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    Il bigino della Riforma della logistica e dei porti


    Poco più di dodicimila battute, spazi compresi. Così il ministro Lupi illustra agli operatori dei porti e della logistica le scelte del Governo, che saranno al centro degli Stati Generali. E cinque giorni per assimilarlo, fine settimana compreso. Ma non stupisce. Questo giovanile Governo che mostra alcuni sintomi del deficit dell'attenzione e iperattività ci ha abituato anche a meno. D'altra parte, una buona sintesi ha bisogno di poche parole. E siccome il popolo non può restare indietro, deve diventare anch'esso iperattivo. Ma per chi non può accedere alla banda larga italiana (di cui siamo tra gli ultimi in Europa in termini di velocità media di connessione, secondo il rapporto Akai), forniamo qualche indicazione sui contenuti del compito.
    Il documento è composto da un'introduzione (che da sola ne occupa circa un quarto) e da nove punti programmatici. L'introduzione riassume il percorso che porta agli Stati Generali: Sblocca Italia, costituzione del Comitato di esperti, "ricognizione dei dati di domanda e di offerta logistica e una selezione delle principali ipotesi di intervento per il raggiungimento delle finalità indicate dalla citata disposizione legislativa". l'introduzione informa anche che i verbali delle riunioni di questo Comitato "sono pubblicati sul sito web del ministero dei Trasporti".
    Mossa molto giovanile e trasparente, se non fosse che (almeno nella versione del pdf in nostre mani) manca il link. Speriamo che il lettore non ci consideri presuntuosi, se lo pubblichiamo noi: http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=cm&o=vd&id=3653. In questa pagina web trovate cinque link (più quello al testo dello Sblocca Italia):

    I tre verbali sono lunghi tre pagine (riunione dell'11 dicembre 2014), quattro pagine (12 dicembre 2014) e tre pagine (22 dicembre 2014). Il programma infrastrutture strategiche è datato settembre 2014 ed è decisamente più lungo. Potete leggerlo nel fine settimana, sempre che ve la sentiate di affrontare proposizioni come: "L'assegnazione di tali giudizi è diffusamente argomentata all'interno di apposite Schede di valutazione, appositamente redatte per motivare e argomentare la stima – riportata poi nella matrice - il perseguimento di ciascun obiettivo dell'Albero da parte dei progetti dell'Area Funzionale in esame" (pagina 151).
    C'è poi un pdf di nove pagine (ma l'ultima è bianca) intitolato "Il ruolo dell'Allegato Infrastrutture nel nuovo ciclo di programmazione europea 2014/2020", che è una sorta di bigino normativo a livello comunitario. Un buon lavoro di compilazione, anche se abbreviare alcune frani ne agevolerebbe la lettura. Ma non vogliamo rovinarvi la sorpresa. Gli altri due link rimandano al testo del decreto che nomina i quindici membri del Comitato tecnico e i funzionari ministeriali di supporto e quello che nomina la segreteria tecnica.
    Ma torniamo al nostro documento principale. La seconda pagina contiene tre punti e l'inizio del quarto, così intitolati: Pianificazione strategica a lungo, medio e breve periodo; Specializzazione delle realtà portuali, razionalizzazione del sistema di governance, integrazione dei "distretti logistici"; Creazione di sinergie tra attori chiave appartenenti al settore pubblico. Il primo spiega sostanzialmente che "Le azioni che il Piano definirà saranno pertanto organizzate su tre dimensioni temporali (lungo, medio e breve)", il secondo afferma che "Il Piano terrà conto della specializzazione dei porti e/o delle aree/ambiti logistici retrostanti prevedendo una semplificazione della rete delle Autorità portuali, in parallelo ad azioni adeguate alla vocazione dei principali porti e alle caratteristiche dei grandi flussi di domanda di trasporto e logistica", mentre il terzo ammonisce che "Ciò di cui il Paese ha urgente bisogno è una strategia logistica condivisa dai principali attori istituzionali".
    Per leggere il quarto punto bisogna raggiungere la terza pagina, che contiene anche i punti cinque (Rimozione di bottlenecks infrastrutturali puntuali), sei (Semplificazione delle procedure e razionalizzazione dei processi decisionali), sette (Intermodalità) e otto (Evoluzione tecnologica come abilitatore di un nuovo modello operativo più efficiente e più orientato a logiche di mercato e upgrade tecnologico infrastrutturale). Quest'ultimo prosegue anche a pagina quattro, dove inizia il nono punto (Integrazione tra sistema portuale e logistico e mondo imprenditoriale), che termina circa a metà pagina.
    Questi documenti dovrebbero essere la base della riforma dei porti e della logistica italiana, o almeno è il materiale che siamo riusciti a trovare da fonti aperte. Qualcuno potrebbe obiettare che questa è la grande strategia, l'espressione del timoniere che indica la rotta. Nei film vediamo i generali dello Stato Maggiore che creano i piani di battaglia solo disegnando frecce e cerchi sulle mappe. Poi, tocca ai sottoposti metterli in pratica.
    Proprio quest'anno celebriamo i cent'anni dell'entrata dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, un fulgido esempio dell'abilità strategica dei nostri generali dell'epoca (gabbati a Caporetto da un giovane tenentino tedesco di nome Rommel). Ma forse siam gufi. Magari il vero Piano dei Porti e della Logistica esiste già e apparirà agli Stati Generali. Durante l'elezione del Presidente Matarella, Renzi ha mostrato di avere un cilindro ben fornito di conigli. Ma i rapaci notturni potrebbero essere già vigili.

    Michele Latorre

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