Al quarto giorno dall'incendio, la ro-ro merci Blue Carrier 2 di Attica Group è ancora al centro di un'operazione di spegnimento e stabilizzazione a sud-ovest di Tinos. Il rogo è divampato alle 8.57 di venerdì 25 settembre mentre la nave viaggiava a 4,5 miglia nautiche a nord di Mykonos e a 7,5 miglia a est di Tinos. L'ultimo comunicato ufficiale disponibile, quello della Guardia costiera del 27 settembre, segnala cinque rimorchiatori al lavoro e focolai ancora presenti a bordo. A bordo c'erano 29 persone, 28 marittimi e un autista di veicolo industriale, che hanno evacuato la neve su due lance di salvataggio, sono state trasferite su un'unità della Guardia Costiera e sbarcate a Tinos, tutte in buone condizioni di salute. Attica ha precisato che le procedure di sicurezza sono iniziate subito e che l'evacuazione è stata organizzata quando l'incendio non poteva più essere domato con i mezzi di bordo. La nave, partita dal Pireo giovedì 24 settembre, trasportava 166 veicoli industriali e 29 autovetture ed era in rotta sul collegamento Pireo-Syros-Vathy (Samos)-Kos-Rodi-Kos-Pireo.
Le operazioni sono coordinate dal centro unificato di ricerca e soccorso della Guardia Costiera. Nella fase iniziale sono stati impiegati due unità di pattugliamento, un mezzo antinquinamento, tre mezzi dei Vigili del Fuoco, una nave privata di salvataggio e tre rimorchiatori, poi saliti a cinque. Dal Pireo è partito anche l'Aigaion Pelagos, rimorchiatore di soccorso di circa 70 metri con capacità antincendio. Nella notte fra il 25 e il 26 settembre la Blue Carrier 2 è stata rimorchiata in un punto ridossato sul lato sud-occidentale di Tinos, mentre le attrezzature antinquinamento restavano in allerta nei porti vicini. L'acqua usata per raffreddare lo scafo ha provocato uno sbandamento a dritta. Le squadre di salvataggio prevedono di pompare fuori parte dell'acqua accumulata prima di far salire a bordo i tecnici per l'ispezione. Solo dopo quella verifica si potrà stabilire se la nave è rimorchiabile e in quale porto.
Sulle cause non c'è una determinazione ufficiale e la pre-inchiesta è condotta dall'Autorità portuale di Tinos. La stampa greca indica come possibile punto d'innesco un veicolo industriale nel garage numero 4 e avanza l'ipotesi che un carico di sostanze chimiche stia alimentando la combustione. Nessuna di queste ricostruzioni risulta confermata. Costruita in Giappone da Kawasaki nel 1997 con il nome Clementine, la Blue Carrier 2 misura circa 162,5 metri, stazza 23.986 tonnellate lorde e dispone di 2.307 metri lineari di carico. Attica Group l'ha rilevata nel 2023 e la impiega sotto il marchio Blue Star Ferries.
L'immobilizzazione della nave pesa sul rifornimento delle isole dell'Egeo orientale e del Dodecanneso. Secondo il quotidiano Efsyn, 38 dei veicoli industriali a bordo erano destinati a Samos, mentre To Vima segnala che alcuni trasportavano merci per i supermercati, tra cui carne, latticini e formaggi. Le stesse cronache locali riferiscono che i carichi per Rodi e Kos sono rimasti a bordo, e lunedì il deputato greco Manos Konsolas ha chiesto soluzioni alternative, con un contatto previsto con il ministero della Marina mercantile. Per Samos, News24/7 riferisce che la Blue Carrier 1 aggiungerà una tappa sull'isola da giovedì per i carichi speciali, mentre le merci non pericolose viaggiano già sui normali traghetti ro-pax.










































































