spiegazione risiede nella fine, il 1° luglio, dell'esenzione doganale "de minimis" prevista dall'Unione europea per le merci di valore inferiore a 150 euro, che aveva sostenuto il commercio elettronico transitato su questa rotta. I volumi Hong Kong-Europa sono così tornati ai livelli di fine marzo. La tratta Cina-Europa si è invece mantenuta stabile nella settimana 27, dopo il calo del 6% della settimana precedente, mentre i volumi complessivi Asia Pacifico-Europa hanno perso il 2% nella settimana 27 e il 4% in quella precedente, con le tariffe spot scese in misura analoga fino a 5,09 dollari al chilo.
Diverso l'andamento della tratta Taiwan-Europa, dove i volumi sono aumentati di circa il 20% nelle ultime tre settimane, un incremento legato ai trasferimenti di apparecchiature informatiche connesse all'intelligenza artificiale, come rileva WorldAcd. Nello stesso periodo i volumi Taiwan-Stati Uniti sono invece calati di circa il 5%, mentre la rotta Hong Kong-Stati Uniti ha perso complessivamente circa il 7%, una contrazione comunque distante dal crollo di circa il 20% registrato nel traffico Hong Kong-Europa nello stesso arco temporale. Sul lato tariffario, i prezzi spot medi Asia Pacifico-Stati Uniti sono scesi per la seconda settimana consecutiva, con una flessione del 3% a 6,83 dollari al chilo. Le tariffe spot da Cina e Hong Kong verso gli Stati Uniti sono complessivamente diminuite di circa il 12% nelle ultime due settimane.
A.M.B.










































































