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Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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Autotrasporto

    L’indagine Traghettopoli coinvolge anche la Capitaneria di Genova

    Gli sviluppi più recenti dell’inchiesta genovese “Traghettopoli” estendono le indagini ai massimi livelli della Capitaneria di porto. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Genova, guidata da Nicola Piacente con il sostituto procuratore Walter Cotugno, sarebbero emersi nuovi episodi di presunta corruzione legati alla distribuzione sistematica di biglietti gratuiti o scontati da parte delle compagnie del gruppo Onorato (Moby, Cin e Toremar) in cambio di presunti controlli compiacenti sulle navi. Il 23 novembre 2025 risultano indagati il comandante generale del Corpo fino a settembre 2025 e il vicecapo di gabinetto del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, quest’ultimo non coinvolto nell’indagine. Il numero complessivo degli indagati ha raggiunto 120 tra ufficiali, dirigenti delle compagnie, funzionari pubblici e appartenenti ad altre forze dell’ordine.

    Secondo le ricostruzioni contenute negli atti, il sistema corruttivo ipotizzato dalla Procura avrebbe generato circa 34mila viaggi omaggio in sei anni. Secondo gli inquirenti, le tre compagnie avrebbero favorito pubblici ufficiali influenti garantendo biglietti a titolo gratuito o molto scontati, spesso estesi anche a familiari o conoscenti. Alcune email sequestrate nel corso delle indagini restituirebbero un quadro di prassi consolidate, incluse modalità di concessione dei benefici definite dalla Procura un vero e proprio “tariffario”.

    Il materiale raccolto documenta anche episodi specifici, come quello relativo alla nave Athara, ispezionata a Genova nel settembre 2020. Le ricostruzioni giornalistiche basate sugli atti dell’inchiesta riportano scambi tra dirigenti del gruppo Onorato e vertici locali della Capitaneria in merito all’interruzione delle verifiche dopo alcune telefonate e incontri. L’Athara fu successivamente sequestrata in un altro procedimento legato all’alterazione dei motori per aggirare i limiti delle emissioni.

    Il primo filone dell’indagine, avviato nel 2023, riguarda una presunta frode in pubbliche forniture relativa alla continuità territoriale sulla rotta Genova-Porto Torres, dove alcune navi avrebbero operato senza i requisiti ambientali richiesti, con componenti dei motori non originali o alterati e attestazioni irregolari dei controlli. Il secondo filone, dedicato alla corruzione, coinvolge circa settanta pubblici ufficiali e quattordici tra dirigenti e dipendenti delle tre società. Le aziende risultano indagate anche ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti.

    Le cronache riportano anche episodi riguardanti singole sedi portuali. A Porto Torres, un addetto alla sicurezza della Capitaneria avrebbe ricevuto benefici in cambio di disponibilità nei controlli. A Civitavecchia, un capo nostromo avrebbe richiesto biglietti per gruppi numerosi ottenendo sconti del 30%, con riferimenti nelle intercettazioni a trattamenti favorevoli sulle soste delle navi.

    L’inchiesta ha avuto anche importanti sviluppi giudiziari. Il sequestro di tre traghetti per un valore complessivo superiore a 64 milioni di euro è stato annullato dal Tribunale del riesame a maggio 2025 e la decisione è stata confermata dalla Corte di cassazione a settembre 2025. Le tredici misure cautelari richieste dalla Procura, tra cui due arresti domiciliari, sono state respinte dalla giudice per le indagini preliminari Silvia Carpanini con motivazioni estese. Il pubblico ministero Cotugno non ha impugnato quel provvedimento, mentre la Procura ha presentato ricorso in Cassazione contro l’annullamento del sequestro.

    Gli indagati hanno sostenuto che i biglietti gratuiti costituissero un’usanza propria del settore marittimo e non un elemento di scambio. La Procura, tuttavia, ha proseguito nelle acquisizioni: ad agosto 2025 è stato disposto il sequestro delle caselle di posta elettronica di quattordici dirigenti delle società per ricostruire con precisione la gestione delle agevolazioni. Secondo la documentazione citata nelle cronache giudiziarie, una casella della Moby veniva svuotata quotidianamente, limitando la possibilità di recuperare lo storico delle comunicazioni.

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