Dopo quasi cinque anni di negoziati e una prima intesa respinta ai voti, FedEx e la Air Line Pilots Association (Alpa) hanno raggiunto il 7 e 8 aprile 2026 un nuovo accordo collettivo quinquennale che copre oltre cinquemila piloti della compagnia cargo statunitense. Ora il testo è stato ratificato dai piloti nel corso di una finestra di voto dal 12 maggio al 9 giugno 2026, con entrata in vigore prevista intorno alla fine di giugno.
L'elemento centrale dell'accordo è un aumento delle retribuzioni orarie del 39,76%, cui si aggiungono incrementi annuali del 3% per gli anni successivi, dal 2028 al 2030. L’intesa prevede anche il riconoscimento di arretrati per compensare gli anni in cui le trattative non hanno prodotto risultati: fino a circa 150mila dollari (circa 137mila euro) per i comandanti e fino a 102.500 dollari (circa 94mila euro) per i primi ufficiali. FedEx e Alpa hanno presentato l'intesa come contratto "di vertice" nel segmento cargo statunitense.
Le trattative per il rinnovo iniziarono nel maggio 2021, sulla base di un Protocol Agreement firmato il 24 marzo dello stesso anno che aveva circoscritto le sezioni del contratto collettivo (Cba) da riaprire e fissato come obiettivo il raggiungimento di un primo accordo entro fine maggio 2022. Quell'obiettivo non fu centrato: nell'ottobre 2022 le parti ricorsero alla supervisione del National Mediation Board (Nmb), l'organismo federale che governa i negoziati nel trasporto aereo negli Stati Uniti.
Il percorso conobbe una prima accelerazione nel maggio 2023, quando le delegazioni negoziali raggiunsero un accordo provvisorio che prevedeva aumenti salariali nell'ordine del 30% e miglioramenti sulle prestazioni pensionistiche. Quel testo fu però respinto dal corpo dei piloti, che in luglio bocciò l'intesa con un'alta partecipazione al voto, sollevando questioni sul perimetro operativo delle tutele contro l'esternalizzazione delle operazioni, sugli aspetti economici complessivi e sulla qualità del lavoro, in particolare la gestione dei turni. Il rigetto aprì una fase di stallo che si protrasse per oltre due anni, con il caso che restò in mediazione Nmb mentre FedEx avanzava nel proprio programma di trasformazione industriale.
Nel corso di quegli anni, la compagnia di Memphis portò avanti il programma Drive e la strategia One FedEx – ossia la fusione delle reti aria e terra, chiusura di alcune basi piloti in Europa, cessione a vettori terzi di parte delle operazioni con aeromobili Boeing 757 nel continente europeo - alimentando nelle rappresentanze sindacali la percezione che il perimetro occupazionale fosse sotto pressione. Alpa usò la ricorrenza dei mille giorni senza contratto, nel 2024, come leva di comunicazione pubblica, ribadendo che gli obiettivi restassero retribuzioni e pensioni di vertice nel settore e miglioramenti strutturali delle condizioni di lavoro. Nel maggio 2025, al quarto anniversario dall'avvio formale delle trattative, il sindacato tornò a richiamare pubblicamente lo stallo.
La spinta finale si concentrò nei primi mesi del 2026, con sessioni intensive sotto la supervisione del Nmb. Il nuovo accordo provvisorio, annunciato il 7 e 8 aprile, introduce, oltre agli aumenti orari, miglioramenti sui minimi garantiti di volo, sui rimborsi giornalieri, sulle ferie, sulla gestione degli orari di servizio e sui contributi pensionistici, inclusa l'introduzione di un nuovo piano denominato Market Based Cash Balance. Il 12 aprile il FedEx Master Executive Council (Mec) di Alpa approvò la trasmissione del testo ai piloti con raccomandazione positiva, aprendo la procedura di ratifica che poi si è conclusa entro il 9 giugno.
Il contesto in cui si è chiusa la trattativa riflette due dinamiche strutturali del mercato statunitense. Da un lato, la carenza cronica di piloti qualificati negli Stati Uniti crea pressioni al rialzo su tutta la scala delle retribuzioni, incluso il segmento cargo. Dall'altro, i contratti firmati negli ultimi anni dai vettori passeggeri di riferimento (Delta, American, United) hanno alzato il punto di confronto per le aspettative dei piloti cargo, rendendo necessario per FedEx offrire condizioni competitive per mantenere l'attrattività occupazionale di lungo periodo. Il rigetto del primo accordo nel 2023 rese politicamente necessario, per Alpa, presentare ai propri iscritti un secondo testo con numeri più alti e clausole più solide sul perimetro operativo, tema centrale nel dibattito interno al sindacato.
A.M.B.







































































