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Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Il transpacifico continua a trainare il rialzo dei noli

    Il transpacifico continua a trainare il rialzo dei noli

    L'indice composito Drewry sui noli spot medi dei container sale del 4% a 4.526 dollari per feu nella settimana chiusa il 20 agosto, spinto dalle tratte dalla Cina verso gli Stati Uniti, mentre l'Asia-Europa continua ad arretrare: Shanghai-Genova cede il 2% e scende sotto i 5mila dollari.

Autotrasporto

  • Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionale denuncia attese fino a sei ore per l'imbarco a Tremestieri e al Porto Storico di Messina durante l'esodo estivo. Non è un caso isolato: il problema si trascina da anni, tra proteste, esposti e promesse rimaste in gran parte sulla carta.

    Slitta ancora la conclusione lavori per il Terzo Valico

    Foto: Consorzio Cociv

    Per il Terzo Valico dei Giovi il cartello con l’insegna del traguardo, quando ormai sembra vicino l’obiettivo da raggiungere, viene spostato sempre un po’ più in avanti. Era fine marzo 2026 quando Calogero Mauceri, il commissario straordinario incaricato a sovrintendere e gestire i lavori della nuova ferrovia dei Giovi e del nodo di Genova, pur senza sbilanciarsi più di tanto aveva affermato: “La tempistica attuale ci dice 2027, ma restiamo prudenti. Possiamo anticipare o tardare di qualche mese, tutto dipende da cosa troviamo scavando”.

    Ad appena due mesi di distanza, il cronoprogramma è già stato rivisto e ormai si parla di 2028, oltretutto con estrema cautela. “Lo auspichiamo, ma l’obbiettivo primario è completare lo scavo della galleria per programmare in modo preciso quella che sarà l’infrastrutturazione successiva, cioè l’armamento tecnologico e tutto il resto”. Le parole sono sempre quelle del commissario straordinario Calogero Mauceri, pronunciate in occasione dell’evento che ha salutato l’abbattimento del diaframma sul secondo binario, in direzione nord, della tratta Castagnola-Vallemme, completando così uno dei tratti più complessi dello scavo del Terzo Valico, una delle maggiori opere ferroviarie attualmente in avanzata fase di costruzione in Italia con un investimento complessivo di 10,7 miliardi di euro. L’opera è realizzata dal general contractor guidato da Webuild.

    La tratta Castagnola-Vallemme, lunga 2,8 chilometri per ciascun binario, è stata caratterizzata da condizioni geofisiche particolarmente complesse, anche a causa della presenza di gas naturale: una situazione che ha richiesto l’impiego di soluzioni tecnologiche avanzate anche per garantire la sicurezza di tutti gli addetti ai lavori. In particolare, la galleria tra i cantieri alessandrini di Vallemme nel comune di Voltaggio e di Castagnola nel comune di Fraconalto ha richiesto d’intervenire contemporaneamente su quattro fronti di scavo.

    Con la conclusione di questo intervento, a fine maggio 2026 gli scavi del Terzo Valico hanno superato gli 83 chilometri su un totale a progetto di 86,9 chilometri, raggiungendo quindi il 96%. A questo punto restano due sezioni da completare, una tra Castagnola e Cravasco di 400 metri e l’altra tra Radimero e Voltaggio, lunga 700 metri che era stata teatro del duplice blocco delle frese meccaniche, con la conseguente sospensione dei lavori e la variazione delle tecniche di scavo sostituite con il metodo tradizionale di avanzamento.

    Il Terzo Valico rientra in un contesto d’infrastrutture che riconfigurano tutto il nodo ferroviario di Genova, a partire dal quadruplicamento della linea Voltri-Sampierdarena, insieme al sestuplicamento della Principe-Brignole e alla realizzazione del collegamento Bivio Fegino, Campasso e Parco Rugna. Si tratta di un sistema infrastrutturale complesso che s’integra nella nuova linea ad alta capacità dei Giovi, ma che presenta alcuni limiti nella futura gestione come i numerosi incroci a raso, dovuti in parte a scelte progettuali forse non molto lungimiranti, ma anche a obiettive difficoltà a inserire nuove opere in un contesto che si caratterizza per la mancanza di spazi e per le aree fortemente urbanizzate.

    A questo punto si ripresenta il rebus dell’effettiva entrata in esercizio della nuova ferrovia ad alta capacità, perché se le previsioni di fine lavori slittano al 2028, restano da calcolare i tempi per i collaudi dell’opera e il relativo pre-esercizio. Oltretutto non è mai stata accantonata o smentita l’ipotesi di un’apertura parziale della nuova ferrovia, con tratte in cui resterebbe disponibile all’inizio un solo binario di corsa, con conseguente riduzione della capacità complessiva della nuova infrastruttura.

    Piermario Curti Sacchi

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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