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Cronaca

  • Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Un autotrasportatore italiano di 63 anni è stato bloccato dalla Polizia cantonale dei Grigioni sull'autostrada svizzera A13 dopo aver eluso ripetutamente il cronotachigrafo digitale, nascondendo settimane di violazioni sui tempi di guida e di riposo.

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  • Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    In questo video di K44, Laura Broglio affronta la questione della dispersione del carico dei veicoli industriali, un problema che colpisce soprattutto il trasporto di materiali sfusi su cassone. Rischi per la sicurezza stradale, ma anche di pesanti sanzioni.

    Il porto di Tremestieri ancora nelle sabbie della burocrazia

    Mentre l’attenzione della politica, dei giornali e anche della magistratura (contabile e ordinaria) è concentrata sul Ponte sullo Stretto, la sistemazione del porto messinese di Tremestieri è incagliata da vent’anni tra burocrazia, fallimenti, indagine e carenza di fondi (e si parla di pochi milioni e non di miliardi). Tremestieri è sì un piccolo porto, ma è strategico per l’autotrasporto perché evita ai veicoli industriali che devono salire sui traghetti per attraversare lo Stretto di Messina di entrare nella viabilità cittadina. La riparazione e il potenziamento del porto è importante sia per le imprese di autotrasporto, sia per gli autisti che a volte trascorrono ore in attesa, senza alcun tipo di servizio.

    La vicenda è tornata sulle cronache locali a metà giugno 2026, quando la Uiltrasporti Messina ha denunciato "l'ennesimo rallentamento" nei lavori sul porto, che riguarda i dragaggi. Il sindacato segnala che l'insabbiamento dei fondali continua ad avanzare mentre manca ancora l’approvazione dell'assessorato regionale al Territorio e all'Ambiente per eseguire il dragaggio, nonostante l'Autorità di Sistema Portuale dello Stretto abbia già aggiudicato la gara quadriennale per la manutenzione dei fondali alla Castrovinci Costruzioni, con il supporto della Gino Di Cesare Costruzioni e Manutenzione. Senza l'autorizzazione, spiega Uiltrasporti, ogni mareggiata rischia di riportare i fondali sotto le quote operative, con la conseguenza di dirottare i flussi di veicoli industriali verso gli approdi cittadini e di riportare così la congestione nel tessuto urbano di Messina.

    La vicenda di Tremestieri come polo del traghettamento nasce vent’anni fa quando, nel 2006, fu inaugurata la prima darsena, pensata come approdo a sud per alleggerire il centro città dal passaggio dei veicoli industriali, ma con una capacità limitata rispetto alle ambizioni del progetto. Nel 2008 l'Autorità Portuale di Messina inserì nel nuovo Piano regolatore portuale l'idea di completare lo scalo per trasferirvi l'intero traffico di traghettamento, mezzi leggeri e veicoli industriali e per sviluppare le autostrade del mare. Nel 2010 il Comune pose a base di gara il progetto preliminare del nuovo porto, da realizzare tramite appalto-concorso, e nel 2013 l'appalto fu aggiudicato alla Co.Ed.Mar di Chioggia, con un progetto che prevede fondali a meno 9 metri tramite dragaggio, opere di difesa, otto approdi ro-ro, un piazzale per auto e veicoli industriali e trappole per la sabbia pensate per ridurre l'insabbiamento cronico dello scalo.

    Il passaggio decisivo sul piano istituzionale giunse l'8 luglio 2015, quando l'allora ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, firmò il protocollo d'intesa con la Regione Sicilia e l'Autorità Portuale e il decreto di ampliamento della circoscrizione territoriale, che include l'intero porto di Tremestieri tra le aree di competenza dell'Autorità Portuale di Messina. È l'atto che sbloccò a livello istituzionale il nuovo porto come infrastruttura strategica e nel novembre 2016 la Commissione regionale Lavori Pubblici approvò senza prescrizioni il progetto definitivo, aprendo la strada agli espropri e all'apertura del cantiere. Nel marzo 2018 venne firmato il contratto e annunciato l'avvio dei lavori, presentato come una firma storica e accompagnato dalla previsione, allora molto ottimistica, di diciotto mesi per rendere operativo il porto.

    Da quel momento la storia del cantiere si trasforma in quella dei ritardi. Vicende societarie legate all'appaltatore originario portarono alla sospensione dei lavori. Il sindaco di Messina, Federico Basile, ha ricostruito in una nota del Comune come al suo insediamento, successivo al 2018, si sia trovato di fronte un appalto bloccato, con espropri incompleti ed edifici da demolire che impedivano l'avvio effettivo delle opere. L'amministrazione avviò quindi una perizia di variante obbligatoria per aggiornare importi, coperture finanziarie e prezzi, condizione necessaria per rimettere in moto la procedura, e nel giugno 2024 il Comune firmò gli atti che consentirono la ripresa dei lavori.

    A inizio 2025 subentrò nell'esecuzione dell'opera la Bruno Teodoro Spa, che presentò il porto di Tremestieri come un'infrastruttura strategica destinata a rivoluzionare il sistema logistico e portuale di Messina e dell'area dello Stretto, con lavori in corso su più fronti: approdi in calcestruzzo armato, difesa costiera, ripascimento e prove per la banchina principale. La consegna definitiva e completa delle aree dovrebbe avvenire in 24 mesi, con una conclusione stimata attorno all'ottobre 2026. Nel dicembre 2025 fu istituita una commissione per la direzione dei lavori, segnale della complessità tecnica e amministrativa dell'opera e della necessità di un coordinamento più strutturato tra stazione appaltante, impresa e controlli.

    Nella primavera del 2026 la stampa locale riferì che i lavori stanno procedendo il più velocemente possibile, compatibilmente con le difficoltà infrastrutturali, ma evidenziò problemi sui tempi e sulla complessità esecutiva, confermando l'obiettivo di chiudere il cantiere entro l'ultimo trimestre del 2026 con la nuova banchina principale come centro dell'infrastruttura. Proprio in questa fase l'Autorità di Sistema Portuale dello Stretto concluse la gara per la manutenzione dei fondali, ma a giugno 2026 arriva la denuncia di Uiltrasporti che l'autorizzazione regionale al dragaggio è ancora bloccata. Il sindacato rileva anche la mancanza dei 13 milioni di euro residui necessari per completare definitivamente l'opera e per un piano strutturale che superi la logica degli interventi emergenziali, integrando configurazione definitiva degli accosti, protezioni foranee e cicli di dragaggio programmati. La Uiltrasporti ha anche lanciato la campagna simbolica "Adotta il porto di Tremestieri", ipotizzando persino una raccolta pubblica come provocazione per evidenziare l'assurdità della situazione. Nell’attesa, contempliamo il rendering del Ponte.

    M.L.

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