Il 22 giugno 2026 gli autotrasportatori di Trasportounito scenderanno in piazza a Roma con una manifestazione che si svolgerà a Porta Pia, davanti alla sede del ministero dei Trasporti, segnando l'apertura di una vertenza che l'associazione definisce "senza alternative". Ha annunciato la mobilitazione il 15 giugno il segretario nazionale Maurizio Longo, che inquadra la protesta come la risposta diretta all’accordo siglato nei giorni scorsi a Palazzo Chigi tra il Governo e le altre associazioni di categoria. Un'intesa che Trasportounito non ha firmato e che Longo giudica del tutto insufficiente: "È uno dei peggiori accordi storicamente raggiunti nel settore ed è del tutto inadeguato a coprire i reali rincari nei costi delle aziende di autotrasporto derivanti dal caro carburante".
Trasportounito non contesta solo i contenuti dell'accordo, ma anche il metodo: anni di quello che Longo definisce "totale disinteresse da parte del ministero nei confronti dell'autotrasporto italiano", culminati in un'intesa raggiunta senza il coinvolgimento di tutte le sigle rappresentative del settore. Il segretario parla esplicitamente di "elemosina di Stato", un'espressione che sintetizza il rifiuto di misure percepite come marginali rispetto all'entità dei problemi strutturali del comparto.
La questione del caro carburante, pur centrale nel dibattito immediato, non esaurisce l'agenda rivendicativa dell'associazione: Trasportounito punta a un intervento di portata più ampia, che tocchi le regole di mercato, il sistema sanzionatorio, le disposizioni sulla sicurezza stradale, la qualità delle infrastrutture e la carenza cronica di conducenti. Quest'ultimo tema, in particolare, è da tempo segnalato come uno dei nodi più importanti per la tenuta operativa delle imprese di autotrasporto italiane, e continua a non trovare risposte adeguate nelle politiche pubbliche.
La scelta di manifestare davanti al ministero dei Trasporti è ritenuto un atto simbolico e politico insieme, che punta a portare fisicamente la protesta dove, secondo Trasportounito, le decisioni vengono prese o evitate. Longo è esplicito nell'indicare la responsabilità istituzionale: "La decisione che abbiamo assunto di portare avanti la vertenza nei confronti delle istituzioni è per il nostro settore una scelta senza alternative".







































































