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Assarmatori contro Confitarma sul sostegno al cabotaggio marittimo

Con il lento ritorno alla normalità dall’emergenza Covid-19 tornano anche le battaglie navali tra compagnie marittime e associazioni che le rappresentano, centrate soprattutto sui contributi al cabotaggio marittimo e al trasporto combinato strada-mare. Oltre allo scontro sui contributi per la continuità territoriale delle isole (che il Decreto Rilancio ha prorogato per Tirrenia dopo la scadenza della concessione del prossimo luglio) si apre quello sulle agevolazioni fiscali e contributive della Legge 30/98 (ossia quella che istituisce il Registro Nazionale).

Lo scontro nasce dalla richiesta di Confitarma di consentire alle compagnie che già beneficiano di tali agevolazioni di svolgere anche cabotaggio nazionale, proposta che non piace alla concorrente Assarmatori (aderente a Conftrasporto). In particolare, la richiesta di Confitarma riguarda il comparto delle crociere che è praticamente fermo a livello internazionale ma che potrebbe ripartire fin da questa estate in ambito nazionale e che vuole ricevere il beneficio.

In una dichiarazione diffusa il 1° giugno 2020, il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, premette che “abbiamo sempre sostenuto e tuttora sosteniamo il regime di sostegno alle imprese di navigazione previsto dal Registro Internazionale, regime che costituisce lo strumento che permette di combattere ad armi pari la concorrenza nei mercati internazionali e che è stato più volte validato dalla stessa Unione Europea come rispettoso delle norme dettate in materia di aiuti di Stato”.

Messina, pur comprendendo che per le compagnie di crociera è importante concentrare l’attività sulle rotte nazionali, spiega che“questo è già possibile con le regole attuali senza che vi sia bisogno di una nuova Legge” e che non si può svolgere quest’attività “godendo dei benefici che sono negati alle compagnie che fanno servizio sulle stesse rotte garantendo anche la continuità territoriale tra le isole e la terraferma”. Queste ultime hanno continuato a operare durante la chiusura delle attività per le merci e senza passeggeri “nonostante l’incredibile crollo di fatturato subito dalle compagnie stesse che, tra l’altro, imbarcano esclusivamente marittimi italiani”.

Messina ricorda che “gli sgravi contributivi concessi ai marittimi imbarcati sulle navi da crociera battenti bandiera italiana vanno anche al personale che non rientra nella categoria dei marittimi (servizi ancillari, rispettabilissimi lavoratori quali animatori, musicisti, addetti alla cura delle persone, commessi di negozio, etc): ragione in più per contestare l’iniziativa sostenuta da Confitarma”.

Il presidente di Assarmatori spiega l’opposizione aggiungendo: “Se questa richiesta venisse accolta e la Legge modificata ci troveremmo nella situazione paradossale in cui lo Stato utilizza fondi per agevolare il costo del lavoro nelle attività ricreative o commerciali su navi da crociera, mentre nega gli stessi aiuti ai marittimi italiani che operano su navi che garantiscono servizi essenziali di trasporto passeggeri e merci, in particolare da e per le isole garantendo i diritti di rango costituzionale sottesi alla continuità territoriale delle popolazioni ivi residenti, questa sarebbe una ipotesi molto grave!”.

Messina conclude affermando che “in un momento così grave, crediamo che tutti dovrebbero convenire che le poche risorse disponibili vadano assegnate secondo un ordine di priorità che veda al primo posto quei soggetti che debbono stare al centro della nostra azione e cioè le imprese che hanno continuato a operare nei servizi strategici – come sono i servizi di trasporto combinato passeggeri e merci e di continuità territoriale con le isole - e i marittimi italiani imbarcati sulle nostre navi. Oggi sono questi i soggetti più fragili e maggiormente esposti nella crisi. L’emendamento proposto non solo li dimentica ma intende sottrarre ulteriormente fondi dello Stato che ben potrebbero, nell’emergenza, essere utilizzati per gli scopi che tutti noi dovremmo perseguire”.

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