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Podcast K44

Cronaca

  • Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

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  • All’inizio di agosto 2026 rimbalzano i noli container

    All’inizio di agosto 2026 rimbalzano i noli container

    I noli spot del trasporto marittimo di container diffusi il 6 agosto 2026 da Drewry mostrano un aumento medio globale dell’uno percento, interrompendo tre settimane di calo grazie ai rialzi record sul transpacifico Shanghai-New York e Shanghai-Los Angeles.

Autotrasporto

  • La riforma del Codice della Strada punta sull’autotrasporto

    La riforma del Codice della Strada punta sull’autotrasporto

    Il ministero dei Trasporti ha presentato alla fine di luglio 2026 le linee della riforma del Codice della Strada: patente C1 a 17 anni, guida senza Cqc per un anno, riorganizzazione delle sanzioni in 21 fasce, digitalizzazione dei documenti e nuovo ruolo per gli ausiliari di Polizia Stradale.

    Sicurezza stradale, nel 2024 l’Europa rallenta e l’Italia resta ferma

    A giugno 2025, l’European Transport Safety Council ha pubblicato il rapporto annuale sulla sicurezza stradale relativo al 2024. E non mostra un andamento positivo, perché i dati evidenziano con chiarezza come i progressi in quest’ambito in Europa sono ancora troppo lenti. Nel 2024, infatti, le vittime della strada nei Paesi dell’Unione sono state 20.017, con un calo di appena il 2% rispetto all’anno precedente. Una riduzione ben lontana dal ritmo annuale del 6,7% necessario per raggiungere l’obiettivo comunitario di dimezzare i decessi entro il 2030.

    Guardando al periodo 2019-2024, la diminuzione complessiva è del 12%, mentre per rimanere in linea con il traguardo fissato per la fine del decennio sarebbe stato necessario raggiungere già oggi una riduzione del 27%. Il rapporto segnala che otto Paesi europei, tra cui Svizzera ed Estonia, hanno addirittura registrato un aumento delle vittime nel corso dell’ultimo anno, mentre solo pochi Stati sono riusciti a ottenere risultati significativi. La Lituania spicca per un calo del 35% dei decessi dal 2019, seguita da Belgio, Polonia e Slovenia, tutte con una riduzione superiore al 25%.

    In un contesto europeo a due velocità, la Norvegia si conferma il Paese più virtuoso, grazie a un tasso di mortalità stradale tra i più bassi al mondo: appena 16 vittime per milione di abitanti nel 2024. Il riconoscimento premia un approccio rigoroso e sistemico, ispirato alla strategia Vision Zero, che punta a meno di 50 decessi entro il 2030 e a zero entro il 2050. La Norvegia ha costruito questo successo grazie a un insieme coordinato di politiche pubbliche, formazione, infrastrutture sicure e innovazione scientifica. Ha anche adottato un limite alcolemico tra i più severi d’Europa, introdotto corsi obbligatori di guida su fondo scivoloso e riconvertito molte tratte stradali pericolose in percorsi più sicuri con barriere centrali. A Oslo sono state realizzate zone a velocità ridotta, piste ciclabili protette e misure di limitazione del traffico per tutelare pedoni e ciclisti, mentre a livello nazionale sono stati intensificati i controlli sulla velocità, migliorata la formazione dei motociclisti e finanziati progetti rivolti a bambini, anziani e utenti vulnerabili.

    Elemento centrale delle politiche norvegesi è il programma di ricerca Best – Bedre sikkerhet i trafikken – che ha prodotto oltre 140 studi scientifici sulla sicurezza stradale. Coordinato dall’amministrazione stradale e da istituti di ricerca, ha analizzato interventi su limiti di velocità, infrastrutture dedicate agli utenti più fragili e pianificazione urbana. I risultati, raccolti nel Traffic Safety Handbook, hanno fornito una solida base empirica per orientare le scelte politiche. La strategia norvegese si è arricchita anche con indagini approfondite su tutti i decessi stradali, riforme legislative mirate ai giovani conducenti, creazione di aree scolastiche interdette al traffico e certificazione dei cosiddetti “Comuni Sicuri”. “I risultati della Norvegia non sono casuali, ma il frutto di obiettivi chiari, attuazione coerente e un impegno condiviso a tutti i livelli”, ha commentato Antonio Avenoso, Direttore Esecutivo dell’Etsc.

    Sul fronte italiano, i dati mostrano una situazione di sostanziale immobilismo. Nel 2024, il numero delle vittime sulle strade si conferma intorno a quota tremila (3.030), come nel 2023 (3.039). Tra il 2014 e il 2024 si è registrata una riduzione complessiva del 10%, da 56 a 51 vittime per milione di abitanti, mentre rispetto al 2019 il calo si ferma al 5%. Secondo le stime provvisorie dell’Istat, nei primi sei mesi del 2024 si sono verificati 80.057 incidenti stradali con lesioni a persone, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. I feriti sono stati 107.643 (+0,5%), mentre le vittime sono state 1.429. Il dato più critico riguarda le strade urbane, dove si è registrato un aumento del 7,9% degli incidenti mortali, con un impatto particolarmente grave su pedoni e ciclisti. Solo le autostrade hanno visto una riduzione delle vittime, pari al 13,9%. Parallelamente, il traffico è in crescita: nei primi quattro mesi dell’anno, le percorrenze in autostrada sono aumentate del 3,1%, con un +4% per i mezzi pesanti e +2,7% per quelli leggeri.

    Il rapporto dell’Etsc propone anche una riflessione sul costo dell’inazione. Tra il 2014 e il 2024, i progressi ottenuti hanno permesso di salvare circa 23.800 vite, con un beneficio sociale stimato in 60 miliardi di euro. Tuttavia, se l’Unione Europea avesse seguito il ritmo necessario del 6,7% annuo, si sarebbero potute salvare altre 49.600 persone, con un valore complessivo di 124 miliardi di euro.

    Alla luce di questi dati, l’Etsc chiede un impegno deciso da parte delle istituzioni europee e dei Governi nazionali, proponendo l’istituzione di un’Agenzia europea per la sicurezza stradale. Un organismo autonomo che possa occuparsi di regolamentazione dei veicoli automatizzati, indagini indipendenti sugli incidenti e armonizzazione delle politiche tra gli Stati membri, sul modello delle agenzie già operative nel settore aereo e marittimo.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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