Federtrasporti appoggia la decisione di Unatras di fermare i servizi di autotrasporto merci dal 25 al 29 maggio 2026, indicando nel caro gasolio la causa principale di una crisi che sta mettendo fuori equilibrio economico molte imprese. La posizione è stata espressa dal presidente Claudio Villa, che invita il Governo ad aprire subito un tavolo di confronto sfruttando i 35 giorni di preavviso prima dell’avvio del fermo. Secondo quanto dichiarato dall’associazione, la priorità è costruire una misura specifica per il comparto, in grado di compensare la perdita del rimborso delle accise registrata a partire dal 19 marzo e contenere l’aumento dei costi operativi.
Nel merito, Federtrasporti sottolinea come l’attuale fase abbia superato la soglia di allarme. L’aumento del costo del gasolio, superiore al 30 percento in poche settimane, sta spingendo numerose aziende a operare in perdita. In questo contesto, il fermo non viene presentato come una forma di pressione ma come una conseguenza diretta dell’impossibilità di sostenere economicamente i servizi. Claudio Villa evidenzia che continuare a far circolare i camion, in queste condizioni, comporta una perdita sistematica per chilometro percorso, trasformando l’attività in un fattore di erosione finanziaria per le imprese.
Un passaggio centrale della posizione di Federtrasporti riguarda l’efficacia delle misure adottate finora. L’associazione critica in particolare il taglio delle accise, ritenuto un intervento generalizzato che non risponde alle specificità dell’autotrasporto. Secondo Federtrasporti, la misura avrebbe generato effetti distorsivi sia nei rapporti con la committenza, con difficoltà nell’applicazione delle clausole di adeguamento carburante, sia sul piano operativo. In particolare, evidenzia la riduzione del rimborso delle accise per le imprese dotate di parchi veicolari più recenti, penalizzando chi ha investito in veicoli a minore impatto ambientale.
Da qui la richiesta di un cambio di approccio nelle politiche pubbliche, con strumenti mirati al settore. Federtrasporti propone l’introduzione di un credito d’imposta per recuperare il mancato rimborso delle accise nel periodo compreso tra il 19 marzo e il 1° maggio 2026, oppure misure fiscali equivalenti capaci di compensare l’aumento dei costi del carburante. L’obiettivo è ristabilire condizioni minime di sostenibilità economica per le imprese, evitando che l’attività venga svolta sistematicamente sotto costo.
L’associazione evidenzia inoltre come gli interventi non calibrati sul comparto rischino di amplificare le criticità esistenti, incidendo sui rapporti contrattuali e sulla stabilità della filiera logistica. Il riferimento è al divario crescente tra costi reali e corrispettivi riconosciuti dal mercato, che secondo Federtrasporti sta assumendo carattere strutturale e non più contingente. Nel richiamare il ruolo delle istituzioni, Claudio Villa sottolinea la necessità di una risposta tempestiva. Il periodo di preavviso viene indicato come un’opportunità per avviare un confronto concreto e definire misure operative. In assenza d’interventi, il rischio indicato è un’estensione delle criticità oltre il fermo programmato di fine maggio, con effetti sull’intero sistema logistico nazionale.


































































