Nella settimana dal 11 al 17 maggio 2026 il mercato del cargo aereo mondiale ha registrato un rimbalzo atteso ma circoscritto, trainato dal ritorno dei volumi dall'Asia Pacifico dopo la pausa delle festività nazionali di inizio maggio in Cina, Giappone e Corea del Sud. In un contesto che nelle ultime settimane è stato dominato da volatilità estrema, la settimana ha offerto segnali di relativa stabilità, pur in presenza di tensioni strutturali ancora irrisolte legate al conflitto nel Golfo Persico.
Secondo i dati settimanali di Worldacd Market Data, i pesi fatturabili dall'Asia Pacifico sono cresciuti dell'11% rispetto alla settimana precedente, riportando i volumi della regione ai livelli registrati prima delle citate festività, attuando un rimbalzo perfettamente speculare a quello registrato nella stessa settimana del 2025, confermando un andamento stagionale abbastanza prevedibile per questa fase dell'anno.
Le altre macro-regioni di origine hanno invece mostrato contrazioni. I volumi dall'America Centrale e del Sud sono scesi del 5% rispetto alla settimana precedente, riflettendo il termine del picco stagionale dei fiori freschi per la Festa della Mamma negli Stati Uniti e in Canada. Anche il Nord America e l'Europa hanno registrato cali rispettivamente del 5% e del 3%, con quest'ultimo penalizzato dalle festività dell'Ascensione. Solo il Medio Oriente e l'Asia del Sud hanno segnato un ulteriore piccolo incremento settimanale dell'1%. Il risultato complessivo è stato un aumento dei volumi mondiali del 3% rispetto alla settimana precedente, con un progresso del 2% su base annua.
Sul fronte tariffario, i noli spot medi mondiali sono rimasti stabili, nonostante la ripresa dei volumi dall'Asia Pacifico. La media mondiale ha raggiunto 3,67 dollari al chilo, un livello superiore del 48% rispetto alla stessa settimana del 2025. Le tariffe contrattuali hanno invece segnato un aumento del 2% settimanale, con il Nord America a trainare il rialzo (+3%), portando le tariffe medie di mercato complessive, che combinano tariffe spot e contrattuali, a 3,23 dollari al chilo, in crescita dell'1% rispetto alla settimana precedente.
La capacità mondiale di cargo aereo ha registrato un marginale aumento dell'1% rispetto alla settimana precedente, con progressi dall'Asia Pacifico (+3%) e dal Medio Oriente e Asia del Sud (+2%), mentre l'America Centrale e del Sud (-5%) e l'Africa (-2%) sono rimaste in territorio negativo. Tuttavia, il dato strutturalmente più rilevante riguarda il confronto con la settima settimana del 2026, ossia il periodo precedente agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l'Iran: rispetto a quel momento, la capacità mondiale risulta ancora inferiore di circa il 6%, con il Medio Oriente e l'Asia del Sud che accusano un deficit di circa il 32%. All'interno di quella macro-regione, la situazione è molto cambiata. La capacità verso e dall'Asia del Sud ha recuperato quasi integralmente, con un calo residuo del 9% rispetto ai livelli pre-conflitto. Ben diversa è la situazione per l'area del Golfo, dove la capacità disponibile è ancora circa la metà dei livelli registrati prima dell'inizio delle ostilità, con un deficit che si attesta intorno al 49%.
I piani di reintroduzione progressiva di capacità annunciati dai principali vettori del Golfo per il mese di maggio hanno subito una brusca interruzione a causa di nuovi attacchi con droni attribuiti all'Iran o alle sue milizie proxy. Il 4 maggio è stata colpita la zona industriale petrolifera di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, mentre il 17 maggio un drone ha preso di mira la centrale nucleare di Barakah. Questi episodi hanno non solo bloccato i piani di ripristino della capacità, ma hanno di fatto invertito la rotta, aggravando ulteriormente la carenza già consistente nell'area.
Un segnale parzialmente positivo arriva invece dal fronte del carburante. Il prezzo di quello per aviazione è sceso a circa 162 dollari al barile nella settimana fino al 15 maggio, rispetto al picco di 209 dollari al barile raggiunto all'inizio di aprile, con una riduzione superiore al 20%. Questa discesa si accompagna a una crescente convinzione tra i principali vettori aerei che il rischio di gravi carenze di carburante su scala globale si sia ridotto, anche grazie alla priorità accordata da diverse raffinerie mondiali alla produzione di questo prodotto.
Il calo del prezzo del carburante riduce la probabilità di ulteriori rialzi tariffari generalizzati motivati esclusivamente dalla componente energetica. Permangono tuttavia nodi localizzati: il costo del carburante per aviazione resta circa l'80% superiore rispetto allo stesso periodo del 2025, e in alcune aree del mondo si segnalano ancora carenze che hanno portato alla cancellazione di alcune rotte, rallentando il ritorno della capacità su determinati mercati.
Anna Maria Boidi








































































