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  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    Il Land austriaco del Tirolo ha pubblicato ad agosto 2026 le date del primo trimestre 2027 per la regolazione del traffico dei veicoli industriali sull’autostrada A12 a Kufstein Nord, in ingresso dal confine tedesco verso Innsbruck e il Brennero.

    Crescono i porti polacchi, ma soffrono delle interferenza al Gnss

    Il 2025 è stato l’anno dei record per i porti polacchi sul Mar Baltico. I terminal di Danzica, Gdynia, Stettino e Świnoujście hanno infatti gestito 141 milioni di tonnellate di merci, 5 milioni in più rispetto all’anno precedente. Il numero di container movimentati è aumentato a 3,9 milioni di teu, con un incremento del 18% e, nonostante le recenti proteste dei vettori, il dato più significativo è rappresentato dal terminal Baltic Hub di Danzica, che ha registrato un incremento del 23% e movimentato 2,767 milioni di teu.

    I porti polacchi si presentano oggi come una vera alternativa ai più congestionati e costosi porti di Belgio, Paesi Bassi e Germania e sono riusciti ad attrarre grossi flussi di gas naturale liquefatto proveniente da Stati Uniti e Qatar, aumentato del 32% rispetto al 2024. Importanti sono anche i traffici provenienti dall’Asia, prevalentemente beni di consumo ed elettronica, ma anche le importazioni di acciaio e cereali.

    L'utile netto dei porti ha raggiunto i 650 milioni di zloty (circa 154 milioni di euro), segnando una crescita del 20% in un anno e, come riportato sul sito del ministero delle Infrastrutture polacco, questo dato rappresenta il miglior risultato della storia del Paese, a dimostrazione del ruolo sempre più importante dei porti polacchi nel contesto del commercio globale. Per sostenere e consolidare questo andamento, la Polonia sta continuando ad investire massicciamente nelle infrastrutture.

    Con il bilancio redatto nel 2025, infatti, il Governo ha aumentato i fondi destinati all’economia di quasi il 50%, stanziando quasi 3 miliardi di zloty (pari a oltre 700 milioni di euro) che serviranno a sviluppare nuove banchine ad acque profonde, a potenziare terminal e aree di stoccaggio ma anche a modernizzare ed ampliare i collegamenti stradali e ferroviari. Tra i progetti più importanti c'è la costruzione del Deepwater Container Terminal a Świnoujście, il cui completamento è previsto per il 2028, ma anche lo sviluppo di una rete per la gestione del traffico di cereali a Danzica. Sono infatti iniziati i lavori per la costruzione dei moli della Vistola e di Stettino di nove nuovi magazzini per il trasbordo dei cereali, aumentando di cinque volte l’attuale capacità di stoccaggio. Sarà inoltre costruito un nuovo molo Marine Off-Loading Facility (Molf), dedicato alla movimentazione dei materiali per la costruzione della prima centrale nucleare polacca.

    Resta da sciogliere, però, il nodo sicurezza legato alle interferenze ai segnali Gnss e alla flotta fantasma russa, che conta circa 900 navi responsabili di quasi il 70% delle esportazioni marittime del Paese, i cui proventi contribuiscono a finanziare in gran parte lo sforzo bellico russo in Ucraina. La Polonia infatti sta pagando la vicinanza geografica con l’exclave di Kaliningrad, ritenuta responsabile dell’aumento delle interferenze al segnale Gnss, uno strumento utilizzato per permettere il transito delle petroliere ombra e che ostacola il posizionamento delle navi, aumenta il rischio di incidenti e indebolisce la fiducia degli armatori.

    Sull’argomento si è espresso il vice-ministro delle Infrastrutture Arkadiusz Marchewka che, insieme ai rappresentanti di altri 13 Paesi europei, ha richiesto l’intervento della Comunità Marittima Internazionale attraverso una lettera aperta firmata alla fine dello scorso gennaio. L’urgenza dell’appello nasce da una realtà che gli operatori del Baltico percepiscono ogni giorno a causa dei continui disturbi al segnale satellitare che si stanno moltiplicando nelle acque europee, con episodi ricorrenti che compromettono la qualità del posizionamento e rendono più complessa la gestione del traffico, aumentano in modo non trascurabile la probabilità di collisioni, incidenti ambientali e fermi nave, con conseguenze dirette su assicurazioni, premi di rischio e affidabilità dei servizi.

    Nella lettera, Polonia, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Islanda, Lituania, Lettonia, Germania, Norvegia, Svezia e Regno Unito hanno chiarito come i sistemi satellitari e la tecnologia non rappresentino un lusso ma siano oggi uno strumento indispensabile per garantire la sicurezza. “Il trasporto marittimo moderno si basa in modo essenziale sull’affidabilità della navigazione satellitare” si legge nel testo. “Da oltre tre decenni, le operazioni marittime globali si sono sviluppate facendo sempre più affidamento su dati di posizionamento, tempo e navigazione (Ptn) forniti dai sistemi satellitari. L’interferenza con tali segnali rappresenta una minaccia per la sicurezza e l’affidabilità del trasporto marittimo. Attualmente ci troviamo di fronte a nuove situazioni di rischio per la sicurezza, derivanti dal crescente disturbo dei segnali Gnss nelle acque europee, in particolare nella regione del Mar Baltico. Tali interferenze, provenienti dalla Federazione Russa, compromettono la sicurezza della navigazione internazionale. Tutte le unità sono a rischio”.

    L’appello polacco e nord‑europeo fa leva sia al lato tecnico che regolatorio e, di fatto, chiede più cooperazione internazionale e un’applicazione piena e coerente delle norme Imo come prerequisito per proteggere equipaggi, ambiente marino e continuità del commercio. Secondo i promotori dell’iniziativa, solamente attraverso controlli severi, un rigido rispetto delle convenzioni internazionali ma anche e soprattutto attraverso il blocco delle navi illegali si potrà riuscire a bloccare definitivamente la flotta fantasma. Il futuro dei porti polacchi e, in più in generale, di tutte le infrastrutture europee affacciate sul Baltico è quindi strettamente legato alla Russia e sempre più condizionato dal conflitto in Ucraina e dalla guerra ibrida messa in atto dalla Federazione russa.

    Marco Martinelli

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