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  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    Il Land austriaco del Tirolo ha pubblicato ad agosto 2026 le date del primo trimestre 2027 per la regolazione del traffico dei veicoli industriali sull’autostrada A12 a Kufstein Nord, in ingresso dal confine tedesco verso Innsbruck e il Brennero.

    Obbligo di segnalazione dei container persi in mare

    Il 1° gennaio 2026 è entrato in vigore l’obbligo internazionale di segnalare i container perduti in mare, una novità regolatoria di rilievo per l’intera filiera del trasporto merci e della logistica marittima. La misura, adottata dall’Organizzazione Marittima Internazionale attraverso gli emendamenti al capitolo V della convenzione Solas, introduce procedure vincolanti e omogenee che incidono direttamente sull’operatività di armatori, operatori logistici, terminal, assicurazioni e Autorità pubbliche. La normativa risponde a esigenze di sicurezza della navigazione, tutela ambientale e trasparenza informativa, rafforzando il coordinamento globale nella gestione degli incidenti di perdita dei container.

    L’elemento regolatorio centrale è l’introduzione dell’obbligo di notifica immediata ogni volta che un container viene perso in mare o avvistato alla deriva. La responsabilità primaria ricade sul comandante della nave coinvolta, che deve comunicare l’evento senza indugio alle navi in prossimità, allo Stato costiero più vicino e allo Stato di bandiera. Qualora la nave non sia in grado di effettuare la segnalazione, l’onere passa alla compagnia di navigazione, come previsto dal sistema di gestione della sicurezza Ism. L’ambito di applicazione è globale e riguarda tutte le navi che trasportano uno o più container, indipendentemente dalla bandiera o dall’area di navigazione.

    Per gli operatori logistici, la rilevanza della norma va oltre l’aspetto strettamente marittimo. La segnalazione obbligatoria introduce infatti un nuovo livello di tracciabilità degli incidenti che coinvolgono il carico, con ricadute dirette sulla gestione delle catene di approvvigionamento, sui rapporti contrattuali e sulle coperture assicurative. La notifica deve contenere informazioni puntuali sull’identità della nave, sulla posizione geografica dell’evento, sulla data e sull’ora in formato Utc, sul numero dei container perduti e sulle loro caratteristiche fisiche e merceologiche, inclusa l’eventuale presenza di merci pericolose con indicazione dei numeri Un.

    Un elemento di particolare interesse operativo è la previsione di un processo di segnalazione articolato in fasi. La normativa riconosce che, nell’immediatezza dell’incidente, non sempre è possibile disporre di un quadro informativo completo. È quindi ammessa una prima comunicazione con dati parziali, seguita da aggiornamenti successivi fino all’invio del rapporto definitivo, basato su un’ispezione accurata della nave e sul conteggio verificato dei container effettivamente persi. Questo approccio progressivo ha implicazioni concrete per la gestione documentale degli operatori logistici, che devono essere in grado di supportare le compagnie nella raccolta, verifica e trasmissione delle informazioni lungo tutta la filiera.

    Dal punto di vista dei sistemi informativi, la standardizzazione rappresenta un passaggio chiave. L’Imo ha approvato nel novembre 2025 la circolare Ccc.1 Circ.7, che mette a disposizione un modello uniforme per la segnalazione degli eventi di perdita dei container. In attesa del pieno sviluppo di un modulo dedicato all’interno del sistema Gisis, gli Stati di bandiera sono invitati a utilizzare questo modello per garantire omogeneità e confrontabilità dei dati a livello globale. Per gli operatori logistici ciò implica l’allineamento dei propri flussi informativi e, in molti casi, l’adeguamento dei sistemi digitali interni per interfacciarsi in modo efficiente con armatori, assicuratori e Autorità.

    La logica della normativa emerge con chiarezza dall’analisi dei dati sulle perdite di container. Secondo le statistiche del World Shipping Council, il numero di container persi in mare ha mostrato forti oscillazioni negli ultimi quindici anni, con picchi rilevanti nel 2013 e nel biennio 2020-2021, in coincidenza con eventi eccezionali e condizioni operative critiche. Dopo un minimo storico di 221 container nel 2023, il 2024 ha registrato una risalita a 576 unità, un dato comunque nettamente inferiore alla media decennale di 1.274 container all’anno. Rapportate agli oltre 250 milioni di container movimentati a livello globale, le perdite rappresentano circa lo 0,0002% del totale, ma ogni singolo evento può generare conseguenze rilevanti in termini di sicurezza, ambiente e costi.

    Per gli operatori logistici è particolarmente significativo il caso del Capo di Buona Speranza. Nel 2024 circa 200 container sono andati perduti in quell’area, pari a circa il 35% del totale globale annuale. Questa concentrazione è stata collegata al drastico aumento dei transiti lungo la rotta africana, cresciuti del 191% rispetto al 2023 a causa della crisi del Mar Rosso e delle deviazioni indotte dagli attacchi Houthi. L’allungamento delle rotte, l’esposizione a condizioni meteo-oceanografiche più severe e l’incremento dei tempi di navigazione hanno avuto effetti diretti sulla stabilità delle navi e sull’integrità del carico, con ricadute su affidabilità delle consegne e costi logistici complessivi.

    Dal punto di vista ambientale, la perdita dei container non è più considerata un evento circoscritto alla navigazione. Gli esempi recenti di contaminazione delle coste, come l’episodio del dicembre 2025 nel Solent nel Regno Unito, mostrano come il contenuto dei container possa disperdersi rapidamente, generando rifiuti plastici e microplastiche con impatti duraturi sugli ecosistemi costieri. Per la logistica, questo si traduce in un aumento dell’attenzione regolatoria lungo l’intera catena, dal corretto imballaggio delle merci alla tracciabilità dei flussi, fino alla gestione delle responsabilità in caso di danni ambientali.

    La nuova normativa s’inserisce inoltre in un contesto più ampio di rafforzamento delle regole sulla sicurezza del carico. Il 1° luglio 2025 sono entrati in vigore anche i nuovi requisiti unificati dell’International Association of Classification Societies sui dispositivi e sui sistemi di fissaggio dei container, applicabili alle navi di nuova costruzione. A ciò si affiancano iniziative industriali come il progetto TopTier, che ha analizzato in modo sistematico le cause delle perdite, individuando fattori critici quali il meteo estremo, il rollio parametrico, il mal stivaggio e la dichiarazione errata del peso. Per gli operatori logistici, questi elementi rafforzano la centralità della correttezza dei dati di carico e della qualità delle operazioni di stivaggio, anche quando tali attività avvengono a terra o sotto la responsabilità di soggetti terzi.

    Sul piano economico e assicurativo, la perdita dei container genera costi che vanno ben oltre il valore della merce. Si stimano perdite complessive fino a 370 miliardi di dollari a livello globale, considerando recuperi, bonifiche ambientali, contenziosi e interruzioni operative. Per la logistica integrata, l’obbligo di segnalazione introduce una maggiore trasparenza che può facilitare la gestione dei sinistri, ma al tempo stesso aumenta l’esposizione reputazionale e la necessità di dimostrare conformità procedurale lungo tutta la catena di responsabilità.

    Mara Gambetta

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