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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Petroliera diretta in Texas ha subito un attacco informatico

    Petroliera diretta in Texas ha subito un attacco informatico

    Secondo Bloomberg, gli investigatori di Fbi e Guardia Costiera statunitense avrebbero trovato prove di un accesso temporaneo al sistema di propulsione della superpetroliera VL Prosperity, ancora alla fonda davanti a Galveston. Le Autorità confermano un attacco di soggetti stranieri, ma nessun dato pubblico dimostra il controllo dei motori.

    Tre morti sull’A1 per un video su TikTok

    Era una mattinata di fine estate con il traffico rallentato nel tratto toscano dell'A1, tra gli svincoli di Arezzo e Valdarno, quando un camion ha travolto un'ambulanza ferma in coda al chilometro 339 della carreggiata nord. Era il 4 agosto 2025. Il mezzo pesante non ha frenato, arrivando sull'ambulanza a circa 100 km/h. Nell'impatto sono morte tre persone che si trovavano a bordo del veicolo di soccorso: Franco Lovari, 75 anni, paziente trasportato per controlli cardiologici programmati; Gianni Trappolini, 56 anni, autista dell'ambulanza della Misericordia di Terranuova Bracciolini; Giulia Santoni, 23 anni, studentessa di infermieristica e volontaria. Nell'urto sono rimasti coinvolti anche tre autovetture e un caravan: il bilancio finale ha contato tra i 15 e i 18 feriti di diversa gravità, uno dei quali in codice rosso. L'autostrada è rimasta bloccata per ore in entrambe le direzioni.

    Alla guida del camion c’era Fabio M., 59 anni, autotrasportatore originario di Savona e residente nell'area di Cuneo. Fin dalle prime settimane successive allo schianto, l'ipotesi principale degli inquirenti è stata la distrazione da smartphone. L'analisi del telefono dell'uomo e dei suoi account social ha portato alla luce oltre 900 video registrati durante i viaggi di lavoro, molti dei quali riprendevano l'autista alla guida. Un video risulta registrato e pubblicato pochi minuti prima dell'incidente, con data e ora che coincidono con la mattinata del 4 agosto 2025: una prova di un uso del cellulare in tempo reale mentre il camion percorreva la A1. I rilievi sull'asfalto non hanno documentato segni di frenata, a conferma di una guida del tutto distratta nel momento dell'impatto.

    La Polizia Stradale e la Procura di Arezzo hanno avviato subito un'indagine per omicidio stradale plurimo, poi qualificato in più testate come omicidio con colpa cosciente. L'accusa ha poggiato su tre elementi principali: la velocità incompatibile con le condizioni di traffico e l'assenza di frenata documentata dai rilievi; l'uso del cellulare non per esigenze di lavoro, ma per registrare video destinati a TikTok e YouTube durante la guida; il carattere abituale di questo comportamento, attestato da centinaia di video girati lungo le stesse tratte. La nozione di "colpa cosciente" descrive, sul piano giuridico, un autista che non voleva l'evento mortale ma accettava consapevolmente il rischio connesso alla propria condotta, proseguendo comunque nel comportamento pericoloso.

    L'11 aprile 2026, il giudice dell'udienza preliminare di Arezzo ha accolto l'accordo tra la difesa e la procura: cinque anni di reclusione. Si tratta di una pena che supera il limite dei due anni e comporta quindi la detenzione in carcere, salvo eventuali misure alternative che il Tribunale di Sorveglianza potrà valutare in un secondo momento. A favorire il patteggiamento hanno concorso il fatto che l'imputato è incensurato, la sua collaborazione nel corso delle indagini, l'avvio di percorsi risarcitori nei confronti delle famiglie delle vittime e il riconoscimento della propria responsabilità.

    La vicenda non si esaurisce con la sentenza. Restano aperti i contenziosi civili per i risarcimenti. C’è poi un aspetto normativo. Sul piano giuridico, l'articolo 173 del Codice della Strada vieta l'uso di apparecchi radiotelefonici che richiedano l'utilizzo delle mani durante la guida, con sanzioni amministrative e sospensione della patente in caso di recidiva. Per gli autisti professionali di mezzi pesanti, oltre alla patente, può essere sospesa anche la Carta di Qualificazione del Conducente, con ricadute dirette sulla possibilità di continuare a lavorare. Il caso A1 ha però messo in evidenza un fenomeno che le norme esistenti non avevano esplicitamente contemplato: non la telefonata o il messaggio, ma la produzione sistematica di contenuti video girati in prima persona durante la guida, con l'obiettivo di ottenere visibilità e interazioni sui social.

    Sul piano normativo, giuristi e tecnici discutono se il quadro attuale del Codice della Strada sia sufficiente o se vada introdotta una disciplina specifica per l'uso di dispositivi destinati alla produzione di contenuti durante la guida di veicoli industriali. Tra le proposte circolate nel dibattito pubblico ci sono l'inasprimento delle sanzioni accessorie con sospensione più lunga della patente e della Carta di Qualificazione del Conducente in caso di uso del telefono per attività sui social; l'obbligo per le aziende di trasporto di controlli periodici sui dispositivi aziendali e sulle condotte dei propri autisti; linee guida chiare per le piattaforme social sui contenuti girati alla guida di mezzi pesanti.

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