Il trasporto merci incide per il 28,3% delle emissioni complessive di gas serra in Italia e per circa il 29% nell’Unione europea. La modalità stradale concentra il 77% delle emissioni del comparto trasporti e i veicoli industriali generano il 27% di quelle stradali, pari a circa il 6% del totale europeo. È su questi dati, riportati da Ispra e dalla Commissione europea, che si innesta lo studio presentato il 24 febbraio 2026 a Piadena Drizzona da TP - Trasporti Pesanti, società del Gruppo Storti con circa 800 mezzi di proprietà, attiva nel trasporto su strada e nell’intermodalità.
L’analisi individua nelle inefficienze strutturali del sistema una delle principali aree di intervento. In Europa circa il 20% dei chilometri dei mezzi pesanti viene percorso senza carico; in Italia la quota sale tra il 23% e il 25%, anche per la frammentazione del tessuto imprenditoriale. Secondo l’Osservatorio Logistics 4.0 del Politecnico di Milano, l’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale può ottimizzare rotte e carichi riducendo le percorrenze a vuoto del 15–20%. Le elaborazioni interne di TP - Trasporti Pesanti indicano che l’integrazione tra pianificazione avanzata, telematica di bordo e sistemi di analisi dati consente un incremento della saturazione media e un calo delle percorrenze improduttive del 10–12% sulle tratte a maggiore intensità.
Accanto alla tecnologia, lo studio richiama la componente comportamentale. Approfondimenti di settore evidenziano che la guida predittiva può ridurre i consumi del 5–10%. Il programma interno Ecodrive di TP - Trasporti Pesanti, basato sul controllo continuo dei parametri di marcia, registra riduzioni medie del 6–7% per veicolo, con effetti diretti sui costi operativi e sulle emissioni.
Un ulteriore fattore critico è la congestione lungo le principali direttrici logistiche italiane, in particolare A4, Brennero e nodi di Milano e Bologna. Secondo studi di settore e operatori energetici, i costi generati dalla congestione ammontano a diversi miliardi di euro l’anno, con ricadute su produttività e competitività del Paese. In questo contesto, l’impiego di carburanti Hvo può ridurre le emissioni di CO2 fino al 90% sull’intero ciclo di vita, in funzione delle materie prime e dei processi produttivi. Le analisi interne dell’azienda cremonese indicano che l’utilizzo di Hvo su parte della flotta determina riduzioni operative tra il 60% e il 70%, variabili in base alle tratte e alle condizioni di esercizio.
Tra le leve individuate rientra anche il ricorso a veicoli per trasporti eccezionali che, pur con emissioni chilometriche superiori, consentono di abbassare l’intensità emissiva per unità di carico. Il quadro normativo europeo prevede una riduzione delle emissioni dei veicoli pesanti del 15% dal 2025 e del 45% entro il 2030, oltre a limiti più stringenti su ossidi di azoto e particolato. In un Paese con un’età media del parco mezzi prossima ai 15 anni, il rinnovo della flotta assume un ruolo centrale. In TP - Trasporti Pesanti l’età media è inferiore a cinque anni e comporta risparmi di consumo per chilometro stimati tra l’8% e il 12% rispetto a veicoli di generazione precedente.
L’intermodalità rappresenta un ulteriore ambito di intervento. In Italia la quota ferroviaria nel trasporto merci si colloca tra il 12,4% e il 12,6%, a fronte di una media europea prossima al 17%, secondo FerMerci (2025). Studi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e di Rse indicano che il trasporto ferroviario può ridurre le emissioni tra il 65% e l’80% rispetto al tutto strada sulle tratte medio lunghe. TP - Trasporti Pesanti, che nel 2025 ha movimentato circa 2.000 treni, stima che l’integrazione modale consenta riduzioni emissive nell’ordine del 40–50% sulle lunghe percorrenze rispetto a soluzioni esclusivamente stradali.
"Il trasporto merci presenta limiti strutturali. Non si tratta solo di sostenibilità, ma di costi sociali", afferma Ulisse Albertazzi, direttore generale di TP - Trasporti Pesanti. "In Italia, secondo Sima, i costi legati a traffico e inquinamento ammontano a 34 miliardi di euro l’anno, mentre l’Unione europea stima i costi esterni dei trasporti in 1.000 miliardi di euro annui, pari al 7% del Pil europeo. I dati mostrano dove si concentrano le inefficienze. Occorre intervenire su ciò che può essere misurato e migliorato nel tempo: digitalizzazione, flotta, energia e intermodalità". L’azienda ha costituito un team dedicato alla sostenibilità con l’obiettivo di integrare indicatori ambientali ed efficienza operativa in una strategia progressiva.
TP - Trasporti Pesanti, con oltre 80 anni di attività, opera nella logistica e nel trasporto merci su strada e intermodale. Specializzata nella movimentazione di beni dal singolo pallet ai carichi eccezionali, inclusi rifiuti e Adr, ha sede a Piadena Drizzona ed è parte del Gruppo Storti, realtà a capitale interamente italiano con circa 600 dipendenti e oltre 200 milioni di euro di fatturato.






























































