- Il mercato italiano del gas naturale liquefatto ha raggiunto 231mila tonnellate nel 2025 (+11%) sul 2024. L'autotrazione resta il segmento dominante con il 75% dei consumi, pari a 171mila tonnellate, ma la crescita è rallentata (+3%), condizionata da incertezze normative e dal fine vita della flotta esistente.
- Sul fronte geopolitico, l'Italia ha toccato nel 2025 il record storico d’importazioni di Gnl via nave, con 19,6 miliardi di metri cubi standard equivalenti. Gli Stati Uniti sono diventati il primo fornitore con il 47,4% del mercato, superando il Qatar, sceso al 32,7%, grazie anche all'avvio del terminal Fsru di Ravenna.
- Le prospettive al 2028 indicano un possibile raddoppio dei consumi nazionali fino a 460mila tonnellate annue nello scenario più favorevole. La crescita sarebbe trainata dal bunkeraggio tra navi, avviato a fine 2025, mentre il terminal di Ravenna copre già il 51% dei ritiri su strada a livello nazionale.
Il 2025 è stata una buona annata per il gas naturale in Italia, nonostante il trauma causato dalla crisi di Hormuz. Lo mostrano i dati del rapporto Gnl 2025, diffuso a giungo 2026 da Assogasliquidi, secondo cui il mercato italiano del Gnl ha chiuso l'anno a 231mila tonnellate consumate, con un aumento dell'11% sul 2024. La crescita complessiva nasconde però dinamiche molto diverse tra i singoli comparti. L'autotrazione resta il pilastro della domanda con 171mila tonnellate, pari al 75% del totale nazionale, ma la sua espansione si rallentata (+3%) a causa d’incertezze normative e del progressivo fine vita della prima generazione i veicoli industriali. A bilanciare la frenata del trasporto su strada è il comparto industriale, che cresce invece del 39% arrivando a 50mila tonnellate (il 22% del totale), spinto dalla diffusione negli impianti isolati non collegati alla rete metano (off-grid) e dal vantaggio di costo rispetto agli oli combustibili.
Il 2025 segna anche una svolta sul fronte degli approvvigionamenti. L'Italia ha importato via nave 19,6 miliardi di metri cubi standard equivalenti di Gnl, un record storico secondo l’associazione. Gli Stati Uniti sono diventati il primo fornitore del Paese con una quota del 47,4% del mercato, passando da 1,6 miliardi di metri cubi nel 2019 a 9,3 miliardi nel 2025, mentre il Qatar, pur mantenendo flussi stabili a 6,4 miliardi di metri cubi, scende al secondo posto con il 32,7%. Sul piano dei prezzi, il Gnl industriale ha registrato nel corso del 2025 un calo marcato, da 43 a 64 euro al megawattora fino a un minimo di 43 euro al megawattora, il ribasso più netto tra tutti i vettori energetici controllati nel rapporto, con un vantaggio di costo di 64 euro al megawattora sul gasolio e di 28 euro al megawattora sull'olio combustibile fluido. Nel primo quadrimestre del 2026, tuttavia, le rinnovate tensioni geopolitiche internazionali hanno spinto i prezzi al rialzo, fino a 68 euro al megawattora a marzo. Resta inoltre un premio strutturale dell'indice italiano Psv rispetto agli hub europei, pari in media a 3,1 euro al megawattora sul Peg francese e a 2,8 euro al megawattora sul Pvb spagnolo.
Le proiezioni di Assogasliquidi al 2028 disegnano un bivio per il settore. Nello scenario più favorevole, definito High nel rapporto, i consumi nazionali potrebbero raddoppiare fino a 460mila tonnellate annue, una crescita attribuita soprattutto al decollo del bunkeraggio navale nave-nave, avviato a fine 2025. Lo scenario Low, al contrario, prevede una contrazione del mercato dell'autotrazione legata al mancato rinnovo delle flotte esistenti.
In particolare per l'autotrasporto, il rapporto mette in evidenza un quadro di marginalità nonostante il ruolo dominante nei consumi complessivi. Il parco circolante di veicoli industriali a Gnl immatricolati in Italia è arrivato a 4.202 unità (+5,5% sul 2024); considerando anche i veicoli con targa estera che fanno rifornimento sul territorio nazionale, il parco effettivo stimato dall’associazione sale a circa 5.400 unità. Si tratta comunque di solo lo 0,5% del parco totale dei veicoli industriali, a fronte di un 2025 in cui il 96,7% delle nuove immatricolazioni di veicoli industriali è andato ancora al gasolio. Le nuove immatricolazioni di mezzi a Gnl si sono attestate a 326 unità nel 2025, contro 310 nel 2024, un aumento insufficiente secondo Assogasliquidi per generare un ricambio strutturale della flotta.

Il rapporto descrive quello che definisce il paradosso del costo totale di proprietà (Tco): nel 2025 il prezzo del Gnl si è stabilizzato tra 90 e 115 euro al megawattora, risultando il 45-50% più economico del gasolio anche tenendo conto del rimborso delle accise per gli autotrasportatori; nel primo trimestre del 2026 il prezzo è risalito sopra i 110 euro al megawattora per le tensioni geopolitiche, ma secondo l’associazione il vantaggio sul gasolio resta. Il Tco dei veicoli a Gnl risulta tuttavia meno competitivo di quello dei mezzi diesel, perché il maggiore costo di acquisto e i costi operativi annullano il risparmio ottenuto alla pompa, bloccando così nuovi investimenti da parte degli autotrasportatori. Il rapporto segnala inoltre il rischio legato al fine vita della prima generazione di mezzi a Gnl: senza interventi normativi, gli operatori potrebbero tornare al gasolio invece di rinnovare le flotte a gas.
Anche la rete di distribuzione stradale ha frenato la propria espansione: le stazioni di rifornimento Gnl e L-Gnc erano 180 nel 2025, con una crescita di appena il 3% sull'anno precedente, contro l'11% registrato nel 2024. Questa rete resta inoltre fortemente sbilanciata sul piano territoriale, con la maggior parte degli impianti concentrata al Centro-Nord (27 in Lombardia, 24 in Veneto, 32 in Emilia-Romagna) e una presenza quasi nulla al Sud (un impianto in Calabria e uno in Sicilia), un limite che secondo il rapporto rende difficile per gli operatori logistici meridionali adottare in modo efficiente i mezzi a gas. Una nota positiva riguarda invece la composizione del carburante consumato dall'autotrazione: il 13% delle 171mila tonnellate complessive è costituito da Gnl di origine biologica, fisico o tramite certificati PoS, segno secondo Assogasliquidi che il comparto è pronto ad assorbire molecole decarbonizzate se messo nelle condizioni adeguate.
Per quanto riguarda gli impianti di rigassificazione operativi, l'Italia ne conta nel 2025 cinque grandi, per una capacità complessiva di circa 28-29 miliardi di metri cubi standard l'anno. Il parco impianti comprende un terminal on-shore tradizionale, Panigaglia, di proprietà Snam, attivo dal 1971 a La Spezia con una capacità di 3,5 miliardi di metri cubi l'anno e uno stoccaggio di 100mila metri cubi, che nel 2025 ha ottenuto l'abilitazione ai servizi di carico di camion, con l'avvio di quello navale previsto per il 2028. C’è poi un terminal off-shore di tipo Gravity Based Structure a Rovigo, Adriatic Lng, operativo dal 2009 e dotato della maggiore capacità singola del Paese, 10,4 miliardi di metri cubi l'anno, con uno stoccaggio di 250mila metri cubi. Completano il quadro tre unità galleggianti Fsru: il terminal Olt Toscana, attivo dal 2013 con 5 miliardi di metri cubi l'anno di capacità, il terminal Fsru di Piombino, gestito da Snam dal 2023 con la stessa capacità, e il terminal Fsru di Ravenna, entrato pienamente in funzione nel 2025 con 5 miliardi di metri cubi l'anno e uno stoccaggio di 170mila metri cubi.

Accanto ai grandi impianti, il rapporto descrive una rete di piccola scala dedicata alla distribuzione su strada e ai consumi industriali, che nel 2025 ha movimentato un totale di 226mila tonnellate. Il deposito on-shore di Ravenna, gestito da Edison e attivo dal 2021 con uno stoccaggio di 20mila metri cubi, si conferma al centro della logistica nazionale, coprendo il 51% dei ritiri su strada. Resta tuttavia rilevante la dipendenza dall'estero: il terminal di Fos/Marsiglia, in Francia, copre da solo il 37% dei rifornimenti stradali italiani, costringendo gli operatori a percorsi transfrontalieri. In Sardegna, il deposito di Oristano, gestito da Higas e attivo dal 2021 con 9mila metri cubi di stoccaggio, alimenta le reti isolate dell'isola e i consumi industriali off-grid. A Vado Ligure è in costruzione un nuovo deposito on-shore da 19.800 metri cubi di stoccaggio, destinato a servire l'area del Nord-Ovest.
La mappa infrastrutturale delineata da Assogas liquidi evidenzia infine un marcato squilibrio geografico: tutti i principali progetti per il Sud Italia restano in fase di pianificazione. Tra questi ci sono il terminal di Gioia Tauro, proposto da Lng Medgas Terminal con una capacità prevista di 12 miliardi di metri cubi l'anno e uno stoccaggio di 265mila metri cubi, e quello di Porto Empedocle, proposto da Nuove Energie con una capacità di 8 miliardi di metri cubi l'anno e 320mila metri cubi di stoccaggio. Per la Sardegna sono pianificati un'unità Fsru a Oristano da 1,8 miliardi di metri cubi l'anno, ulteriori depositi costieri a Oristano gestiti da Edison e Ivi Petrolifera, e un deposito a Cagliari da 22mila metri cubi proposto da Sardinia Lng. Sulla costa ionica è previsto infine il deposito di Crotone, proposto da Ionio Fuel con una capacità di stoccaggio di 20mila metri cubi.
Presentando il rapporto, Costantino Amadei, presidente del Gruppo Gnl di Federchimica-Assogasliquidi, ha illustrato le richieste dell'associazione alle istituzioni per sostenere lo sviluppo del settore.
Per quanto riguarda l'autotrasporto, egli ha chiesto misure dedicate al rinnovo delle flotte, tra cui incentivi all'acquisto di veicoli industriali alimentati a Gnl e Bio-Gnl, crediti d'imposta sui consumi e riduzioni di pedaggi autostradali e bollo, strumenti ritenuti necessari a ridurre la differenza di costo totale di esercizio rispetto al gasolio. Il presidente ha espresso un giudizio positivo sul fondo di 590 milioni di euro stanziato dall'ultima legge di Bilancio per il rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto, ma chiede che la ripartizione delle risorse, attualmente in fase di definizione da parte della competente direzione del ministero dei Trasporti, preveda benefici per le alimentazioni a Gnl e Bio-Gnl, sia attraverso un maggiore contributo unitario per singolo acquisto, sia con una quota di riserva dedicata del fondo. Amadei ha inoltre sollecitato il Governo a rispettare i tempi annunciati, in modo da garantire alle imprese l'accesso agli incentivi già dal primo gennaio 2027, e a emanare con sollecitudine il provvedimento attuativo ancora mancante.
Una seconda richiesta riguarda l'estensione del credito d'imposta sul gasolio, introdotto dal Governo a marzo in seguito al conflitto bellico nell'area del Golfo, anche ai veicoli industriali alimentati a Gnl. Assogasliquidi sostiene questa integrazione fin dal primo provvedimento sulla riduzione delle accise, ricordando che la misura ha già raccolto consenso tra le forze parlamentari senza tuttavia essere ancora approvata; secondo Amadei, limitare il credito d'imposta ai soli camion a gasolio è in contrasto con gli obiettivi di riduzione dell'impronta carbonica del parco veicoli industriali.
Per il comparto marittimo, Amadei ha indicato la necessità di facilitare le operazioni di bunkeraggio di Gnl semplificando le procedure autorizzative, attraverso una piena e uniforme attuazione, in tutti i porti nazionali, delle linee guida diffuse nel maggio 2025 dal ministero dei Trasporti, dal Comando generale delle Capitanerie di porto e dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, ritenute un fattore decisivo per l'attrattività degli scali italiani.
Sul Bio-Gnl, Assogasliquidi chiede un quadro normativo e certificativo stabile, con l'armonizzazione degli strumenti di tracciabilità, dalle garanzie di origine ai Proof of sustainability fino alla certificazione della catena di custodia. In vista della fase attuativa del Decreto legislativo 5/2026 di recepimento della direttiva Red III, Amadei ha chiesto una maggiore valorizzazione del Bio-Gnl nell'attribuzione dei Certificati di immissione in consumo (Cic), sia per il prodotto fisico sia tramite meccanismi di virtual liquefaction, proponendo inoltre che l'emissione dei Cic sia consentita anche in Italia a favore del soggetto che immette il prodotto in consumo.
Il presidente ha citato come modello il sistema delle Thg-Quote tedesco, che secondo Assogasliquidi ha favorito una crescita delle immatricolazioni di veicoli industriali a Gnl e Bio-Gnl in Germania non ancora replicata in Italia, dove le immatricolazioni restano su livelli stagnanti. Infine, Amadei ha chiesto che le risorse generate dai sistemi Ets e FuelEU siano destinate a investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e promozione di carburanti a minore intensità carbonica come il Gnl e il Bio-Gnl, con particolare beneficio per i comparti navale, dell'autotrasporto e industriale.
Pietro Rossoni





































































