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Nuovo corridoio ferroviario tra Ungheria e Romania


Sulla spinta della nuova Via della Seta, ma non solo, il sistema ferroviario dell'Est Europa e della regione del Mar Nero sta conoscendo una stagione di forte sviluppo. Questo coinvolge sia linee che rientrano nei corridoi ferroviari europei, sia tratte finora riservate a collegamenti poco più che locali. Questi ultimi in particolare stanno cambiando pelle per inserirsi a pieno titolo nelle relazioni a lungo raggio. L'ultimo esempio è rappresentato da una tratta ferroviaria che si trova in Ungheria e raggiunge il confine con la Romania.
La linea, a singolo binario e trazione termica, collega l'importante nodo centrale ungherese di Püspökladány con Biharkeresztes, vicino al confine romeno verso Oradea nella regione della Transilvania. Il NIF, l'ente statale ungherese per lo sviluppo delle infrastrutture, ha lanciato una gara d'appalto per l'elettrificazione e l'ammodernamento integrale di questa tratta. Lunga poco più di 55 km, la linea sarà ricostruita in modo da sopportare carichi fino a 22,5 tonnellate per asse, adatta quindi al transito dei convogli merci pesanti ed elettrificata con il moderno sistema a 25 kV e frequenza industriale, ormai lo standard per le nuove linee ad alta capacità, mentre il controllo del traffico sarà centralizzato a Püspökladány. Il progetto è cofinanziato dall'Unione Europea e prevede tre anni di lavori.
La Püspökladány-Biharkeresztes diventerà così un nuovo itinerario alternativo a quello tra l'ungherese Lökösháza e la romena Curtici, l'unico tra i due Paesi a essere stato modernizzato ed elettrificato e utilizzato nelle relazioni ferroviarie delle merci, mentre le altre linee transfrontaliere sono a trazione termica. Da parte sua l'Ungheria ha già modernizzato la tratta centrale che da Budapest raggiunge il nodo di Püspökladány, dove è prevista anche l'installazione del sistema di segnalamento europeo interoperabile Ertms-Etcs, mentre la Romania è alle prese con l'adeguamento di tutto l'itinerario centrale tra Cluj e Brașov lungo la relazione che da Oradea arriva alla capitale Bucarest.

Piermario Curti Sacchi

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