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Opere ferroviarie ripartono con commissari straordinari

Il Governo con il Decreto Aprile il cui obiettivo è rilanciare gli investimenti prevede d’istituire una serie di commissari straordinari che dovranno al più presto avviare i cantieri. La loro funzione è ridurre i passaggi burocratici e assumere tutte le iniziative necessarie con poteri decisionali. Il piatto forte di questi investimenti è rappresentato dalle infrastrutture ferroviarie che da sole valgono oltre 8,750 miliardi di euro.

La posta in gioco è notevole perché l’elenco delle opere da porre sotto l’egida dei commissari (decreto a fine aprile 2020) comprende le maggiori sfide per potenziare la rete ferroviaria nazionale e non solo. Occorre prima di tutto osservare che questo elenco non prevede opere come la Torino-Lione o l’Alta velocità Brescia-Padova per il semplice motivo che queste infrastrutture hanno già una loro “governance”, nel primo caso il promotore Telt, nell’altra i general contractor.

Al primo posto dei cantieri da avviare sotto la responsabilità commissariale c’è la Fortezza-Verona, vale a dire la nuova ferrovia ad alta capacità che dall’imbocco sud del tunnel di base del Brennero raggiunge la città scaligera. Qui i lavori valgono 3,371 miliardi di euro. Ai nastri di partenza con il progetto definitivo ormai approvato è la variante tra Fortezza e Ponte Gardena, di fatto un quadruplicamento a esclusivo servizio dei treni merci, considerato il primo lotto prioritario da realizzare contestualmente al tunnel di base, per sfruttare le più favorevoli condizioni del tracciato con pendenze più contenute.

Il costo di questa tratta è di circa 1,55 miliardi di euro, già finanziati, e prevede un tracciato lungo poco meno di 25 km dall'interconnessione di Fortezza fino al bivio per Ponte Gardena. In fase di approvazione le altre tre varianti prioritarie, quella di Bolzano, quella di Trento-Rovereto e quella di Verona. Qui il ruolo del commissario potrebbe essere decisivo per accelerare le pratiche.

Al secondo posto in ordine di investimenti è la Venezia-Trieste. Esclusa l’ipotesi di realizzare una nuova linea ad Alta velocità per opportunità sia economiche sia di traffico, si è scelto un progetto che prevede un robusto potenziamento della linea attuale con la realizzazione anche di diverse varianti di tracciato per un costo complessivo valutato in 1,800 miliardi, quindi non un semplice maquillage. Al terzo posto come grandezza di spesa figura il raddoppio della Genova-Ventimiglia nella tratta tra Finale Ligure e Andora, rimasta ancora su tracciato ottocentesco quasi totalmente a binario singolo. Qui i lavori valgono 1,540 miliardi.

Strategica anche un’altra opera, il cui importo più contenuto non deve trarre in inganno: i 600 milioni investiti per il raddoppio lungo la Pescara-Bari sono infatti l’ultimo tassello per il potenziamento della ferrovia adriatica, linea velocizzata e recentemente adeguata per i trasporti intermodali senza limiti di sagoma. In gestione ai commissari anche gli investimenti sulla Roma-Pescara con 700 milioni da destinare a una prima fase dei lavori. Di minore impegno il potenziamento tecnologico della Salerno-Reggio Calabria per 230 milioni e della Palermo-Trapani per circa 145 milioni.

Piermario Curti Sacchi

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