Non ci sono solo le ferrovie tedesche al centro del dibattito per le carenze e l’arretratezza della rete a causa della scarsa manutenzione degli ultimi anni, anche le infrastrutture nei Paesi Bassi non se la passano nel modo migliore. ProRail, il gestore olandese della rete e l’agenzia per i lavori pubblici Rws (Rijkswaterstaat) hanno lanciato l’allarme sullo stato delle ferrovie nei Paesi Bassi: gli investimenti negli ultimi anni sono stati insufficienti per mantenere un buon livello di qualità e affidabilità. I due enti sono consapevoli del fatto che le risorse finanziarie non sono illimitate, ma c’è un punto di non ritorno oltre al quale il servizio non può più essere competitivo.
La cosa non deve sorprendere più di tanto, perché già nell’aprile 2023, il ministro delle Infrastrutture Mark Harbers aveva ammesso le carenze, tanto da affermare che tutti gli sforzi sarebbero stati concentrati principalmente sulla manutenzione. Le risorse sono limitate, disse il ministro, ridotte anche a causa dell’incremento dei costi delle materie prime e dell’energia e per questo motivo è necessario concentrarsi sull’esistente, senza la possibilità di investire in nuove infrastrutture, salvo i progetti già approvati, in corso o comunque pianificati.
Ma ora, come si vede dalle indicazioni di ProRail e Rws, anche questo sforzo è mancato. Viene stimato un arretrato in mancate manutenzioni che sfiora i venti miliardi di euro. In passato gli investimenti sulla rete erano mediamente pari al 2% del Pil annuo dei Paesi Bassi, ma negli ultimi anni la quota destinata alle infrastrutture è diminuita in modo significativo.
Anche Logistieke Alliantie, un gruppo di interesse costituito da quasi una ventina di operatori nella logistica, ha osservato come molte infrastrutture ferroviarie stanno per giungere al termine del loro ciclo di vita, mentre in altri Paesi europei le risorse destinate all’ammodernamento e al potenziamento della rete sono sensibilmente maggiori. Secondo l’Alleanza va cambiata l’impostazione del bilancio statale, in modo da poter contare sulla disponibilità di risorse fuori dalla programmazione annuale, con una rigorosa definizione delle priorità per superare gli attuali colli di bottiglia e pianificare così al meglio gli investimenti pluriennali.
Le statistiche indicano una continua stagnazione, se non una perdita di quote di mercato per la ferrovia: nel 2024 è proseguita la tendenza negativa, dopo che nel 2023 si era registrata una contrazione del 12% rispetto all’anno precedente. Gli operatori non si ritengono soddisfatti dalla posizione attendista assunta dal Governo che in un documento di pianificazione nel febbraio 2025 aveva annunciato l’intenzione di perseguire uno scenario definito di “sviluppo costante” che in pratica significa l’abbandono di qualsiasi ambizione di crescita e di investimenti conseguenti. Secondo Logistieke Alliantie, in questo modo, vengono vanificati tutti gli sforzi fatti dagli operatori per mantenere la competitività del servizio ferroviario merci nonostante una congiuntura tutt’altro che favorevole.
L’associazione già nei mesi precedenti aveva avanzato un pacchetto di richieste del tutto realistiche, ma che da sole possono dare uno slancio alla ferrovia. In dettaglio si tratta di garantire la possibilità di comporre treni merci lunghi 740 metri a modulo europeo, lo sviluppo dell’installazione del segnalamento standard Ertms, il potenziamento delle infrastrutture lungo la Betuweroute, la più importante ferrovia del Nordeuropa dedicata al trasporto merci che collega il porto di Rotterdam con la Germania. Inoltre, venivano chieste misure per sviluppare l’intermodalità e l’impegno a rivedere in un’ottica europea il trasporto delle merci classificate come pericolose.
Piermario Curti Sacchi







































































