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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Pesanti attacchi a navi cargo nel Mar Nero

    Pesanti attacchi a navi cargo nel Mar Nero

    Droni hanno colpito due navi cargo nel Mar Nero, il giorno dopo l'affondamento della Royad Mammadov, diretta a Ravenna, al largo della Romania. Una nave è affondata e il suo equipaggio risulta disperso, mentre i 18 marinai dell'altra sono stati salvati dopo un incendio a bordo.

Autotrasporto

    Le proteste agricole rallentano la logistica europea

    Nei primi nove giorni del 2026 una vasta mobilitazione degli agricoltori sta interessando gran parte dell’Europa occidentale e mediterranea, provocando blocchi stradali prolungati e disagi rilevanti alla circolazione delle merci. Le proteste, coordinate a livello nazionale e transnazionale, si sono concentrate su autostrade, nodi logistici, accessi portuali e valichi di confine, incidendo su corridoi Ten-T. Il fattore scatenante è l’imminente firma dell’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, prevista per il 12 gennaio 2026, ritenuta dagli agricoltori una minaccia per il settore primario, ma con ricadute immediate anche su trasporto e logistica.

    In Francia la mobilitazione ha rappresentato il principale elemento critico per il sistema logistico europeo. Tra il 7 e il 9 gennaio, con un picco l’8 gennaio, i sindacati agricoli Fnsea, Coordination Rurale e Jeunes Agriculteurs hanno bloccato in modo esteso la rete autostradale. La chiusura dell’A13 tra Saint-Cloud e la Périphérique ha compromesso l’accesso occidentale a Parigi, mentre le azioni sull’A2 e sull’A27 hanno interrotto i flussi verso il Belgio. Ancora più rilevante per l’autotrasporto internazionale è stata la chiusura dell’A63 tra Bayonne nord e sud, asse fondamentale del corridoio Atlantico e principale collegamento stradale tra Francia e Spagna. Blocchi diffusi sull’A9, sull’A61 e sull’A64 hanno inciso anche sul corridoio Mediterraneo Ten-T. Secondo le Autorità locali, le code hanno raggiunto i 150 chilometri, con ritardi nelle consegne fino a 24 ore. Il traffico pesante è stato deviato su assi secondari non idonei ai grandi volumi, con effetti a catena sui tempi di percorrenza, sui costi operativi e sulla puntualità delle connessioni intermodali strada-ferrovia. Gli accessi ai terminal urbani e alle piattaforme logistiche dell’Île-de-France hanno registrato rallentamenti, con ripercussioni anche sui flussi destinati ai porti del nord Europa.

    In Germania le proteste si sono svolte tra l’8 e il 9 gennaio e hanno interessato soprattutto il nord-est del Paese. I gruppi Land Schafft Verbindung e Freie Bauern hanno organizzato blocchi e rallentamenti sulle autostrade A10, A11 e A24 nel Brandeburgo, oltre che sull’A4 e sull’A9 in Sassonia. Le Autorità hanno imposto il divieto di blocchi totali degli ingressi autostradali, consentendo il mantenimento di una parziale fluidità del traffico. Ciò ha limitato l’impatto diretto sul trasporto merci a lunga distanza, ma ha comunque generato rallentamenti sui flussi regionali e sulle connessioni con i terminal ferroviari dell’area di Berlino e Dresda.

    In Grecia la mobilitazione ha assunto le caratteristiche di un blocco nazionale. Tra l’8 e il 9 gennaio gli agricoltori hanno interrotto per 48 ore le principali arterie del Paese, a partire dall’autostrada Atene-Salonicco, asse centrale del corridoio Orientale-Est Mediterraneo Ten-T. I blocchi a Nikaia, Malgara e Tempi hanno di fatto diviso il Paese in due, fermando il traffico pesante lungo l’asse nord-sud. L’interruzione dell’Egnatia Odos a Siatista ha compromesso i collegamenti est-ovest tra i porti dell’Egeo e quelli dell’Adriatico, mentre i blocchi ai valichi di Promachonas ed Evzoni hanno sospeso temporaneamente i flussi di merci verso Bulgaria e Macedonia del Nord. Le deviazioni su strade secondarie hanno aumentato tempi e costi di trasporto, incidendo in particolare sulle filiere agroalimentari e sulla catena del freddo, già sensibili ai ritardi.

    In Spagna il fulcro delle proteste è stata la Catalogna, con azioni concentrate l’8 gennaio. Il blocco dell’AP-7 a Pontós ha interrotto il traffico transfrontaliero con la Francia lungo il corridoio Mediterraneo, uno dei principali assi Ten-T per il trasporto su gomma e intermodale. Le chiusure sulla N-II e sull’A-2 hanno aggravato la situazione, mentre il blocco degli accessi al porto di Tarragona ha avuto un impatto diretto sulle operazioni portuali e sui traffici di container e rinfuse. Il fermo dei collegamenti stradali verso il porto ha rallentato l’interscambio nave-camion e nave-ferrovia, con effetti sulle catene logistiche industriali dell’area nord-orientale della Spagna.

    In Belgio le proteste si sono concentrate tra l’8 e il 9 gennaio in coordinamento con le azioni francesi. I blocchi sull’E42 e sull’E19 a Tournai hanno inciso sui flussi transfrontalieri, mentre la chiusura dell’A11 ha ostacolato l’accesso al porto di Zeebrugge, nodo chiave per i traffici ro-ro e container nel nord Europa. Le difficoltà di accesso hanno generato congestione nelle aree retroportuali e ritardi nelle operazioni di instradamento delle merci verso l’entroterra, con effetti indiretti anche sui collegamenti ferroviari e fluviali.

    In Italia la mobilitazione è stata annunciata per il 9 gennaio, con una concentrazione prevista a Milano e la partecipazione di oltre cento mezzi agricoli. Al momento della stesura non si registrano blocchi effettivi, ma eventuali interruzioni della viabilità urbana e periurbana potrebbero incidere sull’accesso agli interporti lombardi e sui collegamenti con i valichi alpini.

    M.L.

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