Il mercato dei rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5 tonnellate apre il 2026 in crescita. A gennaio sono state immatricolate in Italia 1.190 unità, in aumento del 13,2% rispetto alle 1.051 dello stesso mese del 2025, secondo le stime del Centro Studi e Statistiche di Unrae elaborate sui dati del ministero dei Trasporti. Un risultato che conferma la dinamica positiva già emersa nel corso dello scorso anno.
Il confronto con l’intero 2025 rafforza il quadro. Lo scorso anno si è chiuso con 15.401 rimorchi e semirimorchi immatricolati, in aumento del 14,6% rispetto alle 13.437 unità del 2024. La progressione di gennaio 2026, pari al +13,2%, si colloca su un livello leggermente inferiore alla media annua precedente, ma in continuità con il ciclo espansivo avviato nel 2025. A sostenere l’avvio d’anno è anche il portafoglio ordini consolidato nei mesi scorsi.
“Accogliamo con favore la buona prestazione di gennaio, che riflette ancora lo slancio della tendenza positiva e del portafoglio ordini maturato nel corso dello scorso anno. Con l’avanzare dei mesi, tuttavia, intravediamo un possibile rallentamento delle immatricolazioni, con il rischio di un ritorno del mercato in territorio negativo”, ha dichiarato Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di Unrae.
Secondo l’associazione, uno dei fattori chiave per la tenuta della domanda è l’attuazione del Fondo straordinario per il trasporto merci, istituito dal ministero dei Trasporti con una dotazione di 590 milioni di euro. La misura, con orizzonte pluriennale, è destinata a sostenere il rinnovo del parco circolante. Tuttavia, un allungamento dei tempi applicativi potrebbe produrre un effetto di sospensione delle decisioni di acquisto.
“Il rallentamento potrebbe accentuarsi qualora dovessero allungarsi i tempi di attuazione del Fondo straordinario destinato al trasporto merci da 590 milioni di euro, che rappresenta finalmente uno strumento concreto e con un orizzonte pluriennale per il rinnovo del parco. Un differimento delle misure rischierebbe di generare un effetto attesa, con possibili ripercussioni sul mercato nei prossimi mesi dovute al rallentamento degli ordini e al rinvio nella pianificazione degli investimenti da parte delle imprese”, ha aggiunto Mastagni.
Accanto al tema degli incentivi, Unrae richiama l’attenzione sul quadro normativo relativo alla lunghezza massima degli autoarticolati. Dal 2021 il limite è stato elevato a 18,75 metri, ma la piena applicazione della misura richiede l’aggiornamento del Regolamento di Esecuzione collegato alla riforma del Codice della Strada. Una recente circolare ministeriale e un intervento presso la Camera hanno ribadito le iniziative adottate per consentire la circolazione dei complessi veicolari fino a 18,75 metri e la necessità di armonizzare le disposizioni attuative.
“Riteniamo che sia ora il momento di intervenire, cogliendo l’opportunità offerta dall’imminente proroga del termine per l’adozione dei Decreti Legislativi attuativi della riforma del Codice della Strada. Il necessario aggiornamento del Regolamento di Esecuzione potrà finalmente garantire la piena applicazione della normativa che estende la lunghezza massima degli autoarticolati da 16,50 a 18,75 metri, consentendo anche l’immatricolazione degli Eurotrailer”, ha concluso Mastagni.











































































