Lo Stretto del Bosforo costituisce un collo di bottiglia per il traffico ferroviario tra Europa e Asia. La scarsa capacità è dovuta a infrastrutture inadeguate e a un traffico intenso che cresce sempre più soprattutto dopo i mutamenti degli scenari geopolitici tra i due continenti. Un ruolo di primo piano lo sta svolgendo la Turchia, che non vuole perdere l’occasione per diventare sempre più un crocevia dei trasporti. Con un’attenta azione diplomatica sta coinvolgendo le maggiori istituzioni internazionali che finora hanno garantito finanziamenti per poco meno di sei miliardi di euro.
L’ultimo in ordine di tempo è il prestito di 1,7 miliardi di euro da parte della Banca Mondiale. I fondi serviranno a sostenere il progetto Inrail (Istanbul North Rail Crossing Project) il cui costo complessivo è stimato in poco più di sette miliardi di euro. Già nel marzo 2026 un finanziamento di 500 milioni di euro era stato erogato dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.
Con il progetto Inrail si realizzerà un attraversamento ferroviario alternativo dello Stretto del Bosforo dove attualmente convergono diverse direttrici sia nazionali sia transfrontaliere come il Corridoio di trasporto Transcaspico, o Middle Corridor, quello tra Turchia e Unione Europea e il futuro corridoio Iraq Development Road (Idr).

La soluzione proposta è la costruzione di una linea ferroviaria ad alta capacità per il traffico misto, passeggeri e merci, lunga 127 chilometri con una velocità di progetto di 160 km/h e un tracciato con pendenze adeguate per il traffico merci. La linea, indicata anche come “ferrovia dell’anello nord”, eviterà l’attraversamento dell’area metropolitana d’Istanbul e soprattutto offrirà un’alternativa per il trasporto merci che ora può contare solo sul tunnel sottomarino di Marmaray, che però ha una capacità limitata anche perché interessato da un intenso traffico passeggeri al quale viene concessa la priorità. Imponenti le opere d’arte con una quarantina di tunnel e altrettanti viadotti e una serie di raccordi per allacciarsi alla rete esistente anche verso il confine con la Bulgaria. La nuova direttrice ferroviaria è progettata per far sì che la capacità complessiva annua dei trasporti sul Bosforo raggiunga 50 milioni di tonnellate di merci.
Il tracciato partirà a sud dal nodo ferroviario di Çayırova sul lato asiatico dello Stretto di Istanbul, attualmente punto nevralgico verso la ferrovia di Marmaray e concluderà il suo percorso a Çatalca sul lato europeo, attraversando lo Stretto attraverso l’esistente ponte Yavuz Sultan Selim (Ponte Yss). Secondo la Banca Mondiale che ha concesso il più corposo sostegno all’iniziativa, il progetto Inrail non rappresenta solo la costruzione di un nuovo raccordo ferroviario, ma il collegamento più funzionale tra i due Continenti.
Piermario Curti Sacchi





































































