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Podcast K44

Cronaca

  • Controllo straordinario sui camion in Germania sull’A2

    Controllo straordinario sui camion in Germania sull’A2

    La Polizia autostradale tedesca di Bielefeld ha controllato circa 130 veicoli industriali sulle aree di servizio Lipperland Nord e Sud, tra Bielefeld e Herford. Contestate 87 infrazioni, di cui 35 su tempi di guida e riposo. La Dogana ha avviato ulteriori verifiche su lavoro irregolare e salario minimo.

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Mare

  • Panama aumenta gli slot delle chiuse Neopanamax

    Panama aumenta gli slot delle chiuse Neopanamax

    L'Autorità del Canale di Panama ha annunciato che dal 15 ottobre i transiti prenotabili nelle chiuse Neopanamax aumenteranno da nove a dieci, per 33 slot complessivi al giorno. Il pescaggio massimo sale subito a 14,94 metri, ma il deficit idrico nel bacino resta.

Autotrasporto

  • Ita Evo porta i sensori per la sicurezza dei camion ribaltabili

    Ita Evo porta i sensori per la sicurezza dei camion ribaltabili

    Il Gruppo Binotto ha presentato allo Iaa Transportation 2026 Ita Evo, evoluzione dell'Intelligent Tipping Assistant per la sicurezza dei veicoli ribaltabili. Già anticipato in fiera due anni fa, il sistema è ora in vendita e già in uso su alcune flotte italiane, con sensori integrati nel ciclo di ribaltamento.

    Iveco inizia il 2026 in rosso, mentre l’Opa di Tata slitta di un trimestre

    Il Gruppo Iveco ha diffuso i risultati del primo trimestre 2026, da cui emerge una sofferenza generale, accentuata nel segmento dei veicoli industriali pesanti. A livello consolidato, il gruppo ha dimostrato una certa resilienza sul fronte del fatturato: i ricavi consolidati si sono attestati a 2.828 milioni di euro, segnando un leggero aumento rispetto ai 2.806 milioni di euro registrati nel primo trimestre del 2025. Nello specifico, i ricavi netti delle attività industriali hanno raggiunto i 2.766 milioni di euro (contro i 2.736 milioni del primo trimestre 2025).

    Ma se analizziamo le dinamiche di margine, il quadro cambia. Nel primo trimestre, l'Ebit Adjusted consolidato è scivolato in territorio negativo per 55 milioni di euro, un netto stacco rispetto all'utile di 117 milioni dello stesso periodo del 2025. Di conseguenza, il margine Ebit Adjusted si è attestato al -1,9% (era positivo per il 4,2% un anno fa). Se si isolano le sole attività industriali, la perdita a livello di Ebit Adjusted è stata di 90 milioni di euro, con un margine del -3,3%.

    Cosa ha generato questa pressione sui margini? La dirigenza afferma che il gruppo ha "ulteriormente rafforzato la propria attenzione alla qualità" per garantire affidabilità e valore ai clienti. Questo cambio di passo, unito a costi di rilavorazione (in particolare nella divisione Bus) e alle difficili condizioni del settore dei veicoli industriali in Sud America, ha impattato direttamente la redditività trimestrale. Nonostante le sfide operative, il bilancio d’Iveco beneficia di un’elevata liquidità, grazie soprattutto alle vendita della divisione Defence a Leonardo, completata il 18 marzo, che ha portato nelle casse d’Iveco 5.498 milioni di euro al 31 marzo. Va però precisato che tale importo riflette proventi non ricorrenti derivanti dalla cessione e che l’Ebit adjusted esclude molti di questi effetti straordinari.

    Le vere cattive notizie vengono però dalla divisione Truck, che è il cuore delle attività del gruppo, che ha vissuto un trimestre a due velocità, riflettendo dinamiche macroeconomiche contrastanti a livello globale. Qua sono calati anche i ricavi netti, che si sono fermati a 1.810 milioni di euro, registrando una flessione del 7,8% rispetto ai 1.964 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Questa contrazione del fatturato si è tradotta in una decisa discesa della redditività: l'Ebit Adjusted della divisione ha registrato un rosso di 71 milioni di euro (contro i 58 milioni di utile del Q1 2025), portando il margine a -3,9% (dal 3% di un anno fa).

    Le ragioni di questo rallentamento sono molteplici, ma un ruolo chiave sarebbe stato svolto dal Sud America. In quest'area, il mercato dei veicoli industriali ha subito una dura contrazione (-11% per i veicoli leggeri e -18% per quelli medi e pesanti), che si è tradotta in un calo delle consegne per Iveco del 29% nella regione (con un picco negativo del -42% per i medi e pesanti). A questo calo dei volumi e all'effetto sfavorevole del mix di prodotto, si è aggiunto l'impatto negativo dei tassi di cambio e l'aumento dei costi di produzione legati al già citato focus sulla qualità.

    Tuttavia, lo scenario europeo racconta una storia decisamente più incoraggiante. In Europa, il mercato dei camion è cresciuto del 9% su base annua, e Iveco ha saputo cogliere questa spinta aumentando le consegne totali dell'11% (trainate da un +17% nei veicoli leggeri, mentre restano in rosso del 7% i medi e i pesanti). Il dato che fa ben sperare per i prossimi trimestri è la solidità della domanda sottostante in Europa: la raccolta ordini in Europa è aumentata del 31% per i veicoli leggeri e del 5% per i quelli medi e pesanti. Questa dinamica ha spinto il book-to-bill (il rapporto tra ordini e fatturato) a livello mondiale a quota 1,24 alla fine del trimestre, garantendo una copertura produttiva di sette settimane per i leggeri e di 9-10 settimane per i medi e pesanti.

    È in questo contesto che s’inserisce l’offerta pubblica di acquisto avanzata dall’indiana Tata, che dovrebbe avvenire dopo il via libera da parte delle Autorità competenti, che sono diverse vista la dimensione multinazionale dei due gruppi. È già arrivato quello dell’Unione Europea. Iveco ha annunciato che la maggior parte delle altre autorizzazioni è stata ottenuta, ma restano alcuni percorsi da completare e questo sarebbe il motivo che ha rinviato l’avvio dell’Opa dal secondo al terzo trimestre del 2026.

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    Le rilevazioni della Iata ad agosto 2026 mostrano che il trasporto merci aereo mondiale è cresciuto del 4,4% su base annua mentre la capacità è sostanzialmente stabile, portando il riempimento al 46%. Guidano Nord America e Asia-Pacifico, arretrano i corridoi mediorientali e il cherosene sale a 157 dollari al barile.

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    Il 26 settembre 2026 è morto nella sua casa di Colognola ai Colli l’autotrasportare veneto Francesco Corsi. Cominciò nel 1960 con un Leoncino e l’omonima azienda Corsi, specializzata nel trasporto logistica a temperatura controllata e insediata nell'interporto Quadrante Europa di Verona.
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