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    Labirinto di divieti per i veicoli merci durante le Olimpiadi Invernali

    Illustrazione: TrasportoEuropa
    • Dal 1° al 22 febbraio 2026, in occasione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina, saranno in vigore divieti straordinari alla circolazione dei veicoli per il trasporto merci nelle aree di gara. Le misure si aggiungono al calendario nazionale 2026 e interessano in particolare Valtellina e area di Cortina, con soglie, orari e regole differenziate.
    • In provincia di Sondrio i divieti riguardano i veicoli merci oltre 3,5 tonnellate sulle strade provinciali dell’Alta Valtellina, dalle 6.00 alle 10.00, estesi fino alle 11 per i trasporti Adr, dal 4 al 22 febbraio. In provincia di Belluno, sulle principali vie di accesso a Cortina, è previsto un blocco assoluto di 24 ore per i mezzi oltre 7,5 tonnellate.
    • Le associazioni imprenditoriali parlano di “doppio livello di divieti”, tra restrizioni olimpiche e nazionali, e segnalano rischi operativi su consegne, costi e programmazione. Pur riconoscendo le esigenze di sicurezza, chiedono correttivi al calendario 2026 e un ruolo più attivo nel gestire deroghe e finestre per i rifornimenti essenziali.

    Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non incidono solo sull’organizzazione sportiva e sulla mobilità degli spettatori, ma introducono un sistema straordinario di limitazioni alla circolazione dei veicoli per il trasporto merci che interessa direttamente autotrasportatori, operatori logistici e imprese dei territori coinvolti. Nel periodo dei Giochi, le regole ordinarie lasciano spazio a un labirinto di ordinanze prefettizie e provinciali, Ztl temporanee e deroghe molto selettive, che modificano in modo sostanziale l’accessibilità alle aree alpine e ad alcuni contesti urbani.

    Il cuore delle restrizioni è concentrato tra Valtellina e area di Cortina, dove la viabilità è strutturalmente fragile e le strade di accesso coincidono con le arterie utilizzate per raggiungere le sedi di gara. Qui i divieti colpiscono non solo i mezzi pesanti, ma in alcuni casi anche i veicoli commerciali sopra le 3,5 tonnellate, con fasce orarie rigide o blocchi continui che riducono drasticamente le finestre operative per le consegne. A questo quadro si sommano le limitazioni previste nelle Ztl olimpiche e le chiusure temporanee legate agli eventi istituzionali nelle città ospitanti.

    Il fulcro delle restrizioni è nelle valli che ospitano le gare. In provincia di Sondrio il provvedimento più rilevante è l’ordinanza provinciale che disciplina il transito sulle strade provinciali dell’Alta Valtellina, in un’area che deve reggere contemporaneamente flussi di atleti, personale, spettatori e servizi. La logica è ridurre la presenza di traffico merci nelle ore di punta mattutine, quando gli spostamenti verso impianti e aree operative si concentrano. Il perimetro in Valtellina è definito sia dalla soglia sia dalla rete. La soglia è più bassa di quella nazionale: il divieto riguarda i veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate non adibiti al trasporto di persone. È un punto operativo decisivo perché include una parte dei veicoli commerciali leggeri che, in condizioni ordinarie, non rientrano nei blocchi festivi nazionali per i mezzi oltre 7,5 tonnellate.

    Le fasce orarie fissate dalla Provincia di Sondrio sono due. Per i mezzi merci oltre 3,5 tonnellate il transito è vietato dalle 6.00 alle 10.00 dal 4 al 22 febbraio 2026, mentre per i veicoli che trasportano merci pericolose secondo disciplina Adr il divieto è esteso di un’ora, dalle 6.00 alle 11.00, nello stesso periodo. La scelta dell’avvio alle 6.00, e non a mezzanotte come riportato in alcune comunicazioni iniziali, sposta l’attenzione sull’organizzazione del primo giro di consegne e sulle partenze notturne, che in molti casi diventano inefficaci perché si “schiantano” contro la finestra di divieto all’ingresso nelle aree più sensibili.

    Sul versante stradale della Valtellina, l’ordinanza elenca diversi tratti provinciali che collegano l’asse di fondovalle e gli accessi alle località di quota. Tra le arterie citate nelle comunicazioni operative alle imprese rientrano la Sp 24 Tirano-Stazzona su un tratto delimitato da chilometriche, la Sp 26 del Campone lungo l’intera tratta, le diramazioni della Sp 26 verso Sernio e Valchiosa e la Sp 27 per il Passo dello Stelvio lungo tutta la sua estensione, oltre 31 chilometri. In termini pratici, sono proprio le strade che consentono il collegamento tra la statale e le aree di gara, e quindi incidono sull’ultimo miglio verso Bormio e Livigno.

    Come abbiamo detto, il meccanismo in Valtellina non è un divieto assoluto giornaliero: fuori dalle finestre 6.00-10.00 e 6.00-11.00 il transito è consentito. Nella pianificazione reale, però, questa possibilità si scontra con tre fattori: l’impossibilità di “spalmare” tutte le esigenze di rifornimento nelle ore successive, il rischio di congestione concentrata tra tarda mattina e primo pomeriggio, e l’effetto delle Ztl olimpiche che possono introdurre ulteriori varchi e controlli nei giorni di gara. È qui che le associazioni locali insistono sull’esigenza di riprogrammare giri e orari di consegna e di tenere conto dei costi aggiuntivi legati a percorrenze e tempi di attesa.

    Se la Valtellina lavora per finestre, l’area di Cortina adotta una logica più drastica sulle due arterie chiave. In provincia di Belluno l’asse principale di accesso alla conca ampezzana, la Ss 51 di Alemagna, e la Sr 48 delle Dolomiti sono interessate da un divieto assoluto 24 ore su 24 dall’1 al 22 febbraio 2026 per i mezzi pesanti oltre 7,5 tonnellate. In un territorio con alternative viarie ridotte e passi che in inverno possono essere poco praticabili, la chiusura continuativa punta a separare in modo netto il traffico olimpico e turistico dal traffico merci pesante.

    Accanto al divieto continuo, nell’area bellunese il quadro operativo comprende un calendario che segue le giornate e gli orari più sensibili, con fasce che, a seconda dei giorni e del periodo olimpico o paralimpico, possono estendersi dalle 9.00 alle 20.00, arrivare dalle 7.00 alle 23.00 il 6 febbraio e tornare dalle 6.00 alle 20.00 nella fase centrale dei Giochi, in coerenza con l’operatività delle Ztl e delle aree di controllo. La differenza rispetto a Sondrio non è soltanto la soglia di massa, 7,5 tonnellate invece di 3,5, ma la combinazione tra tratti interdetti senza finestre e necessità di autorizzazioni per le eccezioni.

    Le deroghe, in entrambi i territori, sono impostate in modo restrittivo. Le ordinanze richiamano come ambiti ammessi i mezzi di soccorso e di emergenza, le attività di manutenzione invernale e gli interventi per conto dei gestori e degli enti stradali, con margini più stretti per il trasporto merci ordinario. Nell’area bellunese, dalle comunicazioni operative emerge una maggiore attenzione alla continuità dei rifornimenti alimentari della distribuzione al dettaglio e alla logistica direttamente connessa ai Giochi, purché munita di pass dedicato.

    È proprio sul terreno delle deroghe che alcune associazioni territoriali assumono un ruolo d’interfaccia. Appia, nell’area di Cortina e nel bellunese, comunica alle imprese l’arrivo di ordinanze con forti limiti per i mezzi oltre 7,5 tonnellate e chiarisce che le richieste di deroga per motivi di prima necessità, come approvvigionamenti di cibo, carburanti e biomasse, verrebbero raccolte e inoltrate tramite associazioni di categoria, con un ruolo di filtro e coordinamento verso la Prefettura. Operativamente, ciò significa che la richiesta non è solo un atto individuale, ma entra in un canale strutturato, con l’obiettivo di rendere più gestibile il flusso di richieste e di rafforzarne la documentazione.

    Le zone a traffico limitato olimpiche aggiungono un secondo livello di controllo, diverso dai divieti sulle provinciali e sulle statali. Le Ztl sono temporanee e attivate nei giorni di gara e in fasce orarie definite, con logica di accesso regolato: l’entrata è condizionata, l’uscita resta libera, e l’operatività cambia da Comune a Comune. In Lombardia interessano Bormio, Valdisotto, Valfurva, Livigno e Valdidentro, in Veneto Cortina d’Ampezzo e l’area nord di San Vito di Cadore, con articolazioni interne che, nel caso di Cortina, distinguono zone con orari differenziati nella fase pre-olimpica, nel periodo olimpico e nel periodo paralimpico.

    L’accesso alle Ztl richiede pass specifici. La Fondazione Milano Cortina 2026 ha attivato una piattaforma per la richiesta del Pass Auto per i territori, con pass plurigiornalieri per esigenze continuative e pass giornalieri per ingressi occasionali, destinati anche a chi effettua consegne e servizi logistici in area regolata. Per le imprese, il punto critico non è solo l’ottenimento del contrassegno, ma l’allineamento tra finestre di consegna, orari Ztl, varchi e controlli, in un contesto in cui le finestre “utili” possono restringersi ulteriormente se il giorno coincide con divieti nazionali o se la circolazione viene rallentata da dispositivi di sicurezza.

    Sul piano nazionale, infatti, il calendario dei divieti nazionali 2026 per i veicoli superiori alle 7,5 tonnellate resta lo sfondo su cui si innestano le misure olimpiche. Nel mese di febbraio, alle domeniche 1, 8, 15 e 22 febbraio si applica il blocco dalle 9.00 alle 22.00. L’effetto combinato è evidente: un operatore che lavora a cavallo tra regioni e valli deve tenere insieme divieti ordinari, ordinanze locali con soglie diverse, Ztl con calendari per località e, per alcune filiere, requisiti specifici legati alla merce trasportata, come l’Adr.

    Su questo punto le associazioni dell’autotrasporto insistono con un messaggio ricorrente. Confartigianato Trasporti di Verona parla di “doppio livello di divieti”, tra quelli nazionali per i mezzi oltre 7,5 tonnellate e quelli straordinari legati ai Giochi, definendo il 2026 un anno “particolarmente delicato” che impone una programmazione più complessa. Cna Fita porta la discussione sul piano politico e strutturale, chiedendo al ministro Salvini una “profonda revisione” dei divieti di circolazione perché la struttura attuale, con orari spezzettati e molte giornate interessate, incide sull’attività ordinaria delle imprese. L’associazione lega la richiesta anche al 2026 come anno “speciale” per il carico aggiuntivo connesso al combinato disposto tra calendario nazionale e misure legate ai Giochi, e propone una gestione più dinamica del traffico, anche attraverso l’uso di sistemi intelligenti di trasporto e intelligenza artificiale, per ridurre il ricorso a divieti rigidi.

    Alle restrizioni alpine si affiancano impatti urbani che, pur non essendo “divieti camion” in senso stretto, possono interferire con la distribuzione locale. A Milano, tra il 2 e il 6 febbraio, sono previste chiusure e interdizioni legate a eventi istituzionali e alla cerimonia di apertura, con perimetrazioni in aree centrali e in zona San Siro nella giornata del 6 febbraio, oltre a ulteriori misure in occasione dell’accensione del braciere all’Arco della Pace il 6 febbraio. Per i vettori che operano in città, l’effetto è una riduzione di accessibilità in finestre temporali concentrate, con possibili deviazioni e restrizioni di sosta e carico-scarico nelle aree interessate. Verona, sede di cerimonie all’Arena il 22 febbraio e il 6 marzo, è interessata da modifiche alla viabilità prevalentemente concentrate nel centro storico e nell’area di Piazza Bra, con impatti più marcati sul traffico privato e turistico, ma da considerare comunque per la distribuzione urbana e per l’accesso alle zone centrali nei giorni evento.

    Antonio Illariuzzi

    Questo articolo si basa sulle infomazioni disponibili al 28 gennaio 2026 e alcune regole potrebbero cambiare successivamente

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