L'Interporto-Centro Ingrosso di Pordenone Spa avvierà la costituzione di una nuova società a controllo misto pubblico-privato per gestire il suo terminal intermodale, con l'obiettivo di renderla operativa dal 2027. La nuova società, una volta selezionato tramite gara pubblica il socio industriale privato che ne deterrà il 60%, assumerà la gestione, lo sviluppo e la commercializzazione dei servizi intermodali ferroviari e stradali oggi in carico all'Interporto, che manterrà il restante 40% del capitale e la proprietà dell'infrastruttura. Il contratto di gestione avrà una durata di dodici anni, prorogabile fino a un massimo di diciannove, e prevede un canone d'utilizzo composto da una parte fissa e una variabile, quest'ultima legata ai volumi di traffico effettivamente movimentati.
L'operazione segue il percorso previsto dal Testo unico sulle società a partecipazione pubblica (Tusp) e si articola in più passaggi: una delibera del Consiglio di amministrazione con motivazione analitica, la trasmissione dell'atto all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e alla Corte dei conti, le delibere degli enti soci - tra cui la Camera di commercio di Pordenone-Udine e il Comune di Pordenone - l'assemblea dell'Interporto, la gara pubblica per individuare il socio privato di maggioranza e, infine, la costituzione della nuova società con la stipula del contratto di gestione.
La forma societaria allo studio è quella della società a responsabilità limitata. L'informativa ai soci è arrivata in occasione dell'approvazione del bilancio 2025, che apre formalmente il percorso autorizzativo. Il progetto prevede inoltre la possibile assunzione nella nuova società del personale oggi impiegato nel terminal, per salvaguardare le professionalità maturate nel sito, e la facoltà di conferire alla nuova società le attrezzature di movimentazione già in dotazione dell'Interporto, in modo da garantire continuità operativa.
Il bilancio 2025 dell'Interporto-Centro Ingrosso di Pordenone si è chiuso con un utile netto di circa 338mila euro e un valore della produzione di 4,73 milioni di euro, in crescita del 7,4% sul 2024, un risultato attribuito soprattutto al comparto immobiliare e al rafforzamento dell'attività intermodale. La scelta della nuova società viene presentata dalla dirigenza come tappa del piano industriale 2025-2030, con cui l'ente punta a consolidare il ruolo del terminal nella rete logistica nazionale ed europea anche in relazione al peso crescente della componente ferroviaria.
































































