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Podcast K44

Cronaca

  • Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

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Mare

  • Nhava Sheva snodo instabile per il Golfo

    Nhava Sheva snodo instabile per il Golfo

    Il porto indiano di Nhava Sheva è diventato il principale hub di trasbordo verso il Golfo dopo la crisi del Mar Rosso, ma nel 2026 lo scontro tra Israele e Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno reso instabile l'assetto costruito dai vettori regionali.

Autotrasporto

  • Pronta la graduatoria per l’esodo volontario autotrasporto

    Pronta la graduatoria per l’esodo volontario autotrasporto

    Il Comitato Centrale dell'Albo nazionale degli Autotrasportatori ha pubblicato l'elenco delle 133 imprese monoveicolari ammesse agli incentivi da 15mila euro per l'uscita volontaria dal mercato, nell'ambito del bando finanziato con 2 milioni di euro per il 2026.

    Serbia, Ungheria e Macedonia per rilanciare la ferrovia merci

    Un patto a tre per rilanciare il trasporto merci su rotaia dalla Cina verso il cuore dell’Europa. Lo ha promosso Srbija Kargo, la compagnia ferroviaria cargo nazionale della Serbia che ha siglato un memorandum d’intesa con l’Ungheria e la Macedonia del Nord, la prima rappresentata da Rail Cargo Hungaria (controllata la Rail Cargo Group) e la seconda dalla compagnia ferroviaria statale Železnici na Republika Severna Makedonija Transport. L’obiettivo è valorizzare e puntare sullo sviluppo della ferrovia Budapest-Belgrado, aperta al traffico merci sono dalla fine di febbraio 2026 e quindi dalle potenzialità ancora tutte da sfruttare. Questa direttrice si appresta quindi a rappresentare un corridoio fondamentale per il trasporto merci lungo l’asse nord-sud attraverso i Balcani. Anche se non sono state fornite previsioni costruite sui numeri, tutto lascia supporre che i volumi di traffico in prospettiva saranno decisamente più elevati rispetto a quelli finora fatti registrare.

    La cooperazione tra le tre compagnie ferroviarie si articola in due direzioni principali. La prima contempla il trasporto merci tra la Cina e l’Europa con il vettore ferroviario e quindi attraverso i corridoi esistenti e da rilanciare, la seconda opportunità è rappresentata dai trasporti intermodali che coinvolgono i porti europei e i terminal insediati nell’area comunitaria integrando quindi la ferrovia con il servizio su strada. Non a caso gran parte delle merci cinesi transita per il porto greco del Pireo, da dove prosegue verso l’entroterra europeo attraverso la Macedonia del Nord e la Serbia ed è questo traffico quello che si vuole intercettare. L’obiettivo da raggiungere è quello di offrire tempi di transito più brevi, costi contenuti e un servizio il più possibile affidabile e garantito. Per ottenere questi risultati si punta a una sempre più stretta integrazione attraverso una maggiore cooperazione transfrontaliera insieme alla semplificazione della catena logistica e all’adozione di soluzioni digitali comuni.

    Il protocollo d’intesa siglato da Serbia, Ungheria e Macedonia del Nord è aperto anche a future prospettive di collaborazione, già individuate in linea generale come un forte impulso per sviluppare ulteriormente il trasporto intermodale, l’interoperabilità tecnica e gestionale, la semplificazione di tutte le procedure e in particolare di quelle doganali, lo scambio digitale dei dati. Non è esclusa anche l’ipotesi di arrivare a un’offerta commerciale congiunta con i potenziali clienti del corridoio Budapest-Belgrado.

    Questi sviluppi sono anche il frutto d’importanti investimenti sulle infrastrutture favoriti dai finanziamenti comunitari. Alla fine del 2022 la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers) avevano messo a disposizione oltre un miliardo di euro per intervenire sulla rete ferroviaria e per l’acquisto di materiale rotabile moderno. In particolare, era contemplato l’ammodernamento della linea ferroviaria Belgrado-Niš che rappresenta il crocevia serbo del Corridoio X e che collega Salisburgo, in Austria, con Salonicco, in Grecia, e attraverso un secondo ramo, Budapest, in Ungheria, con Istanbul, in Turchia. Si è così passati da un tracciato obsoleto con riduzioni di velocità fino a 50 km/h (addirittura 30 km/h su alcuni ponti), a una linea da 120 km/h, più che idonea per i treni merci.

    Nel corso del 2022 era stata inaugurata e aperta all’esercizio la tratta Belgrado-Novi Sad, primo segmento lungo la direttrice Belgrado-Budapest, i cui lavori sono stati resi possibili anche grazie a un finanziamento concesso dalla Cina, a dimostrazione dell’interesse sempre crescente di Pechino verso questa area geopolitica. E nell’ottobre 2025 è stata riaperta all’esercizio dopo una ricostruzione quasi integrale la tratta tra Novi Sad e Subotica, scalo che si trova a una decina di chilometri dal nodo di Kelebija poco oltre il confine tra Serbia e Ungheria. Le caratteristiche ora sono quelle di una linea interoperabile ad alta capacità e a standard europeo.

    Piermario Curti Sacchi

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