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Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Contship investe in nuove gru per La Spezia

    Contship investe in nuove gru per La Spezia

    La Spezia Container Terminal - del Gruppo Contship - ha firmato i contratti per quattro gru di banchina e diciotto gru di piazzale, per un investimento di 90 milioni di euro, in vista dell'avvio dei lavori sul nuovo terminal Ravano.

Autotrasporto

  • L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    Il Land austriaco del Tirolo ha pubblicato ad agosto 2026 le date del primo trimestre 2027 per la regolazione del traffico dei veicoli industriali sull’autostrada A12 a Kufstein Nord, in ingresso dal confine tedesco verso Innsbruck e il Brennero.

    Le proteste agricole rallentano la logistica europea

    Nei primi nove giorni del 2026 una vasta mobilitazione degli agricoltori sta interessando gran parte dell’Europa occidentale e mediterranea, provocando blocchi stradali prolungati e disagi rilevanti alla circolazione delle merci. Le proteste, coordinate a livello nazionale e transnazionale, si sono concentrate su autostrade, nodi logistici, accessi portuali e valichi di confine, incidendo su corridoi Ten-T. Il fattore scatenante è l’imminente firma dell’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, prevista per il 12 gennaio 2026, ritenuta dagli agricoltori una minaccia per il settore primario, ma con ricadute immediate anche su trasporto e logistica.

    In Francia la mobilitazione ha rappresentato il principale elemento critico per il sistema logistico europeo. Tra il 7 e il 9 gennaio, con un picco l’8 gennaio, i sindacati agricoli Fnsea, Coordination Rurale e Jeunes Agriculteurs hanno bloccato in modo esteso la rete autostradale. La chiusura dell’A13 tra Saint-Cloud e la Périphérique ha compromesso l’accesso occidentale a Parigi, mentre le azioni sull’A2 e sull’A27 hanno interrotto i flussi verso il Belgio. Ancora più rilevante per l’autotrasporto internazionale è stata la chiusura dell’A63 tra Bayonne nord e sud, asse fondamentale del corridoio Atlantico e principale collegamento stradale tra Francia e Spagna. Blocchi diffusi sull’A9, sull’A61 e sull’A64 hanno inciso anche sul corridoio Mediterraneo Ten-T. Secondo le Autorità locali, le code hanno raggiunto i 150 chilometri, con ritardi nelle consegne fino a 24 ore. Il traffico pesante è stato deviato su assi secondari non idonei ai grandi volumi, con effetti a catena sui tempi di percorrenza, sui costi operativi e sulla puntualità delle connessioni intermodali strada-ferrovia. Gli accessi ai terminal urbani e alle piattaforme logistiche dell’Île-de-France hanno registrato rallentamenti, con ripercussioni anche sui flussi destinati ai porti del nord Europa.

    In Germania le proteste si sono svolte tra l’8 e il 9 gennaio e hanno interessato soprattutto il nord-est del Paese. I gruppi Land Schafft Verbindung e Freie Bauern hanno organizzato blocchi e rallentamenti sulle autostrade A10, A11 e A24 nel Brandeburgo, oltre che sull’A4 e sull’A9 in Sassonia. Le Autorità hanno imposto il divieto di blocchi totali degli ingressi autostradali, consentendo il mantenimento di una parziale fluidità del traffico. Ciò ha limitato l’impatto diretto sul trasporto merci a lunga distanza, ma ha comunque generato rallentamenti sui flussi regionali e sulle connessioni con i terminal ferroviari dell’area di Berlino e Dresda.

    In Grecia la mobilitazione ha assunto le caratteristiche di un blocco nazionale. Tra l’8 e il 9 gennaio gli agricoltori hanno interrotto per 48 ore le principali arterie del Paese, a partire dall’autostrada Atene-Salonicco, asse centrale del corridoio Orientale-Est Mediterraneo Ten-T. I blocchi a Nikaia, Malgara e Tempi hanno di fatto diviso il Paese in due, fermando il traffico pesante lungo l’asse nord-sud. L’interruzione dell’Egnatia Odos a Siatista ha compromesso i collegamenti est-ovest tra i porti dell’Egeo e quelli dell’Adriatico, mentre i blocchi ai valichi di Promachonas ed Evzoni hanno sospeso temporaneamente i flussi di merci verso Bulgaria e Macedonia del Nord. Le deviazioni su strade secondarie hanno aumentato tempi e costi di trasporto, incidendo in particolare sulle filiere agroalimentari e sulla catena del freddo, già sensibili ai ritardi.

    In Spagna il fulcro delle proteste è stata la Catalogna, con azioni concentrate l’8 gennaio. Il blocco dell’AP-7 a Pontós ha interrotto il traffico transfrontaliero con la Francia lungo il corridoio Mediterraneo, uno dei principali assi Ten-T per il trasporto su gomma e intermodale. Le chiusure sulla N-II e sull’A-2 hanno aggravato la situazione, mentre il blocco degli accessi al porto di Tarragona ha avuto un impatto diretto sulle operazioni portuali e sui traffici di container e rinfuse. Il fermo dei collegamenti stradali verso il porto ha rallentato l’interscambio nave-camion e nave-ferrovia, con effetti sulle catene logistiche industriali dell’area nord-orientale della Spagna.

    In Belgio le proteste si sono concentrate tra l’8 e il 9 gennaio in coordinamento con le azioni francesi. I blocchi sull’E42 e sull’E19 a Tournai hanno inciso sui flussi transfrontalieri, mentre la chiusura dell’A11 ha ostacolato l’accesso al porto di Zeebrugge, nodo chiave per i traffici ro-ro e container nel nord Europa. Le difficoltà di accesso hanno generato congestione nelle aree retroportuali e ritardi nelle operazioni di instradamento delle merci verso l’entroterra, con effetti indiretti anche sui collegamenti ferroviari e fluviali.

    In Italia la mobilitazione è stata annunciata per il 9 gennaio, con una concentrazione prevista a Milano e la partecipazione di oltre cento mezzi agricoli. Al momento della stesura non si registrano blocchi effettivi, ma eventuali interruzioni della viabilità urbana e periurbana potrebbero incidere sull’accesso agli interporti lombardi e sui collegamenti con i valichi alpini.

    M.L.

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