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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista denunciato per furto in logistica nel Reggiano

    Camionista denunciato per furto in logistica nel Reggiano

    Un autotrasportatore di 59 anni residente a Parma è stato denunciato per furto aggravato dopo aver nascosto capi Armani per circa 1.600 euro nel proprio camion durante un'operazione di carico in un'azienda di logistica di Castelnovo di Sotto, nel Reggiano.

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Mare

  • Cambio a Livorno nella gestione del Terminal Calata Orlando

    Cambio a Livorno nella gestione del Terminal Calata Orlando

    Il terminal Calata Orlando del porto di Livorno passa sotto il controllo diretto dei Gruppi Fratelli Neri e Nova Marine Carriers, che hanno acquisito la maggioranza dalla holding NR Investimenti. La quota restante rimane alla famiglia Alberti.

Autotrasporto

  • Foton in Europa con una gamma completa e una rete in crescita

    Foton in Europa con una gamma completa e una rete in crescita

    Allo Iaa Transportation di Hannover il costruttore cinese Foton presenta un trattore stradale per la lunga percorrenza su piattaforma elettrica a batteria e a idrogeno, con ricarica fino a 1,44 MW. Espone anche sei veicoli e sei componenti e fissa al 2028 l'avvio dell'assemblaggio in Europa.

    Antitrust multa sei compagnie petrolifere italiane con 936 milioni

    È una vera stangata la multa di 936 milioni di euro erogata dall’Autorità Garante della Concorrenza alle sei principali compagnie petrolifere operanti in Italia, accusate di avere attuato un’intesa anti-concorrenziale sulla componente bio dei carburanti, in vigore tra il 2020 e il 2023. L’importo così elevato deriva dalla classificazione di “molto grave” considerata dall’Autorità. Il provvedimento del 23 settembre 2025 ritiene che Eni, Esso Italiana, Italiana Petroli (IP), Kuwait Petroleum Italia (Q8), Saras e Tamoil abbiano coordinato l’applicazione degli aumenti della componente bio, voce di prezzo destinata a coprire gli obblighi normativi di miscelazione dei biocarburanti. L’intesa, durata oltre tre anni, avrebbe inciso sul mercato nazionale dell’immissione in consumo di benzina e gasolio, segmento nel quale le società coinvolte detengono insieme oltre il 90% dei volumi.

    Secondo l’Autorità, l’allineamento dei valori della componente bio, partito nel primo trimestre del 2020 con un livello comune di 26 euro per metro cubo, non era spiegabile dai soli costi sostenuti dalle imprese e ha eliminato l’incertezza competitiva. Il coordinamento ha permesso di riversare totalmente i costi sui clienti e, in più, di generare margini addizionali su una voce che avrebbe dovuto riflettere i costi effettivi delle singole aziende.

    La pubblicazione dei valori sulla Staffetta Quotidiana (non coinvolta nell’indagine) ha avuto un ruolo decisivo come strumento di controllo. In particolare Eni, ritenuta promotrice e stabilizzatrice del cartello, ha fornito indicazioni ai concorrenti e ai clienti contribuendo a trasformare la tariffa in un parametro ufficiale di riferimento. Ciò ha rafforzato la trasparenza artificiale e impedito la concorrenza sui differenziali di prezzo.

    L’Autorità ha stabilito sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 936.659.087 euro. La compagnia più colpita è Eni, con una sanzione di 336,2 milioni di euro, seguita da Italiana Petroli (163,6 milioni), Kuwait Petroleum Italia (172,5 milioni), Esso Italiana (129,3 milioni), Tamoil (91 milioni) e Saras (43,7 milioni). Le multe sono state calcolate sul valore delle vendite del 2022 e restano sotto al limite massimo del dieci perento del fatturato mondiale.

    Secondo l’Autorità, gli effetti sul mercato sarebbero stati rilevanti. Essa scrive che l’eliminazione dell’incertezza ha generato un ambiente collusivo stabile, traducendosi in prezzi finali più alti per distributori e consumatori. L’uso di una trasparenza artificiale avrebbe anche bloccato la possibilità di concorrenza basata su efficienze individuali. Infine, in un settore già caratterizzato da struttura oligopolistica, l’intesa ha rafforzato il potere delle sei compagnie, rendendo il mercato meno reattivo e più rigido. Il provvedimento impone alle società di astenersi da comportamenti analoghi e prevede il pagamento delle sanzioni entro novanta giorni dalla notifica.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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