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    Mattioli chiede un salto di qualità agli armatori


    Mario Mattioli - al vertice del gruppo napoletano Cafima cui fanno capo tre società attive nel rimorchio portuale (Capieci), nell'offshore (Augusta Offshore) e nel trasporto di gas liquefatto (Synergas) - è stato appena eletto presidente di Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori, succedendo a Emanuele Grimaldi (gruppo Grimaldi). Al suo fianco avrà Giacomo Gavarone (Rimorchiatori Riuniti) come presidente del Gruppo Giovani di Confitarma.
    Il nuovo presidente degli armatori italiani sembra avere fin da subito le idee chiare su quale sarà la rotta che seguirà l'associazione durante il suo mandato. Sulle modifiche al Registro Internazionale al vaglio di Bruxelles (emendamento Cociancich) e del Parlamento italiano (legge europea) spiega che: "Aspettiamo di vedere cosa dice l'Europa sul cosiddetto emendamento Cociancich. Tutti ricordiamo come è stato approvato e si tratta di un provvedimento che in prima istanza minava totalmente l'essenza del Registro Internazionale. Poi è stato ridotto nei suoi effetti tanto che qualcuno ora la chiama la norma anti-Grimaldi, mentre non incide sulle navi che operano a livello internazionale. Per quanto riguarda l'allargamento della Tonnage Ttax italiana alle altre bandiere comunitarie, questo ci consente di mantenere quello che prevede il Registro Internazionale, anzi è un rafforzamento dal punto di vista europeo, per dare competitività alla flotta europea riducendo i gap di competitività rispetto ad altre bandiere estere".
    Mattioli affronta anche il tema del sempre più invadente ruolo della finanza, in particolare dei fondi d'investimento speculativi, nello shipping italiano sui quali si è espresso sottolineando che "è completamente cambiato il paradigma della finanza nel mondo dello shipping e, dovendo comunque le società armatoriali stare su un mercato che per definizione è molto capital-intensive, bisogna guardare con minore sospetto e maggiore favore verso un ingresso di capitali leggermente diverso da quello cui eravamo abituati prima. È un fattore nuovo ma che può aiutare a crescere l'azienda e aiutare nella concentrazione. Piccolo in Italia oggi probabilmente non è più tanto bello ed è necessario essere un più grandi e specializzati per cercare di fare integrazioni verticali e non soltanto orizzontali. Questa credo possa essere anche un'opportunità importante per il sistema se vuole crescere e deve essere un cambio culturale per l'imprenditore, che a sua volta deve capire quanto è molto più importante fare un set-up di governance piuttosto che essere al telefonino per noleggiare una nave o portarla a riparare".
    Infine emerge il tema caldo dei fuoriusciti, tra i quali c'è speranza di recuperare almeno il Gruppo d'Amico. "È la mia massima speranza", ha dichiarato a questo proposito Mattioli, aggiungendo che "è un Gruppo di straordinaria importanza per lo shipping in Italia e non solo. In passato sia Paolo che Cesare d'Amico sono stati e spero che torneranno a essere parte della squadra di comando della Confederazione. La loro esclusione dall'ultimo Consiglio direttivo è stato un miserabile ed esecrabile errore, però gli errori nella vita si possono fare. Poi bisogna capire quanto gli errori sono voluti, ed eventualmente da quale parte sono voluti, e quanto invece sono casuali. Le porte sono aperte a tutti, anche a chi è uscito in tempi precedenti e non è un fuoriuscito dell'ultima ora. È associato a Confitarma circa il 70% della flotta mercantile italiana e abbiamo un ruolo importante per tutto quanto il mondo dello shipping".
    Porte aperte per i fuoriusciti ma anche disponibilità di dialogo verso chi ormai ha sposato la famiglia di Confcommercio e dunque Conftrasporto, vale a dire Aponte (Gruppo Msc) e Onorato (Moby): "Sarei la persona più felice del mondo appena sarà possibile avere un dialogo vero con loro, che significa un dialogo basato sulla mission di un'associazione che non dev'essere confuso con la mission di un'azienda", è il pensiero del numero uno di Confitarma. Che infine ha aggiunto un messaggio chiaro rivolto anche ai suoi associati: "Non è possibile che se all'interno di un'associazione ci sono dei competitor io esco e mi fondo un'altra associazione perché non voglio avere a che fare con l'altro. L'obiettivo di Confitarma è quello di creare delle condizioni affinché le imprese italiane possano continuare a essere competitive sul mercato con la bandiera italiana. Su questi presupposti io sono disposto a parlare con tutti. Con chi c'è, con chi c'era, con chi se n'è andato prima ma sempre sulla base del rispetto reciproco".

    Nicola Capuzzo

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