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Fermo autotrasporto a Genova da 11 a 15 dicembre 2018

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La sera di lunedì 3 dicembre 2018, le associazioni dell'autotrasporto hanno proclamato cinque giorni di fermo dei servizi nel porto ligure. L'Asp convoca gli autotrasportatori il 6 dicembre.


Genova VTE nuovo gate sera camionLa riunione di ieri per risolvere i problemi dell'autotrasporto nel porto di Genova tra le associazioni degli autotrasportatori, gli operatori portuali e l'Autorità di Sistema Portuale non ha portato alla firma di un accordo, quindi le sigle dell'autotrasporto hanno proclamato il fermo dall'11 al 15 dicembre. Resta ancora una possibilità d'intesa, perché l'Asp ha convocato un altro incontro il 6 dicembre 2018. In una nota diffusa nella tarda serata di ieri, gli autotrasportatori scrivono che non si sono verificate le condizioni per la firma di un accordo, "pur apprezzando il lavoro svolto oggi per la definizione dell'accordo di programma che deve regolare le attese dell'autotrasporto in porto e conseguenti indennizzi". Al termine del comunicato, le associazioni auspicano che dall'incontro di giovedì prossimo appaiano "risposte utili della comunità portuale e l'intervento decisivo secondo legge del ministero dei Trasporti".
Quella di ieri è la seconda riunione indetta dall'Asp in pochi giorni. Quella precedente si è svolta il 29 novembre ma senza il rappresentante dei terminalisti. Quindi le parti non hanno potuto firmare un accordo e perciò era stato riconvocato l'incontro di ieri dove però è mancato il rappresentante degli agenti marittimi. "L'Autorità portuale ha messo sul tavolo tutto ciò che poteva mettere ma senza gli agenti marittimi non ha senso firmare un accordo", spiega Giuseppe Bossa, coordinatore dell'Osservatorio sulla Logistica, il Trasporto Merci e Spedizioni di Genova. "Quindi non abbiamo avuto altra scelta che confermare il fermo. Se nella riunione di giovedì ci saranno le condizioni, potremo firmare l'intesa e disdire la protesta".
Il testo dell'accordo riprende a grandi linee quello stilato il 27 luglio scorso: "Il nodo principale è quello delle lunghe attese per carico e scarico dei container. Non cerchiamo soldi, ma regole precise che tutelino gli autotrasportatori evitando, come accade ora, che un camion che arriva in porto non sa quando potrà ripartire", aggiunge Bossa. Dopo il crollo del ponte Morandi c'è stato un aumento della domanda di autotrasporto di container perché la linee ferroviaria è stata chiusa, ma dopo la sua riapertura gli autotrasportatori registrano un calo dei contenitori trasportati da 2800 a 2300 al giorno. "Ciò non ha però comportato un significativo miglioramento nei tempi di attesa, che restano comunque troppo lunghi per le imprese di autotrasporto", conclude Bossa.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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